Multe: arrivano le nuove ingiunzioni di pagamento

6 Novembre 2019
Multe: arrivano le nuove ingiunzioni di pagamento

Contravvenzioni per violazioni del Codice della strada: arriva il “nuovo” strumento di recupero dei crediti comunali. 

Chi ha seguito le vicende dell’approvazione della Legge di Bilancio 2020 e dell’allegato decreto fiscale, sa già che, dal 2020, ci saranno grosse novità in materia di riscossione delle entrate comunali tra cui quelle per le multe stradali. 

L’aspetto più interessante della riforma in atto è che gli enti locali non dovranno più affidarsi necessariamente all’agente della riscossione per il recupero di imposte e sanzioni amministrative, ma potranno fare tutto da sé attraverso un vecchio strumento, disciplinato da un regio decreto del 1910, detto ingiunzione fiscale.  

Gli automobilisti faranno bene a prendere confidenza con questa nuova parola poiché, al posto della vecchia cartella esattoriale, potrebbero fare i conti con le lettere del Comune. Lettere che avranno valore di titolo esecutivo, cioè anticiperanno il pignoramento o il fermo del veicolo. 

L’ingiunzione di pagamento è, quindi, un avviso di pagamento inviato direttamente dagli uffici comunali, non quindi dalla polizia o da Agenzia Entrate Riscossione. Con esso si daranno 30 giorni di tempo per pagare, a pena di pignoramento. 

Il Comune manterrà comunque la possibilità di attuare la riscossione delle entrate locali secondo le vecchie regole, affidandosi cioè a un soggetto terzo. 

In buona sostanza, la novità è che non ci saranno più le cartelle esattoriali ma le nuove ingiunzioni di pagamento, con aggio parametro in base ai tempi di pagamento (sul punto leggi la guida sulle nuove ingiunzioni di pagamento).

Chi vorrà difendersi dovrà fare opposizione al giudice di pace entro 30 giorni, osservando le stesse regole previste per le cartelle di Agenzia Entrate Riscossione.

Non si faccia quindi l’errore, dopo aver ricevuto l’ingiunzione di pagamento, di attendere un successivo atto. Che mai arriverà visto che l’ingiunzione di pagamento sarà l’ultimo atto prima dell’esecuzione forzata.

La legge prescrive che l’ingiunzione è illegittima se non preceduta almeno 120 giorni prima, dall’invio con posta ordinaria di una comunicazione contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo. Se il Comune invia l’ingiunzione di pagamento senza aver prima comunicato il dettaglio della posizione debitoria, l’ingiunzione è nulla. 



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