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Lo sai che? Danno da insetto nel piatto: può costare mille euro

Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2011

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 dicembre 2011

Gestore del bar condannato a risarcire il danno subito dal cliente a causa del mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie nel locale.

I gestori dei pubblici esercizi che non rispettano le norme igienico-sanitarie rischiano la condanna al risarcimento del danno nei confronti del cliente. Pertanto il Tribunale civile di Roma, con una recente sentenza, ha condannato il proprietario di un bar a risarcire i danni provocati a una cliente che, nel 2006, aveva trovato nel cappuccino una blatta morta.

A seguito di un’ispezione effettuata dai N.A.S., su istanza dell’interessata, erano state rilevate le pessime condizioni igienico sanitarie del locale.

La cliente aveva pertanto deciso di chiamare in giudizio il gestore dell’esercizio commerciale, ritenuto poi responsabile dal Tribunale sulla base della documentazione prodotta a seguito dell’ispezione.

Come ben si sa, gli esercizi pubblici sono locali dove l’accesso è consentito a tutti e nei quali si svolge un’attività imprenditoriale. Tale attività è pertanto sottoposta a disciplina ferrea e a controlli finalizzati a tutelare la sicurezza, l’incolumità, la moralità e l’igiene delle persone che fruiscono dei servizi erogati.

Proprio a causa dell’inosservanza delle regole sopra citate (il che è costituisce un comportamento penalmente rilevante), il giudice ha ritenuto che la cliente, pur non avendo subito un danno economico, è stata comunque vittima di un pregiudizio.

L’episodio, infatti, ha generato nella vittima un turbamento ed un timore per la propria incolumità fisica tale da condizionare le sue scelte e le sue abitudini, inducendola a limitare la frequentazione di locali pubblici per la consumazione di cibi e bevande.

Sulla base delle predette considerazioni alla cliente è stato riconosciuto il diritto ad essere risarcita con 1000 euro.

Questa sentenza, come rilevato dalla difesa, è la prima in Italia che riconosce il “danno da insetto nel piatto”, offrendo maggiori garanzie nei confronti dei consumatori e sensibilizzando ancor di più i gestori di pubblici servizi al rispetto delle norme igienico – sanitarie.

di GIORGIA MARIA CALABRO’


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