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La modifica delle tabelle millesimali va approvata con atto scritto?

9 Novembre 2019
La modifica delle tabelle millesimali va approvata con atto scritto?

La modifica delle tabelle millesimali deve essere approvata con atto scritto?

Alla luce della recentissima sentenza della Corte di Cassazione (la n. 26.042 del 15 ottobre u.s.), in caso di modifica delle tabelle millesimali è necessario che abbiano forma scritta sia le nuove tabelle che l’atto con cui l’assemblea formalmente le approva.

Non basta cioè che si applichino di fatto, al posto delle precedenti, nuove tabelle, ma è necessario, sostiene testualmente la Cassazione, che esse siano redatte in un testo scritto e che l’assemblea, con formale delibera, le approvi.

Questo significa che affinché sia regolare il procedimento di modificazione delle tabelle millesimali occorre che:

  • siano redatte in forma scritta le nuove tabelle;
  • l’assemblea approvi le nuove tabelle con apposita delibera scritta.

La sentenza n. 26.042 della Cassazione non impone invece che la delibera sia anche sottoscritta dai condomini o dal presidente o dal segretario.

In altri termini per la Corte di Cassazione la forma scritta della delibera di approvazione delle nuove tabelle è rispettata quando la decisione dell’assemblea di approvare le nuove tabelle (che devono anch’esse risultare da atto scritto) abbia la forma scritta (risulti cioè da un verbale), ma non è necessario che il verbale dell’assemblea che contiene la delibera di approvazione sia anche firmato dai condomini e/o dal presidente e/o dal segretario.

A conferma di quanto sopra, occorre dire che in precedenti sentenze la Corte di Cassazione ha precisato che:

  • non c’è alcuna norma che imponga al presidente o al segretario di firmare il verbale d’assemblea e che, perciò, il verbale di un’assemblea di condominio che non rechi le firme del presidente o del segretario è sempre valido (sentenza n. 27.163 del 16 novembre 2017);
  • il verbale deve contenere l’indicazione dei nomi dei condomini consenzienti e dissenzienti e le relative quote millesimali, ma non anche la sottoscrizione dei condomini sentenza a Sezioni Unite n. 4.806 del 7 marzo 2005).

Articolo tratto da consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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