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Infortuni sul lavoro: tutto su danni, infortunio in itinere, malattia professionale

12 Luglio 2013
Infortuni sul lavoro: tutto su danni, infortunio in itinere, malattia professionale

Danno biologico, infortunio in itinere, malattia professionale, obblighi del datore di lavoro e dell’Inail: ecco una guida pratica sugli infortuni sul lavoro.

Per i lavoratori dell’industria e dell’agricoltura, il datore di lavoro deve obbligatoriamente assicurare i propri dipendenti dal rischio di infortuni sul lavoro o di malattie professionali.

In pratica, ciò significa  che deve pagare periodicamente un premio all’Istituto Nazionale Assicurazioni contro gli infortuni sul Lavoro (I.N.A.I.L.). Tale istituto, nel malaugurato caso di infortunio o  malattia professionale a carico di un dipendente, interverrà per pagare una parte della retribuzione per i giorni di assenza del lavoratore e, nei casi più gravi, liquiderà una rendita a favore del lavoratore.

Infortuni sul lavoro

Il lavoratore ha diritto a un indennizzo per l’invalidità permanente conseguente a infortunio o malattia professionale?

Il lavoratore che in conseguenza dell’infortunio non sia più in grado di lavorare o veda la sua capacità lavorativa ridotta in via permanente, ha diritto al risarcimento sotto un duplice profilo:

  • – una rendita per il danno subito in conseguenza della perdita o riduzione della capacità lavorativa (in presenza di un’invalidità superiore al 16%);
  • – un’indennità per il cosiddetto danno biologico, che viene corrisposta dall’I.N.A.I.L. nel caso di invalidità superiore al 6% e relativa a infortuni e malattie professionali verificatesi dopo il 25.7.2000 [1].

 

Cos’è il danno biologico?

Il danno biologico consiste in una lesione delle condizioni fisiche e psichiche che incida negativamente sulla vita di relazione dell’infortunato. Il danno biologico verificatosi precedentemente al 25.07.2000 è a carico del datore di lavoro quando l’infortunio o la malattia professionale sono imputabili ad una violazione delle norme relative alla sicurezza del lavoro.

Ad esempio: Ammettiamo che il lavoratore si ferisca ad un ginocchio in modo da non poter più esercitare attività sportiva; gli dovrà essere risarcito, in qualche modo, anche tale danno e non soltanto il danno consistente nella ridotta  capacità di lavorare come in precedenza.

Ci sono dei casi in cui il datore di lavoro deve risarcire l’intero danno subito dal lavoratore (anche quello che normalmente è a carico dell’I.N.A.I.L.?

Si, quando l’infortunio si verifica in quanto il datore di lavoro non ha adottato le misure di sicurezza previste dalla normativa sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.

 

Qualora il lavoratore abbia delle colpe in relazione all’infortunio viene meno il suo diritto alla rendita I.N.A.I.L.?

No; il lavoratore ha diritto alla rendita I.N.A.I.L. anche se l’infortunio si sia verificato a causa della sua negligenza, imprudenza o trascuratezza (ad esempio: non abbia voluto indossare i sistemi di protezione, come caschi, scarponi rinforzati o altro, di cui il datore di lavoro lo abbia dotato).

Attenzione, però! Il lavoratore che abbia, invece, volontariamente causato l’infortunio (magari al solo scopo di garantirsi una rendita a carico dell’ I.N.A.I.L.) non avrà diritto a percepire alcunché.

Infortunio in itinere

Cos’è l’infortunio in itinere?

È l’infortunio capitato al lavoratore mentre si sta recando sul luogo di lavoro o mentre sta ritornando a casa subito dopo la fine del lavoro.

È considerato infortunio in itinere anche quello che avviene durante gli spostamenti tra il luogo di lavoro e quello di consumazione abituale dei pasti, quando non sia presente un servizio mensa aziendale [2].

Quando l’ I.N.A.I.L. deve indennizzare l’infortunio in itinere?

L’infortunio deve essersi verificato nel tratto di strada che collega il posto di lavoro con l’abitazione del lavoratore o col luogo nel quale quest’ultimo consuma abitualmente i pasti. Il lavoratore non ha diritto all’indennizzo se effettua deviazioni non necessarie e comunque non motivate da esigenze lavorative o cause di forza maggiore.

L’indennizzo è sicuramente dovuto quando il lavoratore, per i suoi spostamenti, si serva di mezzi pubblici. Ma spetta anche nel caso di utilizzo di mezzi di trasporto privati quando manchino mezzi pubblici, o – nel caso in cui ve ne siano – non consentano il puntuale rispetto degli orari di lavoro, oppure risultino eccessivamente disagevoli, in termini di tempo e distanza dell’abitazione, per il lavoratore  [3].

