Esami diagnostici: si potranno fare dal medico di famiglia

6 Novembre 2019
Esami diagnostici: si potranno fare dal medico di famiglia

Con gli stanziamenti della nuova Legge di Bilancio i medici potranno dotarsi delle attrezzature per gli esami nei loro ambulatori; ma alcuni già li fanno.

È una delle (forse poche) novità positive in arrivo con la manovra finanziaria di fine anno: gli esami diagnostici si potranno fare dal medico di famiglia. La Legge di Bilancio 2020 infatti ha stanziato 235 milioni di euro per un fondo destinato all’acquisto delle apparecchiature sanitarie da fornire ai medici di base che le utilizzeranno nei loro ambulatori.

Ma alcuni già lo fanno: secondo una ricerca di Adnkronos Salute, che ha intervistato il dottor Massimo Magi, coordinatore del progetto ‘Studio medico 3.0′ della Federazione dei Medici di Medicina generale (Fimmg), due medici su dieci praticano l’elettrocardiogramma e la spirometria. Con le nuove dotazioni di strumenti sarà possibile ampliare questa fascia e aumentare il numero di esami praticabili, come l’holter e la dermoscopia.

«Non partiamo dall’anno zero in fatto di strumenti diagnostici in studio – spiega il dott. Magi – il fondo previsto nella manovra trova un terreno più che fertile: il 20% dei medici di famiglia fa già spirometrie ed elettrocardiogrammi, l’11% holter pressorio, il 3% polisonnografia il 2% usa il dermatoscopio. Nella manovra finanziaria si è fatta un’operazione molto importante, di grande aiuto per consentirci di fare meglio il nostro lavoro sul territorio. Il che vuol dire: ridurre gli accessi inutili al pronto soccorso, ridurre le lista d’attesa, monitorare meglio i nostri pazienti, in particolare nella cronicità».

Il Governo, infatti, sembra aver fatto bene i suoi conti quando ha previsto questo stanziamento di 235 milioni per il 2020 e mira ad ottenere un notevole risparmio per il servizio sanitario nazionale, di 80 milioni di euro ogni anno. «Consideriamo per esempio l’ipertensione  – continua Magi. Per l’iperteso è consigliato un elettrocardiogramma (ecg) all’anno, ciò significa che vengono eseguiti almeno 12 milioni di esami annui. Secondo la nostra stima con gli ecg dal medico di famiglia si possono evitare circa 4 milioni di esami in altre strutture, per un costo di 20 euro ciascuno. Ciò vuol dire un risparmio di 80 milioni».

Questo diventa possibile poiché gli esami dal medico di famiglia non sarebbero più pagati dal Ssn a singola prestazione, ma all’interno di incentivi più ampi assegnati ai medici di Medicina generale, ad esempio rivalutando l’ammontare della quota capitaria (l’importo erogato al medico per ogni assistito in base al loro numero) oppure prevedendo degli obiettivi da raggiungere; ma questo è ancora da decidere.

Per il segretario generale della Federazione Fimmg, Silvestro Scotti, l’obiettivo finale per il medico di famiglia non sarà solo quello di dotarlo di queste nuove tecnologie: «il traguardo non è quello di avere le attrezzature diagnostiche solo nello studio. Ma di portarle nella borsa. Questo per aderire alla nostra idea di assistenza che significa domiciliarità e prossimità. Due parole chiave per il futuro delle cure primarie in un Paese che invecchia e in cui la popolazione con malattie croniche aumenta».


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