Comuni potenziati nella riscossione delle tasse

6 Novembre 2019 | Autore:
Comuni potenziati nella riscossione delle tasse

Gli accertamenti dei tributi comunali diventano immediatamente esecutivi, guadagnando potenza e velocità. Misure in arrivo con la nuova legge di Bilancio 2020.

I Comuni potenziano il loro sistema di riscossione delle tasse: da gennaio prossimo gli avvisi di accertamento dei tributi locali non pagati, come l’Imu, la Tasi o la Tari, avranno efficacia esecutiva. Così prevede la legge di Bilancio 2020 in arrivo, presentata dal Governo ed ora in discussione in Parlamento, che entrerà in vigore alla fine di quest’anno.

Da gennaio prossimo, il primo avviso con il quale il Comune chiede il pagamento di una tassa dovuta e non pagata entro i termini, cioè l’atto di accertamento e liquidazione del tributo dovuto, avrà il valore di cartella esattoriale, mentre ora i Comuni devono trasformarlo in cartella, o in ingiunzione fiscale, iscrivendo prima a ruolo e inviando il carico all’Agente di riscossione (Agenzia Entrate Riscossione o gli altri concessionari con cui sono convenzionati).

Con le norme finora esistenti, questo è un passaggio indispensabile per arrivare alla riscossione coattiva dei tributi non pagati, ma che si traduce in un allungamento dei tempi a volte anche di anni; invece, dotare gli atti comunali di efficacia esecutiva significa potenziarli e renderli più veloci.

In sostanza, d’ora in poi, ai contribuenti morosi arriverà un unico atto non appena il Comune avrà constatato che il cittadino non ha pagato il tributo dovuto (salvi gli eventuali avvisi bonari precedenti), come già accade per le imposte statali, l’Irpef, l’Ires, l’Irap o l’Iva, quando l’Agenzia delle Entrate controlla le dichiarazioni presentate e trova irregolarità oppure esegue una verifica fiscale e accerta l’imposta evasa applicando anche le sanzioni e gli interessi.

I Comuni potranno utilizzare questo nuovo strumento per tutti gli atti di accertamento che emetteranno a partire dal 1 gennaio 2020, e che potranno riguardare anche i tributi riguardanti gli anni precedenti, purché ovviamente non decaduti o prescritti. Quindi nel 2020 potrà arrivare, ad esempio, un accertamento per l’Imu o la Tasi relativa all’anno d’imposta 2017 e sarà pienamente valido.

Avevamo anticipato tutto questo il mese scorso in multe e Imu non pagati: debitori coi giorni contati ma ora, nell’ultima versione della manovra uscita dal consiglio dei Ministri, sono state escluse le multe previste dal Codice della strada (per la riscossione delle quali, quindi, continuerà a valere il sistema attuale di ingiunzione), mentre rimangono inseriti tutti i tributi locali intesi in senso ampio, dunque compresi i canoni per occupazione di suolo pubblico o gli oneri di urbanizzazione.

Cosa succederà in pratica e come ci si potrà difendere? L’atto che arriverà avrà il valore una vera e propria intimazione di pagamento, e dovrà contenere l’indicazione dei termini entro i quali presentare ricorso al giudice tributario e quantificare esattamente gli importi e le causali dei tributi richiesti.

Se il contribuente non presenta ricorso chiedendo anche la sospensione dell’efficacia esecutiva e non propone altre istanze (come l’annullamento in autotutela, che comunque non sospende gli effetti dell’atto) dopo 30 giorni dalla scadenza del termine intimato per il pagamento il Comune potrà attivare direttamente le procedure esecutive di riscossione della somma (fermo amministrativo, iscrizione di ipoteca, pignoramenti), senza dover emanare alcun altro atto successivo, salvi gli avvisi per le iscrizioni ipotecarie, i preavvisi di fermo e le notifiche dei pignoramenti.

Dunque, in tutti questi casi non arriverà più la successiva cartella di pagamento da Agenzia Entrate Riscossione o l’ingiunzione fiscale del Concessionario: bisognerà confrontarsi, e fare i conti, con il primo e unico atto di accertamento, immediatamente esecutivo. In tutto questo, una piccola buona notizia per i contribuenti è la possibilità di rateazione, fino a 72 rate mensili e con un minimo di 50 euro al mese a rata, per coloro che versano in situazione di difficoltà economica. In questi casi, se il debito supera i 6.000 euro, le rate non potranno essere inferiori a 36, si pagherà cioè in tre anni.

Finora, abbiamo parlato dei Comuni e dei relativi tributi ma la riforma riguarda anche gli altri Enti locali, a partire dalle Regioni per il bollo auto; in proposito leggi anche Bollo auto, Imu e Tari: addio cartelle esattoriali.



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