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Cosa significa pignoramento conto corrente

2 Dicembre 2019 | Autore:
Cosa significa pignoramento conto corrente

Cos’è, come funziona e cosa comporta il pignoramento del conto corrente: procedura, fasi e rimedi. Quali somme sono bloccate e quali rimangono disponibili.

Hai un debito di cui ti eri dimenticato e non avevi fatto caso alla notifica di una sentenza di condanna che ti ordinava di pagarlo o ad una “semplice” cartella esattoriale che avevi trascurato. Un brutto giorno vai a prelevare con il bancomat e l’operazione ti viene rifiutata. Non comprendi il perchè: dai conti fatti, i soldi sul conto dovrebbero esserci. Provi ad andare in un negozio, ma anche qui compare la dicitura “transazione negata”. Allora vai in banca e il funzionario ti informa che c’è stato il pignoramento del tuo conto corrente per una determinata somma che era depositata sul tuo conto, ma di cui adesso non puoi più disporre.

Se non sei un debitore “esperto” molto probabilmente non sai neppure cosa significa pignoramento del conto corrente e come dovrai comportarti in questi casi. Ad esempio, il conto è bloccato oppure puoi continuare a fare operazioni? Che succede della somma pignorata? Come si può togliere questo vincolo? In questo articolo, ti spieghiamo cos’è il pignoramento del conto corrente, come funziona e quali conseguenze comporta. Che è una doccia fredda ed arriva inaspettata lo hai già capito; appena saprai tutto il resto, scoprirai anche come difenderti da questo peso spiacevole e addirittura come prevenirlo in anticipo.

Pignoramento conto corrente: chi può farlo? 

Con il pignoramento, il creditore che non avevi pagato e che è munito di un valido titolo blocca il tuo conto corrente per soddisfarsi sui soldi che ci sono e su quelli che arriveranno.

Se hai letto con attenzione questa definizione ti sarai accorto che non basta un credito qualsiasi: può, infatti, azionare il pignoramento solo quel creditore che ha uno strumento giuridico che glielo consente e che quindi lo legittima a mettere un vincolo sul tuo conto corrente.

Questo mezzo si chiama titolo esecutivo, ed è un documento ufficiale che certifica che un certo credito esiste per un determinato ammontare e che non è stato fino a quel momento pagato. I titoli esecutivi sono: le sentenze di condanna (anche quelle emesse in primo grado di giudizio, perchè sono provvisoriamente esecutive), i decreti ingiuntivi non opposti entro il prescritto termine di 40 giorni dalla notifica, le cambiali e gli assegni, i contratti di mutuo e gli atti pubblici stipulati davanti ad un notaio che attestano il pagamento di somme di denaro.

Hanno valore di titoli esecutivi anche i verbali di conciliazione firmati davanti all’Ispettorato del lavoro (con cui si definisce, ad esempio, la vicenda relativa alle spettanze da corrispondere ad un lavoratore licenziato) o quelli sottoscritti davanti al giudice o presso un organismo di mediazione, con i quali si riconosce e ci si impegna a versare una determinata somma.

Quindi, non basta non aver pagato una fattura qualsiasi o una rata di prestito alla società finanziaria per vedersi piombare addosso all’improvviso il pignoramento del conto corrente: il tuo creditore dovrà prima attivarsi per promuovere una delle procedure giudiziarie che abbiamo indicato, a meno che non abbia già in mano una cambiale o un assegno da te rilasciato o un atto pubblico che attesta già in partenza il credito. Solo l’Agente della Riscossione dispone di una procedura semplificata che vedremo tra poco.

Pignoramento conto corrente: come si fa?

Da quel momento in poi, il creditore munito di queste armi giuridiche ti potrà notificare il titolo esecutivo di cui è in possesso e l’atto di precetto, cioè un’intimazione a pagare entro 10 giorni con l’avvertenza che in caso negativo scatteranno le procedure esecutive previste dalla legge.

Il precetto è un campanello d’allarme perchè, come vedremo ora, preannuncia, anche se non lo dice espressamente, proprio il pignoramento del conto corrente: se non aderisci e non paghi nel termine previsto, il creditore può agire anche a tua insaputa ed attivare una procedura esecutiva entro i 90 giorni successivi alla notifica del precetto.

Potrebbe anche operare in via diretta, ma di solito quando trova un conto corrente a te intestato (e può saperlo facilmente, grazie all’anagrafe dei conti correnti che potrà consultare con l’autorizzazione del tribunale) preferisce prendere da lì i soldi che gli spettano anzichè mandarti l’ufficiale giudiziario a casa o in azienda a pignorare i tuoi beni e poi farli vendere all’asta per soddisfarsi sul prezzo di realizzo. Operando sul conto corrente, la somma è già liquida e disponibile.

Così attraverso il suo avvocato notificherà un atto di pignoramento verso terzi (il terzo, in questo caso, è la Banca dove hai aperto il conto) indirizzandolo sia a te sia all’istituto di credito; con l’accortezza, però, di spedirlo prima a lui anzichè a te, per evitare che tu lo sappia in anticipo e così prosciugare il conto non facendogli trovare la somma disponibile.

Quindi, di solito, il direttore della tua agenzia verrà a conoscenza del pignoramento prima di te. A quel punto, lui non sarà tenuto a comunicartelo (a te arriverà successivamente la notifica dell’atto di pignoramento, indispensabile per poterti opporre, altrimenti tutta la procedura sarebbe illegittima), ma dovrà bloccare subito il conto per l’esatto ammontare della somma indicata nell’atto di pignoramento, altrimenti anche la banca diventerebbe responsabile verso il creditore pignorante del pagamento del tuo debito.

