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Divulgazione dati sensibili e violazione privacy

9 Novembre 2019
Divulgazione dati sensibili e violazione privacy

Sono stata fidanzata con un ragazzo che faceva parte di un “gruppo spirituale”, nel quale era presente una figura con un ruolo di guida del gruppo stesso. Nell’ambito del suo percorso personale, il mio fidanzato si confidava con questa guida rivelandole dettagli della mia vita privata (famiglia /lavoro ecc), nonché del mio stato di salute e della nostra vita sessuale. Questa figura, nel suo ruolo di Maestra, sottoponeva a mia insaputa all’intero gruppo le questioni relative alla mia vita privata per analizzarle, criticarle e il più delle volte sminuirle al fine di denigrare e offendere la mia persona. Se è possibile, vorrei capire se sotto un profilo legale le azioni di questa figura Guida si configurano come una violazione della mia privacy con conseguente danno psicologico a mio carico, e le responsabilità legali connesse anche alle persone facenti parte del gruppo che divenivano abitualmente e costantemente depositari di informazioni private relative alla mia persona, in quanto dinamica radicata nel gruppo stesso.

Lei potrà fare valere i Suoi diritti e chiedere il risarcimento dei danni non patrimoniali patiti, ma nei confronti del suo ex compagno, che ha divulgato la notizia ricevuta da Lei, diretta interessata. Infatti, secondo l’art. 15 del codice della privacy, è chi divulga le notizie direttamente ricevute da qualcuno a dover pagare il risarcimento dei danni creati.

E l’evento non si limita solo all’illecito civile, ben potendo – ai sensi dell’articolo 167 del codice della privacy – trasformarsi in un reato penale, generato dalla condotta di chi, al fine di trarre per sé o per altri profitto ovvero di arrecare danno all’interessato, procede alla diffusione di determinati dati, arrecando un pregiudizio all’interessato. In questo caso, il suo ex compagno rischierebbe la reclusione da sei mesi a un anno e sei mesi.

In un caso riguardante la diffusione illecita di immagini erotiche del proprio partner, un uomo è stato così riconosciuto responsabile di quella diffusione illecita e non autorizzata (Cassazione penale, sez. III, 26/03/2004, n. 28680). Diversamente, nulla potrà rivendicare nei confronti del terzo soggetto (figura guida) che ha intesto divulgare le notizie ricevute dal suo ex compagno ad altre persone; e, infatti, l’illecito nei Suoi confronti è stato commesso esclusivamente dal partner che ha mal pensato di confidare ad un estraneo i Suoi dati sensibili, così violando la Sua privacy.

Potrebbe essere il Suo ex compagno a recriminare nei confronti del guru la divulgazione illecita di notizie nei confronti di una determinata cerchia di persone, ma dovrebbe dimostrare la riservatezza di quella comunicazione, elemento non facile, visto che si trattava di informazioni riguardanti una terza persona e da lui comunicate ad altri.

Né il gruppo che ha ricevuto quelle informazioni potrà essere perseguitato legalmente, visto che quelle persone risultano essere destinatarie di informazioni oramai illecitamente divulgate dal Suo ex compagno.

Quanto al danno che potrebbe richiedere all’ex partner, la disposizione normativa non pone alcuna precisazione, potendo quindi concretizzarsi in qualsiasi pregiudizio giuridicamente rilevante per il soggetto passivo (Cassazione penale, sez. III, 13/03/2019, n. 20013) e, quindi, anche nella depressione, in problemi familiari, o mediante la lesione della sua tranquillità ed immagine sociale.

La quantificazione del danno, non essendo di natura economica, ma riguardando una sofferenza non patrimoniale, potrà essere quantificata in via equitativa dall’eventuale giudice chiamato in causa.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla


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