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Bibbiano: inchiesta della Magistratura sugli affidi di minori

6 Novembre 2019
Bibbiano: inchiesta della Magistratura sugli affidi di minori

Un membro del Csm sollecita l’apertura di una pratica per rivedere il sistema di affidamento degli incarichi, evitando i conflitti di interesse.

L’indagine “Angeli e demoni” che ha svelato un sistema di presunti affidi illeciti di minori a Bibbiano arriva al Consiglio Superiore della Magistratura: oggi, come riporta l’agenzia AdnKronos, il componente laico Stefano Cavanna (Lega) chiede che il Csm apra un’inchiesta sul fenomeno, che porti ad una revisione dei provvedimenti consiliari in tema di affidamento degli incarichi agli ausiliari dei giudici, come quelli degli esperti minorili.

«Dare ai giudici maggiori strumenti per valutare l’affidamento di consulenze nei casi di separazioni o divorzi  con figli minori o l’affidamento di figli minori nati da genitori non coniugati, allo scopo soprattutto di evitare conflitti di interesse che possano derivare dall’appartenenza ad associazioni fondazioni o cooperative che operano nel settore» : così il membro del Csm spiega l’iniziativa da lui proposta.

La pratica dovrebbe riguardare due commissioni interne al Consiglio, la settima, competente per l’organizzazione degli uffici giudiziari, e la sesta, anche per valutare proposte di modifiche o integrazione alla normativa primaria, eventualmente coinvolgendo anche altre istituzioni, tra cui il Garante per l’infanzia.

Per migliorare il quadro e prevenire in futuro casi analoghi a quello di Bibbiano, Cavanna propone che agli uffici giudiziari siano indicate “buone prassi” per evitare il più possibile «pratiche illecite poggianti su inerzie o criticità del sistema» e per «offrire al magistrato i più ampi elementi di giudizio per contrastare possibili conflitti di interesse».

Il consigliere laico suggerisce anche, come ipotesi di lavoro, protocolli che prevedano la dichiarazione, da parte degli esperti nominati, «dell’eventuale appartenenza ad associazioni, fondazioni, cooperative o altre organizzazioni operanti nel settore di riferimento», in maniera che si sappia prima di affidare l’incarico se il consulente fa parte di una di esse e così possa trovarsi in una situazione di conflitto di interesse, che gli precluderebbe l’affidamento dell’incarico.

Nella proposta c’è anche la raccomandazione che tutte le sessioni di lavoro riguardanti l’audizione di minori i minori “siano sempre audio e video registrate” e che “le registrazioni siano a disposizione dell’autorità giudiziaria”; ed infine che “il monitoraggio costante sull’attività degli ausiliari del giudice sia effettivo” e con modalità tali da “rendere la vigilanza sostanziale e non solo formale”: un controllo più penetrante, quindi, rispetto a quello svolto finora dai Tribunali sull’operato degli ausiliari nei confronti dei minori dei quali occorre decidere l’affido.


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