Contanti: addio detrazioni fiscali

15 Novembre 2019 | Autore:
Contanti: addio detrazioni fiscali

Da gennaio niente più detrazioni Irpef per chi paga in contanti, tranne che per farmacie e prestazioni del servizio sanitario nazionale.

La manovra finanziaria in arrivo inciderà parecchio sui comportamenti di spesa degli italiani: non c’è solo il taglio delle detrazioni Irpef, ma cambia anche il modo per ottenerle.

Infatti, il Governo, nella bozza di legge di Bilancio 2020 presentata a inizio mese per la discussione in Parlamento – che è tuttora in corso ma per ora senza “sconti” o cedimenti sui punti che diremo – ha previsto che per accedere agli sconti d’imposta bisognerà pagare con strumenti tracciabili, come le carte bancomat o i bonifici, evitando il denaro contante.

Per questo, sono anche previsti incentivi come la lotteria degli scontrini e la riduzione delle commissioni per i commercianti e professionisti che si doteranno del Pos (con eliminazione del tutto dei costi per le spese inferiori a 15 euro); ma soprattutto quello che conta per i contribuenti è che d’ora in poi, precisamente da gennaio prossimo, bisognerà evitare di pagare in contanti se si vuole ottenere la detrazione fiscale.

Le nuove regole varranno per tutte le detrazioni Irpef previste (o per meglio dire per quelle rimaste dopo gli ultimi interventi) come le spese per le attività sportive dei figli, quelle per l’assistenza di colf e badanti e quelle sanitarie. Proprio qui, però, è stabilita l’eccezione alla regola: si potrà continuare a pagare in contanti, senza perdere il diritto alle detrazioni Irpef, per tutti gli acquisti di medicinali nelle farmacie ed anche per tutte le prestazioni erogate tramite il Servizio sanitario nazionale, come le prenotazioni effettuate presso i Cup e i relativi ticket.

Quindi, solo in questi casi potrai continuare a utilizzare i contanti per pagare; se invece ti rivolgi ad un professionista privato, come un medico di qualsiasi specialità o un terapista della riabilitazione fisica, dovrai pagare con carta di credito o di debito, bancomat, postamat o bonifico bancario per avere diritto alla prestazione.

Con la tracciabilità delle spese, che si inserisce nel quadro della lotta al denaro contante (la soglia massima dei pagamenti consentiti viene abbassata a 2.000 euro dagli attuali 3.000, sempre a partire da gennaio 2020) il Governo punta a recuperare quasi un miliardo di euro, che avranno effetto nel 2021; infatti, il meccanismo delle detrazioni Irpef consente di recuperare la percentuale del 19% sugli importi spesi solo dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi, dunque non prima di luglio dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute.

Vietare le detrazioni Irpef sui pagamenti in contanti però penalizza molte persone che non sono ancora dotate di strumenti bancari come le carte, soprattutto gli anziani; per tutti, poi, c’è anche il rischio di perdere l’incentivo o per meglio dire la motivazione, a chiedere all’esercente o al professionista, come il medico privato, l’emissione dello scontrino, ricevuta o fattura,  sapendo già che se si paga in contanti non si avrà diritto alla detrazione.



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3 Commenti

  1. ed l pensionato che prendesse 3000 euro al mese
    e famiglia da mantenere o anche single dovrebbe vivere con 1000 euro al mese solo per soddisfare la usurocrazia di UE e traditori abusivi dello sgoverno che ci dittatura? Ma andate a fuck con predeceserori e successori vostra !

  2. Mi sembra fuorviante. Al Governo non hanno la minima idea di quello che fanno.Il popolo imparerà presto a chiedere tutto senza fattura, perchè se tu Stato mi metti in questa situazione io certamente cercherò di difendermi, quindi evaderò tutte le volte che potrò. Evaderanno tutti i professionisti, anche per necessità. Un Governicchio miope, che non ha alcuna speranza di durare solo che i danni poi li deve subire il popolo .

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