Commissioni pagamenti Pos: è scontro sull’abbassamento

7 Novembre 2019
Commissioni pagamenti Pos: è scontro sull’abbassamento

Le banche dicono: tocca al mercato fare i prezzi. Gli esercenti e i consumatori protestano: commissioni da abbassare e eliminare le sanzioni punitive.

Nell’ambito della lotta ai contanti e degli incentivi ai pagamenti digitali il Governo punta anche all’eliminazione o almeno all’abbassamento delle commissioni sui pagamenti effettuati con Pos (l’apparecchio che consente il pagamento elettronico con carte e bancomat) almeno per quelli di piccolo importo, cioè sotto i 25 euro, dove il costo si fa sentire soprattutto per gli esercenti.

Però le banche sono restie a ridurre le commissioni e la loro posizione è emersa per bocca del presidente dell’Abi (Associazione banche italiane), Antonio Patuelli, che ieri ha affermato chiaramente: «Non spetta a noi farlo, non siamo in grado, è il mercato che fa i prezzi, nella competizione tra soggetti non solo bancari».

Oggi arrivano le repliche delle associazioni degli esercenti e dei consumatori e lo scontro è aperto: ci resoconta sulle rispettive dichiarazioni la nostra agenzia stampa Adnkronos.

La Confesercenti interviene con il suo presidente Patrizia De Luise e replica così: «Il presidente dell’Abi sottolinea che l’associazione non ha poteri sulle commissioni Pos, perché ‘è il mercato a fare i prezzi’. Siamo d’accordo: la regola del mercato, però, dovrebbe valere non solo per le banche ma anche per le imprese, che non devono essere obbligate nella scelta dei mezzi di pagamento da accettare».

Invece, le sanzioni in arrivo per chi non installa il Pos o non accetta i pagamenti con carte sono già previste e scatteranno da luglio 2020 (leggi Pos e contanti: cosa cambia da luglio). Confesercenti pensa che «Le sanzioni in arrivo non sono utili a una maggiore diffusione della moneta elettronica: sono solo una punizione per quelle categorie di imprese che, a causa di margini di partenza ristretti, hanno difficoltà a sostenere il peso delle commissioni legate alle transazioni elettroniche: gestori carburanti, tabaccai, edicolanti e bar. Ma anche imprese del commercio su area pubblica e tutte le attività ‘mobili’ che si trovano a far fronte alla mancata copertura della banda larga e alle conseguenti difficoltà d’utilizzo dei pos portatili».

A giudizio di Confesercenti, è un problema che il credito di imposta del 30% predisposto dal Governo affronta ma non risolve, vista la dotazione di appena 54 milioni di euro l’anno a regime, che si traduce in poche decine di euro ad impresa: troppo poco a fronte dei problemi ravvisati.

Per questo l’associazione dei negozianti è convinta che «a fronte dell’introduzione dell’obbligo di accettazione della moneta elettronica, sia necessario ottenere una riduzione complessiva delle commissioni da parte del sistema bancario» e ricorda che «il minor guadagno potrebbe essere compensato dall’aumento dei pagamenti elettronici. Altrimenti, si lasci fare al mercato: si eliminino le sanzioni per chi non ha Pos e sulla Lotteria dello Scontrino e si permetta ai consumatori di scegliere da chi servirsi».

Sulla questione interviene oggi a gamba tesa anche il Codacons per bocca del suo presidente Carlo Rienzi: non è vero che le commissioni  sui pagamenti elettronici non possono essere abbassate perché i prezzi vengono fatti dal mercato, «Niente di più falso ed è vero l’esatto contrario: le commissioni sui Pos possono e devono essere ridotte».

Il Codacons ricorda che alcune banche, a partire da Intesa SanPaolo, hanno già dato la disponibilità a ridurre tali costi a carico degli esercenti, specie sui piccoli pagamenti. A giudizio di Rienzi, «è sufficiente che una sola banca si muova in tale direzione per avviare un percorso virtuoso che porterà i vari istituti di credito a farsi concorrenza».

Su un solo punto banche, esercenti e consumatori sembrano essere tutti d’accordo: il fatto che i Pos si stanno diffondendo ovunque, ad un ritmo di 460 nuovi impianti al giorno. Il mercato dunque si sta già orientando spontaneamente verso questo metodo di pagamento elettronico; anche quando non erano previste sanzioni per chi non si dotava dei Pos, la maggior parte degli esercenti li ha installato lo stesso, per facilitare i clienti.

Rimane però da sciogliere il nodo dei costi, ora che il Pos da luglio 2020 sarà introdotto obbligatoriamente; banche ed esercenti, come abbiamo visto, non sembrano disposte a cedere ma i commercianti e i consumatori insistono.



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