Evasione fiscale: i consigli dei commercialisti

7 Novembre 2019
Evasione fiscale: i consigli dei commercialisti

I rappresentanti dell’ordine dei commercialisti sono stati sentiti in Parlamento ed hanno esposto le proposte di intervento sulla manovra finanziaria.

La manovra finanziaria in questi giorni è in discussione in Parlamento: il dibattito sulla nuova legge di Bilancio 2020 proposta dal Governo e del collegato Decreto fiscale, che è già entrato in vigore, è ampio e oggi intervengono anche i dottori commercialisti, che sono stati ascoltati dalla Commissione Finanze della Camera dei deputati. Il resoconto della mattinata ci è stato fornito dalla nostra agenzia stampa Adnkronos.

L’argomento centrale dell’audizione, come c’era da aspettarsi, è stato la lotta all’evasione fiscale e qui sono arrivate le proposte da parte dei rappresentanti del Consiglio nazionale dell’Ordine sui metodi migliori per combatterla. I commercialisti hanno ampliato la prospettiva dicendo innanzitutto che la lotta all’evasione si fa anche con il taglio degli sprechi alla spesa pubblica.

«Quanto più il governo pone l’accento sulla lotta all’evasione e alle frodi, tanto più sarebbe auspicabile che una pari attenzione fosse impressa sul versante dell’efficientamento della spesa pubblica e del contrasto agli sprechi», hanno detto con chiarezza ai parlamentari. «Agli occhi del contribuente si tratta infatti di due facce della stessa medaglia» e i cittadini devono essere coinvolti in queste battaglie culturali, prima ancora che di bilancio.

I commercialisti sanno bene, e lo sottolineano, che negli ultimi anni c’è stata «una costante ed elevata attenzione nei confronti di misure idonee a contrastare l’evasione e le frodi fiscali», ma – sembrano dire – proprio quando il Governo ce l’ha messa tutta ha a volte esagerato.

Nel mirino delle critiche finisce, quindi, il decreto fiscale , che contiene parecchie novità a partire dalla stretta sulle compensazioni fiscali, con tutti i rischi che questo comporta (ne abbiamo parlato in cartelle non pagate: arriva il pignoramento del 730): i commercialisti ora chiedono che «si eviti che l’estensione ai crediti Irpef, Ires e Irap si traduca in un vero e proprio prestito forzoso causato dalla oggettiva impossibilità per il contribuente di poter celermente presentare la propria dichiarazione dei redditi». Anche di ciò avevamo parlato in l’inganno delle nuove detrazioni fiscali, sottolineando i ritardi nei rimborsi di oltre un anno e mezzo.

Oggi i commercialisti, per ovviare a questi problemi, propongono di «prevedere che la compensazione dei crediti relativi al comparto delle imposte dirette possa essere effettuato anche prima della presentazione della relativa dichiarazione annuale, previo rilascio da parte dei professionisti abilitati di uno specifico visto di conformità anticipato rispetto alla presentazione della dichiarazione».

Il ciclo delle audizioni parlamentari in corso ha proprio lo scopo di acquisire i contributi qualificati degli operatori del settore (ad esempio ieri sono stati sentiti i rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia Dogane e Monopoli che hanno fornito il loro parere sulla manovra in arrivo) in modo da poter decidere meglio i correttivi da apportare per arrivare al testo definitivo della legge finanziaria 2020 che dovrà entrare in vigore dal 1 gennaio prossimo.



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