L’indennizzo in questione non può essere riconosciuto al lavoratore che abbia guidato senza patente o sotto l’effetto di alcolici o droghe.

LA MALATTIA PROFESSIONALE

Quando è indennizzabile la malattia professionale?

Sono sicuramente indennizzabili le malattie professionali previste da una tabella approvata ogni tre anni con Decreto del Presidente della Repubblica. Il lavoratore può ottenere l’indennizzo anche in relazione a malattia non inclusa in detta tabella se riesce a provare che essa si è sviluppata a causa delle prestazioni lavorative svolte [4].

 

Chi paga il lavoratore durante l’infortunio o la malattia professionale?

Dal 1° al 3° giorno il lavoratore viene pagato dal proprio datore di lavoro e percepisce il 100% della retribuzione, per quanto concerne il 1°giorno, e il 60%, per quanto concerne i successivi due giorni.

Dal 4° al 90° giorno l’I.N.A.I.L. corrisponde al lavoratore il 60% della retribuzione media percepita dal lavoratore nei 15 giorni precedenti all’infortunio; dal 91° giorno in poi l’ I.N.A.I.L. corrisponde al lavoratore il 75% della retribuzione.

In quali casi il lavoratore ha diritto a una rendita?

Il lavoratore ha diritto a una rendita se l’infortunio o la malattia professionale gli abbia determinato un’inabilità permanente di grado superiore al 16%.

In caso di inabilità permanente ricompresa tra il 6 e il 15% il lavoratore ha diritto ad un indennizzo una tantum a titolo di danno biologico.

Cosa succede in caso d’infortunio mortale sul lavoro?

In tal caso ad alcuni parenti stretti del lavoratore defunto è dovuta una rendita. I parenti a cui spetta la predetta rendita sono:

  • – il coniuge del defunto nell’infortunio (in misura pari al 50% della retribuzione);
  • – i figli del lavoratore defunto (20% della retribuzione);
  • – gli ascendenti che erano a carico del defunto (20%);
  • – e, soltanto qualora manchino sia il coniuge che i figli, i fratelli del defunto (20%).

note

[1] D.lgs. n. 38 del 23.2.2000.

[2] Art.12 D.lgs. 38 del 2000; art.2 DPR n.1124 del 1965.

[3] Cass. sent. n.12891 del 28.9.2000.

[4] C. Cost. sent. n.179/1988.


23 Commenti

  1. tante belle parole…..ma quando ti succede non è così semplice e molto spesso non ti viene riconosciuto proprio nulla…..a me è successo….

  2. Ci sono dei casi in cui il datore di lavoro deve risarcire l’intero danno subito dal lavoratore (anche quello che normalmente è a carico dell’I.N.A.I.L.?

    Si, quando l’infortunio si verifica in quanto il datore di lavoro non ha adottato le misure di sicurezza previste dalla normativa sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.

    Il che vuol dire nel 100% dei casi. Infatti scatta sempre automaticamente l’azione di rivalsa da parte dell’INAIL sul datore di lavoro. Viene da chiedersi perchè un imprenditore sia obbligato e pagare l’assicurazione INAIL e parallelamente “obbligato” a farsi una assicurazione privata per tutelarsi dall’INAIL.

  3. Salve volevo sapere un informazione praticamente 3 anni fa ho subito un infortunio sul lavoro che mi ha procurato la perdita di 8 gradi dell’occhio sns percepisco una pensione INAIL con un punteggio di 22gradi ma la domanda era questa?posso io chiedere un risarcimento danni o liquidazione all’azienda ?me ne stavano parlando qualche giorno fa con 5anni di tempo dopo di che va in prescrizione,….grazie anticipatamente

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  4. Salve, vorrei chiedere se è stato aperto un’infortunio ma l’inail non ha ancora portato a decisione finale il mio dossier, posso decidere in qualsiasi momento di retrocedere firmando qualche dichiarazione al fine di evitare la produzione degli effetti che ne derivano ?

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  5. In caso di danni ad auto scooter personali per un infortunio in itinere è previsto indennizzo di tale danno?

