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Visita fiscale liberi professionisti

6 Novembre 2019 | Autore:
Visita fiscale liberi professionisti

I lavoratori autonomi in malattia devono restare a disposizione del medico dell’Inps nelle fasce orarie di reperibilità?

La visita fiscale non è un obbligo che riguarda soltanto i lavoratori dipendenti, ma può riguardare anche i lavoratori parasubordinati, cioè i collaboratori, ed i liberi professionisti iscritti presso la gestione Separata Inps.

Agli iscritti presso questa gestione previdenziale, difatti, spetta, come ai dipendenti, l’indennità di malattia. Anche se la prestazione economica si calcola in modo differente, l’indennità è ugualmente corrisposta dall’Inps, che può inviare la visita fiscale per verificare la veridicità dello stato di temporanea incapacità lavorativa dovuta alla patologia.

Ma quali sono, nel dettaglio, le regole per la visita fiscale liberi professionisti?

Le disposizioni in merito ai controlli sanitari previsti per gli iscritti alla gestione separata sono le medesime applicate ai dipendenti: non rileva il fatto che si sia iscritti presso la gestione separata con la qualifica di liberi professionisti o di lavoratori parasubordinati.

L’importante, per aver diritto all’indennità di malattia, è che si risulti iscritti alla gestione separata in via esclusiva e non in qualità di pensionati: in caso contrario, l’indennità per malattia non spetta perché non si è obbligati a versare alla gestione previdenziale le aliquote contributive relative alle prestazioni non pensionistiche.

Ai liberi professionisti, poi, non possono essere applicate le  sanzioni disciplinari per l’eventuale assenza alla visita fiscale, in quanto, essendo lavoratori autonomi, non sono soggetti al potere disciplinare del committente. Ma procediamo con ordine.

A quanto ammonta l’indennità di malattia dei liberi professionisti?

La misura dell’indennità di malattia per i professionisti iscritti alla gestione separata si calcola in questo modo:

  • si prende come riferimento il massimale contributivo annuo presso la gestione separata, che nel 2019 ammonta a 102.543 euro;
  • lo si divide per 365;
  • si moltiplica il massimale giornaliero così ottenuto (280,94 euro per il 2019) per diverse aliquote percentuali, a seconda del numero di mensilità di contribuzione accreditate nei 12 mesi precedenti la data della malattia.

Le percentuali per le quali deve essere moltiplicato il massimale giornaliero sono pari, a partire da settembre 2019, al:

  • 8%, se risultano accreditate sino a 4 mensilità nei 12 mesi precedenti;
  • 12% se risultano accreditate da 5 a 8 mensilità nei 12 mesi precedenti;
  • 16% se risultano accreditate da 9 a 12 mensilità nei 12 mesi precedenti.

Ad esempio, se il professionista ha alle spalle, negli ultimi 12 mesi,  6 mesi di contributi, spetta un’indennità giornaliera pari a 33,71 euro (102.543: 365 * 12%).

L’indennità spetta se il professionista possiede almeno un mese di contributi accreditato nella gestione separata, nei 12 mesi che precedono la data di inizio della malattia, e se soddisfa ulteriori condizioni. Per saperne di più, qui la Guida alla malattia per gli iscritti alla gestione separata.

Che cosa deve fare il libero professionista per ottenere l’indennità di malattia?

Il libero professionista iscritto presso la gestione separata, per ottenere l’indennità di malattia, deve innanzitutto recarsi dal proprio medico curante, entro il giorno successivo dal verificarsi della patologia(o da un qualunque medico convenzionato col Ssn).

Il medico curante redigerà il certificato di attestazione della malattia e lo trasmetterà all’Inps telematicamente. Il lavoratore deve indicare il domicilio di reperibilità, cioè l’indirizzo al quale sarà reperibile per la visita fiscale durante le giornate di malattia. Questo dato sarà trasmesso dal medico nel certificato telematico inviato all’Inps.

Il lavoratore deve poi presentare domanda di indennità di malattia all’Inps (direttamente tramite i servizi online, tramite call center Inps o patronato) entro un anno.

Il libero professionista è esonerato dalla visita fiscale?

Il libero professionista, pur non essendo un lavoratore dipendente, può essere sottoposto agli accertamenti sanitari da parte dell’Inps, in quanto percepisce dall’istituto l’indennità di malattia. Non è, dunque, esonerato dalla visita fiscale, salvo i casi di esonero riconosciuti alla generalità dei dipendenti del settore privato:

  • malattia connessa all’invalidità riconosciuta in misura superiore al 67%;
  • patologia grave che richiede terapie salvavita.

Inoltre, in alcune specifiche ipotesi, il professionista può essere giustificato per l’assenza durante le fasce orarie di reperibilità. Per approfondire: Casi di assenza giustificata alla visita fiscale

Chi manda la visita fiscale al professionista?

La visita fiscale del libero professionista avente diritto all’indennità di malattia presso la gestione separata può essere inviata d’ufficio dall’Inps. Per i collaboratori, la visita fiscale può essere richiesta dal committente.

La visita può essere richiesta solo dal committente se la durata della malattia è inferiore a 4 giorni.

Fasce orarie visita fiscale liberi professionisti

Quali sono le fasce di reperibilità per i liberi professionisti iscritti alla gestione separata? In altre parole, in quale orario il libero professionista deve restare nella propria abitazione (o presso il differente domicilio indicato)a disposizione del medico dell’Inps per la visita fiscale?

Gli orari entro i quali i liberi professionisti in malattia devono garantire la reperibilità sono gli stessi previsti per i dipendenti delle aziende del settore privato, e cioè:

  • la mattina, dalle 10 alle 12;
  • il pomeriggio, dalle 17 alle 19.

La reperibilità deve essere garantita sette giorni su sette, compresi i festivi e le domeniche. Il medico dell’Inps può passare sin dal primo giorno di malattia.

Quali sono le conseguenze dell’assenza alla visita fiscale?

Anche se ai liberi professionisti non possono essere applicate sanzioni disciplinari, in quanto non hanno un rapporto di lavoro subordinato, l’assenza alla visita fiscale può determinare anche la perdita completa dell’indennità di malattia.

Se, difatti, il lavoratore si allontana ingiustificatamente dal domicilio, durante le fasce di reperibilità, e risulta assente:

  • al primo tentativo di visita fiscale: perde qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia, comunque entro la data in cui avviene l’eventuale accertamento ambulatoriale;
  • al secondo tentativo di visita fiscale: oltre alla precedente sanzione, si riduce del 50% il trattamento economico per il periodo di malattia residuo;
  • al terzo tentativo di visita fiscale: l’erogazione dell’indennità Inps viene interrotta da quel momento e fino al termine del periodo di malattia; in pratica, la malattia non è riconosciuta ai fini della corresponsione dell’indennità.

Per i lavoratori dipendenti, l’assenza del lavoratore alla visita fiscale è un’inadempienza sia verso l’Inps, che verso il datore di lavoro: per questo motivo, il dipendente può essere sanzionato, in relazione alla gravità della situazione, anche con il licenziamento per giusta causa, per la sola assenza ai controlli dell’Inps, a prescindere dalla presenza o meno dello stato di malattia.

Il libero professionista, in quanto lavoratore autonomo, non può invece essere sanzionato dal committente per l’assenza alla visita fiscale, in quanto questi non può esercitare un potere disciplinare su di lui: in caso contrario, si tratterebbe di un rapporto di lavoro subordinato.


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