Sostituibilità dei farmaci equivalenti: medici in rivolta

7 Novembre 2019
Sostituibilità dei farmaci equivalenti: medici in rivolta

Non convince la Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) l’ipotesi della sostituibilità automatica di un farmaco biologico o biosimilare con il suo biosimilare di riferimento. 

«Riteniamo i biosimilari una risorsa preziosa – afferma il presidente Fnomceo, Filippo Anelli – in grado di conciliare l’appropriatezza terapeutica con quella economica. Siamo del tutto favorevoli a che siano, ove possibile, la prima scelta per i pazienti naïve. Anche sulla sostituibilità di un biologico con un biosimilare, i dati presenti in letteratura ci confortano sulla sicurezza, purché la sostituzione avvenga sotto il controllo e la prescrizione del medico. Quello che ci lascia perplessi è l’automatismo della sostituibilità, indipendentemente dalla valutazione professionale del medico».

«Ci lascia perplessi, perché, in questo modo, l’autore della prescrizione diventerebbe lo Stato, e non già il medico», afferma Anelli in riferimento alla probabilità di inserire questa misura già nella Legge di Bilancio 2020. «Noi non vogliamo, per i nostri pazienti, un farmaco di Stato – argomenta – vogliamo il farmaco migliore e più appropriato, scelto dal medico in base alla valutazione del quadro clinico e personale complessivo».

«La prescrizione è una delle espressioni più alte e complesse della professione medica – continua Filippo Anelli – perché compendia e sintetizza l’anamnesi, la diagnosi, il consenso informato e la terapia. Per questo la legge la affida al medico, e il Codice di deontologia ne reitera l’autonomia, la libertà, l’indipendenza».

«Siamo confortati dalle rassicurazioni del Viceministro Sileri sulla non sostituibilità dei biosimilari in corso di terapia. Allo stesso modo – osserva – concordiamo con i timori manifestati dalle associazioni di pazienti e dalle società scientifiche che hanno fatto sentire, nei giorni scorsi la loro contrarietà».

Da qui la proposta della Fnomceo: “anziché un unico farmaco, individuato con una gara al ribasso, chiediamo di poter avere a disposizione un range di biologici/biosimilari di pari efficacia terapeutica e costo simile, tra i quali poter scegliere quello più appropriato per assicurare la continuità terapeutica al paziente. Ribadiamo infine, ancora una volta – conclude – la necessità che i medici siano coinvolti in tutti i processi decisionali sul farmaco, sedendo da titolari ai tavoli dell’Aifa”.


1 Commento

  1. ma non si chiamano “generici” i farmaci “equivalenti”, aventi lo stesso pricipio attivo. Stanno maneggiando la “Mutella” con paroloni inventati li per li da non si sa chi? Google? Io posso affermare che l’aspirina dura come la pietra è assai inferiore al generico acido acetilsalicilico…non c’è paragone è meglio il generico ! Ed io mi baso solo sull’esperienza diretta, senza preconcetti…

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