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Se il socio non usa il nome della società, il contratto da lui firmato lo vincola personalmente

20 Febbraio 2014
Se il socio non usa il nome della società, il contratto da lui firmato lo vincola personalmente

Necessaria la cosiddetta “spendita del nome” della società: il socio accomandatario e rappresentante legale di una società di persone, che conclude un contratto senza spendere il nome della società stessa subisce direttamente gli effetti del contratto, anche se esso riguarda interessi o beni comuni, mentre la società ne resta estranea.

Se il socio di una società di persone (ossia S.a.s, S.n.c. e S.s.), nel concludere un contratto, non fa espresso riferimento al fatto che interviene in nome e per conto della società, gli effetti delle obbligazioni così assunte ricadono unicamente su di lui, anche se si tratta di beni o servizi di interesse dell’azienda. In altre parole, sarà il socio stesso a dover pagare, con i propri averi, il prezzo della prestazione, e non invece le casse della società; quest’ultima infatti resta del tutto estranea al contratto.

Lo ha stabilito la Cassazione con una recente ordinanza [1].

Secondo la Corte, quando il contratto venga stipulato per iscritto, da tale documento deve risultare la spendita del nome del soggetto rappresentato, ossia la società. Non basta, quindi, che il legale rappresentante faccia riferimento alla propria qualità di titolare dell’azienda, senza specificare però che agisce per conto di quest’ultima (pur senza spenderne il nome).

Dunque, il socio accomandatario di una s.a.s., o comunque qualsiasi altro rappresentante di una società di persone – che conclude un contratto relativo a interessi della società deve dichiararlo espressamente nel contratto e spenderne il nome. Se ciò non succede la scrittura spiega effetti solo nei confronti del rappresentante medesimo, anche se essa riguarda interessi o beni comuni, ed anche a prescindere dal fatto che il terzo fosse a conoscenza di tale circostanza ossia dell’esistenza del rapporto sociale interno e dei poteri di rappresentanza.


note

[1] Cass. ord. n. 25104/13 del 7.11.2013.

Autore immagine: 123rf.com


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