Conti e libretti postali: iniziano i controlli evasione

7 Novembre 2019
Conti e libretti postali: iniziano i controlli evasione

Risparmiometro: sotto controllo conti correnti, carte di credito e prepagate. Chi più risparmia, più rischia.

Chi più risparmia più evade. Non è un’equazione perfetta, ma poco ci manca. Secondo il nuovo algoritmo dell’Agenzia delle Entrate, ribattezzato come Risparmiometro, chi non preleva mai dal conto corrente o accantona troppi soldi su libretti o carte prepagate, dovrà dare giustificazioni al fisco. Questo perché di qualcosa dovrà pur campare. E questo “qualcosa”, allora, non può che essere un reddito in nero. 

Da quando il Garante per la Privacy ha detto sì a questo infernale strumento di controllo dei soldi accantonati sui conti, l’Agenzia delle Entrate ha accelerato i motori per renderlo subito operativo. Ed ora, ci siamo quasi. Manca davvero poco all’avvio dei controlli per il 2020. Il prossimo 12 novembre 2019, presso il ministero dell’Economia e Finanze, dove sarà dato il via libera allo schema di convenzione Mef-Agenzia delle Entrate (Ade) e Mef-Agenzia delle Dogane e Monopoli (Adm) relativi al triennio 2019-2021, per poter finalmente partire con la fase di controllo.

Dopo un primo periodo di gestazione, in cui il Risparmiometro è stato utilizzato solo per il controllo di pochi, grandi, contribuenti, ora la “morte nera” del fisco si avvia a un impiego massivo nei confronti di tutti i titolari di conto corrente. 

Il funzionamento è molto semplice e lo possiamo semplificare con un esempio.

Valerio ha un lavoro alle dipendenze di una società. Tutti i suoi compensi, accuratamente dichiarati ogni anno nel 730, gli vengono accreditati sul conto corrente. Alla fine dell’anno, però, sul conto di Valerio ci sono ancora quasi tutti i soldi incassati nell’arco dei 12 mesi, senza che risultino consistenti prelievi di contanti al bancomat o allo sportello. Con quale denaro Valerio avrà fatto la spesa, pagato le utenze e la benzina. La cosa è tanto più sospetta quanto più si pensa che, nella sua dichiarazione dei redditi, non sono indicati altri proventi. Tanto basta, per l’ufficio delle imposte, per notificare a Valerio un avviso, con tanto di avvertimento: «Spiegaci da dove hai preso i soldi», la sostanza della comunicazione. E se il contribuente non sarà tanto efficiente (e con le carte in regola) da dare tale prova, l’Agenzia ricostruirà il suo reddito effettivo, applicandogli le imposte non pagate e le relative sanzioni.

In buona sostanza, il Risparmiometro funziona all’inverso del Redditometro. Se quest’ultimo scovava i potenziali evasori sulla base delle spese sostenute nell’anno (evidentemente poco congrue rispetto ai redditi dichiarati), il Risparmiometro invece lo fa tramite un confronto del saldo del conto corrente con gli incassi dell’anno. E chi risparmia troppo dovrà darne giustificazioni al fisco.

La convenzione sugli obiettivi 2019-2021 tra le Entrate ed il Mef prevede, infatti, la conclusione della sperimentazione del Risparmiometro in questi ultimi mesi del 2019 per le persone fisiche e l’avvio della fase controllo vera e propria per tutti i contribuenti a partire dal 2020.

Come scrive il quotidiano Italia Oggi questa mattina in edicola, il Risparmiometro 2020, messo di nuovo in campo dalla manovra, nell’ambito della lotta all’evasione, comincerà a verificare ed incrociare i dati delle fatture, dei consumi e i movimenti bancari con gli strumenti di intelligenza artificiale. In caso di incongruenze, queste verranno segnalate e potranno dare luogo ad accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza.

I dati riguardano conto corrente, conto deposito titoli e/o obbligazioni, conto deposito a risparmio libero vincolato, rapporto fiduciario, gestione patrimoniale, gestione collettiva del risparmio, certificati di deposito, buoni fruttiferi, conto terzi individuale e globale. E anche carte di credito, prodotti finanziari, vendita e acquisto, metalli preziosi e oro.


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