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Visita fiscale collaboratori

14 Novembre 2019 | Autore:
Visita fiscale collaboratori

I co.co.co. in malattia possono essere sottoposti agli accertamenti sanitari dei medici dell’Inps come previsto per i dipendenti?

Com’è noto, i lavoratori dipendenti assenti per malattia sono obbligati a rendersi reperibili presso il proprio domicilio in determinate fasce orarie, per gli eventuali controlli sanitari da parte dei medici dell’Inps. Nel concreto il controllo, o visita fiscale, può essere inviato sia dall’Inps che dal datore di lavoro: l’Inps può richiedere l’accertamento dello stato di salute del lavoratore in quanto riconosce l’indennità di malattia, il datore di lavoro in quanto può riconoscere un’integrazione e ha l’interesse al regolare svolgimento dell’attività lavorativa.

Ma l’obbligo di reperibilità per gli accertamenti medici esiste anche per i lavoratori parasubordinati, o co.co.co.(lavoratori impiegati con contratto di collaborazione coordinata e continuativa)? In altre parole, è prevista la visita fiscale collaboratori?

Innanzitutto, in merito ai contratti di collaborazione, è bene sottolineare che la disciplina è cambiata da poco: nello specifico, si applicano le stesse tutele del lavoro subordinato, ad eccezione di quelle riguardanti la cessazione del rapporto, alla maggior parte dei contratti parasubordinati. Per applicare le tutele basta, infatti, che:

  • le collaborazioni si concretizzino in prestazioni lavorative prevalentemente personali e continuative, e non più soltanto esclusivamente personali;
  • il coordinamento sia concordato con il committente, e non imposto da quest’ultimo (diversamente il rapporto è convertito in un rapporto subordinato vero e proprio); manca un potere gerarchico-disciplinare-direttivo del committente, e questi può anche non decidere tempi e luoghi in cui svolgere l’attività lavorativa.

Restano comunque in piedi le cosiddette co.co.co. genuine, alle quali non si applicano le tutele del lavoro dipendente (ne abbiamo parlato in: Nuove co.co.co. 2020).

Malattia collaboratori

Ad ogni modo, che il contratto di collaborazione sia pienamente genuino o meno, l’obbligo di reperibilità per la visita fiscale per il lavoratore parasubordinato non cambia: tutti i lavoratori parasubordinati, non pensionati e iscritti in via esclusiva alla gestione separata dell’Inps, difatti, percepiscono l’indennità di malattia dall’istituto.

L’indennità spetta se il collaboratore possiede almeno un mese di contributi accreditato nella gestione separata, nei 12 mesi che precedono la data di inizio della malattia, e se soddisfa ulteriori condizioni. Per saperne di più, qui la Guida alla malattia per gli iscritti alla gestione separata.

Ricordiamo che i versamenti dei contributi previdenziali per malattia sono a carico per 1/3 del collaboratore, e per 2/3 del committente, che è anche materialmente obbligato ad effettuarne il pagamento tramite F24, dopo aver trattenuto dal compenso la quota a carico del collaboratore.

L’obbligo di pagamento dei contributi scatta soltanto al pagamento del compenso al collaboratore: il versamento va effettuato entro il 16 del mese successivo al mese di pagamento.

Quali sono gli adempimenti del collaboratore per ottenere l’indennità di malattia?

Il collaboratore iscritto presso la gestione separata, per ottenere l’indennità di malattia, deve innanzitutto recarsi da un medico convenzionato col Ssn, entro il giorno successivo da quello in cui la patologia si è verificata.

Il medico, effettuati gli accertamenti sanitari, invia telematicamente all’Inps l’apposito certificato di malattia, in cui è riportato anche l’indirizzo di reperibilità del collaboratore per la visita fiscale

Il collaboratore ha un anno di tempo per presentare domanda di indennità di malattia all’Inps (direttamente tramite i servizi online, tramite call center Inps o patronato).

Il collaboratore è esonerato dalla visita fiscale?

Il lavoratore parasubordinato, a prescindere dall’eventuale applicazione delle tutele spettanti ai lavoratori dipendenti, può essere sempre sottoposto alla visita fiscale da parte dell’Inps, in quanto percepisce dall’istituto l’indennità di malattia. Può essere esonerato dalla visita fiscale solo se:

  • ha una malattia connessa all’invalidità riconosciuta in misura superiore al 67%;
  • ha una patologia grave che richiede terapie salvavita.

L’assenza del collaboratore durante le fasce orarie di reperibilità può essere giustificata solo in particolari situazioni. Per saperne di più: Casi di assenza giustificata alla visita fiscale

La visita fiscale del collaboratore in malattia può essere inviata sia d’ufficio dall’Inps che richiesta dal committente. Se la durata della malattia è inferiore a 4 giorni, l’Inps non può inviare d’ufficio il medico fiscale, ma la visita può essere richiesta solo dal committente.

Fasce orarie visita fiscale collaboratori

Quali sono le fasce di reperibilità per la visita fiscale per i collaboratori in malattia? In quali orari, dunque, il lavoratore parasubordinato deve rimanere a casa a disposizione del medico dell’Inps? Gli orari entro i quali i collaboratori in malattia devono essere reperibili per le visite a domicilio sono gli stessi previsti per i dipendenti delle aziende del settore privato, e cioè:

  • la mattina, dalle 10 alle 12;
  • il pomeriggio, dalle 17 alle 19.

La visita fiscale può essere effettuata 7 giorni su 7, compresi i festivi e le domeniche, e sin dal primo giorno di malattia.

Che cosa succede se il collaboratore è assente alla visita fiscale?

Anche se al collaboratore non possono essere applicate sanzioni disciplinari, in quanto non è un lavoratore subordinato, sottoposto al potere disciplinare del datore di lavoro, l’assenza alla visita fiscale può determinare anche la perdita completa dell’indennità di malattia.

Per conoscere, nel dettaglio, le sanzioni per l’assenza alla visita fiscale: Assenza alla visita fiscale, ecco le conseguenze.


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