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Gioco illegale: arriva l’agente sotto copertura

7 Novembre 2019
Gioco illegale: arriva l’agente sotto copertura

Il nuovo decreto fiscale ha individuato numerose misure per contrastare il gioco illegale. Ecco quali sono.

Il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Benedetto Mineo, nel corso dell’audizione sul dl fisco in commissione Finanze alla Camera, a proposito dell’aumento del Preu sui giochi ha affermato che “è una misura elevata, pur in un mercato in espansione”. A una domanda se il rialzo del prelievo possa favorire il gioco illegale, Mineo osserva che nel dl ci sono comunque “parecchie norme per far emergere il gioco illegale”, quindi “le misure vanno lette in un contesto”.

Poi, in una nota stampa che abbiamo ricevuto dall’agenzia Adnkronos, il direttore delle Dogane e dei Monopoli giudica sufficiente la dotazione di 100 mln prevista dalla norma del decreto che introduce la figura dell’agente sotto copertura per il contrasto del gioco illegale.

“Nel complesso le somme giocate aumentano ma per le slot nel 2019 si segnala una leggera flessione”, dice. Nel dettaglio per le awp il dato previsionale è di poco oltre 23 miliardi contro i 25,4 miliardi del 2017 e i 24 miliardi del 2018; anche per le vtl c’è una lieve contrazione lieve a fronte dei 23,5 miliardi del 2017 e dei 24,5 miliardi del 2018.



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7 Commenti

  1. Ma dico io…. il gioco può diventare una dipendenza. C’è gente che perde la casa per i debiti di gioco… Ci sono famiglie sfasciate, rovinate. Cosa fa lo stato, eh? Si parla tanto di contrasto al gioco illecito.ok va bene. ma vogliamo parlare anche del gioco lecito che fa comodo alle casse dello Stato e su cui c’è gente che si ammala? Chi le aiuta queste famiglie? Sono disgustata. E poi investono anche nelle pubblicità in tv… Vergogna!

  2. Purtroppo, il problema penso che stia a monte. Si parla di gioco legale o illegale. Ok contrastiamo il gioco illegale, spendiamo soldi per finanziare queste nuove figure professionali, ma forse c’è qualcosa che sfugge allo stato… Le terribili conseguenze del gioco, lecito o illecito che sia. L’uomo, in generale, ne diventa dipendente, e allora non gli basta più tentare la fortuna, ma vuole di più, vuole vincere e giocare di nuovo quello che ha vinto, non si ferma, perché la smania di vincere e provare l’ebbrezza del rischio e della possibilità di vincere o anche solo essere vicino alla vittoria è una sensazione a cui non vuole rinunciare. Allora, lo stato, piuttosto che investire tutti questi soldi in agenti sotto copertura per gioco illegale, che per l’amor di dio, magari servirà, potrebbe intervenire anche a sostegno di coloro che giocano anche lecitamente… Cercasse misure di sicurezza perché queste persone sono incontrollabili dal punto di vista psicologico, cioè non sanno quando fermarsi nel gioco…e così sentiamo poi di gente che si indebita e arriva al suicidio, oppure di separazioni ecc.

  3. Mio marito gioca d’azzardo… Spende un sacco di soldi dicendo che alla prossima partita vincerà e devo credere in lui… Ogni mese, toglie soldi alla nostra famiglia. questi soldi potrebbe investirli diversamente. Ci servono per garantire a nostro figlio un futuro migliore… Invece, lui va a sperperarli convinto che potrebbero raddoppiare e poi potremmo smettere di lavorare e sacrificarci in lavori stressanti… Ecco, io sono molto contrariata.. Ho provato ad assisterlo e convincerlo ad andare da uno psicologo, a parlarne al nostro medico di famiglia,ma non c’è nulla da fare.. Ora, chiedo a voi, gentili professionisti, cosa sapete consigliarmi. Io non ce la faccio più a stare al suo fianco…Voglio la separazione… La ludopatia giustifica l’addebito della separazione?

    1. La ludopatia, cioè il vizio del gioco che diventa una vera e propria malattia, non solo giustifica l’intollerabilità della convivenza (e, dunque, la separazione), ma è giusta causa di addebito della separazione. In altre parole, il coniuge che sperpera i risparmi della famiglia giocando d’azzardo, ad esempio, con le slot machine, il poker o le scommesse, rischia di vedersi attribuita la colpa della separazione con le seguenti conseguenze:perdita dei diritti successori; perdita del diritto al mantenimento. L’addebito della separazione, infatti, comporta le conseguenze negative appena indicate. Ciò significa che, anche se il coniuge dovesse versare in cattive condizioni economiche, non avrebbe diritto al mantenimento, ma solo agli alimenti (i quali rappresentano un sostentamento minimo). Non solo la ludopatia, ma anche la semplice abitudine (non sfociata in patologia vera e propria) di spendere i propri soldi nel gioco giustifica l’addebito della separazione. Per maggiori informazioni, leggi il nostro articolo su vizio del gioco e separazione https://www.laleggepertutti.it/304628_vizio-del-gioco-e-separazione

  4. Mio cugino ha accumulato alcuni debiti di gioco… Mi ha chiesto in prestito dei soldi, ma io purtroppo non sono in grado di aiutarlo. Devo sostenere molte spese, visto anche l’assegno di mantenimento da versare ogni mese e non riesco ad andargli incontro… Ora, vorrei sapere se lui è davvero obbigato a pagare questi debiti. Potete darmi maggiori chiarimenti a riguardo? Vi ringrazio in anticipo per quanto potrete essermi d’aiuto.

    1. Di norma, quando un debitore è insolvente il creditore può chiedere attivando lo strumento giudiziario il pagamento della somma che deve riscuotere. Tuttavia questo non è lo schema del debito di gioco, perché in questa situazione, il debitore non ha l’obbligo di pagare. Hai perso a carte e non hai la somma persa oppure non hai proprio la benché minima intenzione di pagarla, no problem! Se Tizio e Caio giocano a carte e scommettono soldi, Tizio non ha armi legali per pretendere il pagamento. Quindi abbiamo in questo senso risposto negativamente all’interrogativo principale: debiti di gioco, si è obbligati a pagarli? Questo vale tanto quando il gioco è proibito, tanto quando è ammesso dalla legge. L’unico caso in cui puoi agire in giudizio si presenta quando devi ottenere il pagamento da lotterie legalmente organizzate, come il gioco del lotto e le competizioni sportive che permettono di effettuare una richiesta coattiva dei pagamenti sia tra i partecipanti che tra i non partecipanti al gioco.

  5. Forse la gente ormai rovinata gioca meno…per i politici non va bene che la gente spende meno alle vlt allora dicono che c’è gioco d’azzardo

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