  6. Mi sono infortunato il 20 gennaio ho chiuso la pratica il 24 marzo mi hanno riconosciuto il danno biologico quanto tempo devo aspettare per il risarcimento ? Grazie

  7. ho subito un ‘ infortunio sul lavoro, lacerazione della palpebra dx 4 punti e una bella cicatrice ,ho diritto a un risarcimento per danni biologici, chi deve risarcire? grazie

  8. ho subito un grave infortunio sul lavoro in svizzera, vorrei sapere se ho diritto ad una rendita in italia, grazie e cordiali saluti

  9. Salve,sono un’ Assistente di volo,la mia categoria non appartiene all Inail,ma a causa di un incidente aereo il mio medico legale mi ha calcolato un’ invalidita’ del 20 per cento.e’ possibile che io non abbia diritto proprio a niente?la mia compagnia aerea mi ha liquidata con un’ assicurazione che mi ha dato appena 5.000€ ma io avro’ dei danni per tutta la vita!grazie.Vanessa

  10. Salve io ho subito un infortunio sul lavoro! ! Mi sono stiratoi legamenti della cavgliae ho tenuto il gesso x21 giorni!! Sono rimasto a casa x un mese adesso lavoro e in pausa oranzo faccio fisioterapia! ! Volevo sapere se mi spetta un risarcimento e come si fa srabilire quanto mi spetterebbe!?? Grazie in anticipo!!

  11. Salve io ho subito un infortunio sul lavoro il31/07/14 e per colpa del mio medico che sbaglio i certificati invece di far infortunio aveva fatto la malattia cmq ho sistemato inail e inps e certificati ma la mia domanda era l inail paga il 60%dello stipendio e l’altro 40 % chi lo paga io ho uno stipendio di 1200 euro l inail mi ha erogato un assegno di 1391 € dal 4/08 2014 al 20/10 e invece la ditta dove lavoro niente come mai è poi è giusto così grazie

  12. SALVE, uscendo dal lavoro 2 anni fa,fui centrato in pieno da un auto,io ero in bici, sono stato riconosciuto INAIL,ma a tuttora ho dei problemi,cognitivi e comportamentali,ho fatto i test etcc. vorrei sapere se posso kiedere la malattia d, ho anke ridotte capacita’ lavorative.limitazioni varie.ed ho anke un disadattamento,soffro di ansia e depressione, nell impatto,ho avuto un ematoma celebrale,riassorbitosi da solo. grazie

  13. salve e 1 mese che sono a casa da infortunio ma non ho ancora percepito nulla ne da parte del datore di lavoro ne da parte di inps. vi faccio 1 domanda l’inps dopo quanto tempo paga ?

  14. Buon giorno, ho 65 anni e nel febbraio del 2009 ho subito un infortunio sul lavoro. Mentre camminavo con l’ Amministratore ed un operaio, era di sera e, quindi c’ era oscurità sono caduto in un in un pozzetto di fogna all’ interno dello stabilimento dove lavoravo. Il pozzetto era senza il chiusino per la copertura. L’ Amministratore mi ha accompagnato in ospedale, ma no ha fatto la denuncia all’ INAIL. L’ Unica mia testimonionanza è data dal fatto che l’ Amministratore ha firmato il mio ricovero e successivamente in un lettera inviata ai soci si menziona dell’ infortunio e lo si descrive. Posso avere qualche rivalsa nei confronti della Società ? Vorrei conoscere un vostro parere. Grazie

  15. Salve volevo sapere un informazione praticamente subito un infortunio sul lavoro dalle 01/10/2014 fino 23/05/2016 che mi ha procurato la perdita di vista dell’occhio sns percepisco una pensione INAIL con un punteggio di 28% di invalidita ma la domanda era questa?posso io chiedere un risarcimento danni o liquidazione all’azienda ? grazie

  16. buongiorno,volevo sapere se lavorando per una scuola di formazione privata,io per loro svolgo attivita’ di consulenza a domicilio,continuativa,5 giorni a settimana con appuntamento fissato dalla stessa,io vengo pagato a provvigione e avendo p. iva emetto fattura la stessa non mi ha fatto alcun contratto di incarico.
    ho avuto sul lavoro(durante un appuntamento) un gravissimo incidente 100 gg di ospedale 3 interventi chirurgici e una protesi d’anca,ho diritto ha un risarcimento?grazie

  17. salve sono stato operato alla spalla per una rottura massiva della cuffia rotatoria e del sotto spinato l inal non mi ha riconosciuto ne danno biologico ne invalidita cosa posso fare in proposito grazie

  18. sono figlio di ifortuno sul lavoro mio padre e morto lavorando a 36 anni io avevo 16 mesi non mi anno mai chiamato per un concorso pur iscrito come figlio di infor poi a 37 anni per una visita mi dicono che non sono idoneo al lavoro perche o un problema al cuore congenito mi dicono che o una cardiopatia ipertrofica e mi operno con un pesmecher mi dano una pensione di 501 euro al mese con due bambini non so piu casa fare vado al colcamento di figli di infortunio mi dicono che non ci sono concorsi sono passati 40 anni e 3che sono operato a chi mi devo rivolgete per avere una consulenza lo stato da i posti a chi dicono loro ma la devono pagare sono cresciuto snza mio padre e con un cuore malato come devo fare aiutatemi

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