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Prescrizione notifica multe stradali

8 Novembre 2019
Prescrizione notifica multe stradali

Termini per la spedizione della multa a casa, per la notifica della cartella esattoriale o dell’ingiunzione di pagamento del Comune. Come contestare la contravvenzione.

Se tempo fa sei passato col rosso o hai premuto sull’acceleratore proprio in prossimità di un autovelox e da allora non ti è arrivato a casa alcun verbale, è molto probabile che ora ti stia chiedendo qual è la prescrizione notifica multe stradali.

In buona sostanza, il tuo problema è sapere quanto tempo ha la polizia per inviarti la multa a casa e dopo quanti giorni, settimane, mesi o anni non è più dovuto nulla.

Se ti poni questo problema è perché già hai chiaro un concetto basilare in tema di sanzioni amministrative: le contravvenzioni per violazioni del Codice della strada vanno notificate entro degli stretti limiti di tempo. E quand’anche ciò avvenga nel rispetto delle regole, nel caso di omesso pagamento degli importi ingiunti, sarà obbligo dell’amministrazione procedere alla riscossione nei termini massimi fissati dalla legge. 

La prescrizione della notifica multe stradali è, quindi, condizione per legittimare qualsiasi azione esecutiva o fermo auto nei confronti dell’automobilista, il quale ha nel tempo un proprio valido alleato.

Di tanto parleremo meglio in questo articolo. Ti spiegheremo cioè entro quanti giorni il verbale deve essere consegnato al conducente e cosa bisogna fare se questo arriva fuori termine; cosa succede se non si paga e quanto tempo ancora ha l’amministrazione per notificare l’ingiunzione di pagamento o la cartella esattoriale. Ma procediamo con ordine.

Entro quanto tempo deve arrivare la notifica della multa stradale?

Ci sono due modi per contestare un’infrazione stradale. La regola esige la contestazione immediata, ossia nello stesso momento della violazione, al fine di dare al conducente la possibilità di difendersi immediatamente, senza dover ricorrere dopo al giudice. Ma ciò richiede che tanto il poliziotto quanto il trasgressore si trovino, nello stesso luogo, nel medesimo momento. Ciò non succede, ad esempio, nel caso del divieto di sosta o quando l’autovelox viene posto in strade a scorrimento (si pensi sulle autostrade o fuori dai centri urbani). In tali ipotesi, la contestazione avviene in modalità “differita”, ossia con invio del verbale a casa dell’interessato. 

Quando la contestazione è immediata, la notifica è già perfezionata: non c’è ragione di spedire la multa presso la residenza del trasgressore il quale non riceverà null’altro. I termini, quindi, sono rispettati già in partenza. 

Quando, invece, la contestazione è differita, la multa deve essere spedita (fa fede la data del timbro postale) entro massimo 90 giorni da quello dell’infrazione. Non conta, quindi, il successivo momento in cui il verbale viene redatto negli uffici della polizia. 

Se il verbale viene spedito nei termini, ma ricevuto dall’automobilista dopo i 90 giorni, la notifica si considera valida. Allo stesso modo, se l’automobilista non ritira la raccomandata alla posta, la notifica è comunque perfetta. 

La notifica può essere eseguita anche tramite posta elettronica certificata (Pec), ma solo nei confronti dei soggetti tenuti ad avere un indirizzo Pec (imprenditori, società, professionisti).

Il caso della multa per divieto di sosta ha una regola a parte. L’apposizione del verbale sul tergicristalli dell’auto è un semplice gesto di cortesia, per evitare al trasgressore le spese di spedizione della raccomandata, ma non è una notifica vera e propria. Chi non trova nulla sul vetro dell’auto non può ritenere che la notifica sia nulla: ciò che conta, infatti, è la successiva spedizione a casa del verbale della polizia. È del resto da questo momento che si calcolano i giorni necessari al pagamento o al ricorso al giudice. 

Che fare se c’è prescrizione della notifica multe stradali?

Se la notifica della multa viene effettuata otre il termine dei 90 giorni, è onere dell’automobilista contestare il verbale, altrimenti diventa definitivo e inoppugnabile. 

Ci sono tre modi per fare ricorso. 

Il primo è quello di chiedere lo sgravio alla stessa polizia che ha elevato il verbale, inoltrando un ricorso in autotutela. Si tratta, però, di un’istanza informale che non garantisce risposta né sospende i termini del ricorso.

Più sicuro è il ricorso al Prefetto, senza bolli o tasse, che si spedisce con raccomandata entro 60 giorni dalla data di ricevimento della contravvenzione. Il Prefetto deve rispondere entro 210 giorni se il ricorso viene inoltrato direttamente alla Prefettura; entro 180 giorni se, invece, il ricorso viene inoltrato per il tramite dell’autorità che ha elevato la multa (ad es. la polizia).

C’è, infine, la possibilità di ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dal ricevimento della contravvenzione. In questo caso, ci sono le spese per il contributo unificato di circa 40 euro.

Quando decadono le multe stradali

Una cosa è il termine entro cui deve avvenire la notifica della multa, un’altra la decadenza dal diritto alla riscossione. Quand’anche la polizia notifichi la multa nei termini, non è detto che l’automobilista non possa liberarsi dal debito. Per capire meglio tale passaggio, dobbiamo fare una breve premessa.

Una volta che la multa diventa definitiva, perché non opposta nei termini (30 giorni per il ricorso al giudice di pace; 60 giorni per il ricorso al Prefetto), l’ente titolare del credito (ad esempio, il Comune per i verbali della municipale) passa alla fase della riscossione. Ciò può avvenire in due modi diversi:

  • con attività gestita direttamente dal Comune, che spedisce l’ingiunzione fiscale;
  • delegando l’agente per la riscossione esattoriale che spedisce la cartella di pagamento. 

Vediamo singolarmente tali ipotesi.

Ingiunzione di pagamento del Comune

La legge stabilisce un preciso termine entro cui il Comune deve notificare il titolo esecutivo al contribuente: esso va portato a conoscenza del soggetto multato «entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo». Se il Comune non rispetta questa data ultima, decade dal diritto di procedere alla riscossione delle somme.

Maggiori chiarimenti in Ingiunzione del Comune per pagamento di multe: 4 motivi di nullità.

Cartella di pagamento

Se il Comune intende delegare l’esattore (ad esempio, Agenzia Entrate Riscossione) per recuperare i propri crediti deve prima inviargli un documento in cui ufficializza il proprio credito e la delega. Tale documento si chiama “ruolo”.

Per legge, il Comune ha massimo 5 anni per formare il ruolo e renderlo esecutivo. Dalla data di esecutività del ruolo a quella della notifica della cartella esattoriale non possono decorrere più di 2 anni. L’automobilista può accertarsi che sia stato rispettato il termine leggendo, nel dettaglio della cartella che gli viene notificata, la data in cui il ruolo è stato reso esecutivo. 

Dopo quanto si prescrivono le multe stradali?

Un ultimo termine da rispettare è quello della prescrizione del debito. La cartella o l’ingiunzione fiscale non possono arrivare dopo 5 anni dalla notifica del verbale. Diversamente, il debito cade in prescrizione e non va più pagato. 

Allo stesso modo, se dopo la notifica della cartella o dell’ingiunzione, passano 5 anni senza invio di solleciti o pignoramenti, si forma la prescrizione.

L’eventuale cartella o ingiunzione notificata oltre tali termini va, però, impugnata al giudice di pace, altrimenti diventa definitiva e inoppugnabile. 


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