Solo l’Agente della Riscossione non ha bisogno di tutto questo e non deve passare attraverso le fasi preliminari che abbiamo descritto: quando c’è una cartella esattoriale non pagata, regolarmente notificata e per la quale sono scaduti i termini per presentare opposizione, l’Agenzia Entrate Riscossione potrà pignorare direttamente il conto corrente, notificando al debitore ed alla banca l’atto di pignoramento e, da quel momento, la procedura ritorna uguale a quella del privato (rimane sempre indispensabile la notifica del pignoramento al debitore), con la differenza che il debito può ancora essere rateizzato (e, in tal caso, si sospende l’efficacia del pignoramento, che sarà estinto al momento del pagamento integrale), oppure dopo due mesi le somme pignorate saranno accreditate direttamente all’esattore.

Pignoramento conto corrente: che succede?

Dal momento in cui viene eseguito il pignoramento, la somma pignorata sul conto corrente non sarà più nella tua disponibilità; non potrai prelevarla o utilizzarla in nessun modo fino a quando non avrai saldato il debito o fino a quando il pignoramento non sarà annullato dal giudice, se dovesse risultare viziato e invalido.

Devi considerare anche che il pignoramento puòsuperare fino alla metà la somma vantata a credito e precettata: ad esempio, se il creditore ha un titolo esecutivo del valore di 2 mila euro, potrà pignorarne 3 mila. Questa estensione si giustifica per rifondere le spese della procedura e gli interessi, in modo che il creditore possa soddisfarsi pienamente anche per il ritardo e per i costi che ha dovuto sopportare instaurando la procedura esecutiva.

Ma il pignoramento ha efficacia solo su quel preciso ammontare e non su tutto il conto: questo comporta che se, nel momento in cui viene effettuato, c’è depositata una somma superiore, potrai utilizzare l’eccedenza. Ad esempio, se ti vengono pignorati 3.000 euro e sul conto ne hai 8.000, sarai in grado di disporre di tutti i 5.000 euro oltre la soglia; se li preleverai tutti, però, sarà come se avessi saldo zero, perchè i 3.000 rimanenti sono appunto quelli concretamente pignorati.

Al contrario, se nel momento in cui il pignoramento viene disposto il saldo sul conto fosse inferiore alla somma pignorata (se, invece, il conto corrente è rosso in partenza, cioè presenta un saldo negativo, non si può pignorare e la banca farà una comunicazione negativa al creditore), sarà come se avessi il conto bloccato: non potrai più operare con movimenti di prelievo o altre forme di utilizzo, come i bonifici o i pagamenti con le carte di debito associate al conto corrente, almeno fino a quando il giudice non avrà deciso sulla sorte del pignoramento.

In concreto, quelle somme rimarranno vincolate fino al momento in cui il giudice dell’esecuzione non le avrà assegnate al creditore pignorante, oppure se dovesse annullare il pignoramento effettuato e renderlo inefficace, a seguito dell’opposizione da te instaurata in tribunale. Vediamo allora in cosa consistono questi rimedi e com’è possibile proporli.

Pignoramento conto corrente: quali rimedi?

L’atto di pignoramento che ti sarà notificato dovrà contenere, a pena di nullità, anche l’invito a presentarti ad un’udienza fissata in una determinata data. Se non ti opporrai, in quell’udienza, il giudice assegnerà al creditore l’intera somma pignorata. Se, invece, vuoi contestare il pignoramento eseguito o il credito sottostante potrai opporti, attraverso un avvocato, all’atto esecutivo, cioè al pignoramento stesso oppure all’esecuzione, dove metterai in discussione il diritto del creditore di azionare quel credito. Il giudice potrà anche sospendere il pignoramento, se l’opposizione gli appare fondata, e rinviare la causa per decidere il merito in seguito.

Tieni presente, però, che tra la data in cui il pignoramento viene eseguito e quella dell’udienza possono trascorrere parecchi mesi, durante i quali la somma resterà pignorata. Il pignoramento sul conto corrente ha questa efficacia particolare: nel caso in cui il saldo attivo non bastasse a coprire l’importo, esso si estende automaticamente alle somme che vengono versate in seguito, fino a concorrenza della somma pignorata.

Ciò vuol dire che se il pignoramento fosse di 3.000 euro, ma al momento dell’esecuzione c’erano sul conto soltanto 2.000 euro di saldo attivo, i successivi accrediti – ad esempio, i tuoi due stipendi mensili successivi di 1.000 euro ciascuno – saranno bloccati dalla banca e resi a te indisponibili; soltanto quando ci sarà un’eccedenza rispetto alla somma pignorata, potrai utilizzare questo residuo.

Ci sono ancora molte cose da sapere che non è possibile esporti qui, dove ti abbiamo spiegato cosa significa il pignoramento del conto corrente: ad esempio, può interessarti sapere cosa succede ad un conto corrente pignorato sul quale viene accreditato regolarmente lo stipendio o la pensione oppure viene corrisposto il Tfr, oppure cosa accade quando il conto è cointestato.

Se vuoi approfondire, leggi questi articoli:

Se vuoi prevenire ed evitare in partenza il pignoramento del conto corrente utilizzando accorgimenti perfettamente legali, leggi anche: conto corrente: tutela dal pignoramento e come evitare il pignoramento del conto corrente.


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