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Caritas: i nuovi poveri sono italiani, ecco cosa succede

6 Novembre 2019
Caritas: i nuovi poveri sono italiani, ecco cosa succede

Il numero di italiani che si rivolge ai centri di assistenza Caritas supera il 50% soprattutto per i pasti. In dieci anni il fenomeno è triplicato.

La povertà si estende sempre più e adesso riguarda da vicino anche gli italiani, non solo gli stranieri ed i migranti, come comunemente si pensa. L’agenzia stampa Adnkronos ha intervistato in esclusiva il responsabile del centro Caritas di Catania, molto impegnato nei servizi di accoglienza, ed ecco cosa è emerso: la metà dei nuovi poveri che si rivolgono ai centri sono cittadini italiani, con punte del 60% quando si tratta dei pasti.

L’Help center di Catania è nato nel 2006 ed offre un’opportunità di ascolto e presa in carico delle varie forme di povertà. «Abbiamo avuto un aumento molto allarmante nel territorio di Catania – spiega il responsabile del centro diocesano, Salvatore Pappalardo – . Dalla nostra apertura, per fare un esempio, si preparavano piccoli pasti per 50-60 persone. Oggi, a distanza di ben oltre un decennio, con dati al 31 dicembre del 2018, abbiamo avuto un aumento di oltre il 300%».

«Stiamo parlando – prosegue Pappalardo – di una accoglienza a persone che vengono ascoltate e a cui si danno servizi di integrazione e presa in carico per una media di 450 pasti al giorno, dal lunedì alla domenica sia per famiglie
catanesi, quindi nuove povertà, sia per stranieri anche per disbrigo documenti e per determinati servizi di consulenza legale».

Il responsabile spiega che per far fronte a queste emergenze la Caritas si è sdoppiata in due articolazioni, una per gli italiani ed una per gli stranieri: «la Caritas diocesana ha due strutture: una per gli interventi ed il supporto delle famiglie catanesi e quella dell’Help Center per gli stranieri».

E qui arriva il punto clamoroso: «Dobbiamo dire -ammette- che in un periodo storico di grande difficoltà che attraversa la nostra città, l’Help Center ha ormai una frequenza almeno del 50% di famiglie catanesi. Una nuova povertà appunto. L’ex ceto medio, persone che lavoravano ed arrivavano a fine mese. Per dare qualche numero – specifica Pappalardo – tra i nuovi utenti, che sono stati quasi 900, circa il 40% è catanese».

L’Unità di Strada, il servizio di ascolto e consegna beni di prima necessità ai senza fissa dimora, ha consegnato poco meno di 24 mila pasti, circa 70 al giorno e con una netta preponderanza di italiani, 60% del totale. Purtroppo – continua Pappalardo – con i tanti problemi occupazionali legati ad esempio ai fallimenti di aziende della grande distribuzione organizzata molte persone hanno perso il lavoro. Tante famiglie poi che hanno perso la casa o sono vittime di sfratti».


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