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Consorzio e consorziate: spendita requisiti in altri appalti

16 Novembre 2019
Consorzio e consorziate: spendita requisiti in altri appalti

Sono il legale rappresentante di una cooperativa sociale  affiliata ad un Consorzio grazie al quale ha avuto la possibilità, utilizzando i suoi requisiti sia Tecnici che Economici, di aggiudicarsi una commessa importante. Dopo qualche anno abbiamo cercato di partecipare a delle gare di appalto per  nostro conto e quando il consorzio ha saputo di questa cosa ci ha inviato una PEC diffidandoci dal partecipare alla gara in quanto a suo dire non avremmo dovuto dichiarare sia i requisiti riguardanti la capacità economica che l’esperienza acquisita in servizi realizzati attraverso il consorzio per i quali era stata designata la nostra cooperativa in quanto essi sono in capo al consorzio e non alle consorziate. Come è possibile ciò se in tutti gli atti riguardanti tale gestione figura solo ed esclusivamente la nostra cooperativa? Può la nostra cooperativa certificare i sopra citati servizi? Cosa prevede il codice degli appalti in tal senso? Esistono delle sentenze in tal senso?

La diffida del consorzio sembra priva di pregio, e non solo per la sua natura esplorativa. Nella fattispecie, si applica il vecchio codice degli appalti (Decreto del Presidente della Repubblica 05/10/2010 n. 207, G.U. 10/12/2010 n. 288).

In particolare, occorre analizzare l’articolo 94 che, al secondo comma, specifica come il conseguimento della qualificazione da parte del consorzio non pregiudica la contemporanea qualificazione delle singole imprese consorziate, anche se sul documento di qualificazione delle medesime dovrà essere segnalata la partecipazione al concorso e l’indicazione di tutti i partecipanti allo stesso, al fine di garantire il rispetto dei concorrenti divieti di partecipazione congiunta alla medesima gara e di partecipazione cumulativa a distinti consorzi.

Ne segue la positiva attribuzione della qualificazione maturata in costanza di consorzio alle singole consorziate, proprio per metterle in condizione di partecipare ad altre procedure concorsuali, alla pari di tutti gli altri concorrenti.

Quanto detto è, poi, confermato dal successivo comma 4 che, in tema di scioglimento del consorzio stabile ai consorziati, attribuisce pro-quota i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi maturati a favore del consorzio in quanto da questi non assegnati in esecuzione ai consorziati. Le quote di assegnazione sono proporzionali all’apporto reso dai singoli consorziati nell’esecuzione dei lavori nel quinquennio antecedente.

Laddove, tuttavia, come nel caso di specie, il consorzio non si sia sciolto, il principio è quello della concorrente spendita dei requisiti: il che appare ovvio, posto che, come non si è mancato di osservare, non sarebbe regola razionale quella che autorizzasse una partecipazione in certo senso menomata delle consorziate alle gare d’appalto soltanto perché il consorzio di cui fanno parte non si è ancora sciolto.

Dagli atti s’evince che, nel contratto di appalto, Voi avete agito in autonomia, essendo considerati come esecutori indipendenti. Inoltre, sembra che non si tratti di un consorzio ordinario, preposto in modo permanente alla partecipazione alle procedure d’appalto, ove i requisiti sono maturati dal consorzio sempre grazie all’apporto di tutte le consorziate, ma si tratta di un consorzio che ha designato la singola consorziata all’esecuzione della commessa e che, quindi, avendo essa maturato il requisito in modo indipendente, può spenderlo singolarmente anche in altre procedure d’appalto a condizione che ovviamente non partecipi a tale procedura anche il consorzio.

Tale ricostruzione è pacifica e discende dalla norma in questione, oltre che da orientamento pacifico della giurisprudenza amministrativa. Infatti, secondo una recentissima sentenza del Consiglio di Stato (sez. V – 22/07/2019, n. 5124), qualora il consorziato abbia agito sì in nome del consorzio quale suo affidatario, ma comunque singolarmente senza alcun rapporto di altro consorziato o anche parzialmente dell’intera struttura, appare del tutto naturale che il medesimo possa spendere i requisiti maturati per quel lavoro o per quel servizio affidatogli dal consorzio quali titoli di partecipazione ad altra gara pubblica: solamente in questo modo può essere interpretato l’inciso dell’art. 94, comma 4, per cui sono attribuiti pro-quota i requisiti […] maturati a favore del consorzio in quanto da questi non assegnati in esecuzione ai consorziati.

Pertanto, non può essere preclusa al consorziato esecutore indipendente, anche se in nome del consorzio, la spendita quale requisito delle attività rese in tale ultima veste (e ciò in coerenza con il comma 3, che – per quanto precisato – non può che significare che l’azione del consorziato non può soffrire dall’aver agito indipendentemente sia pure quale longa manus del consorzio, così come il consorzio unitamente potrà giovarsi dell’esecuzione di servizi e lavori del singolo consorziato fatta in tale veste.

Nella fattispecie, sebbene abbiate agito come longa manus del consorzio, i requisiti che avete maturato per effetto dell’appalto in questione, avendo proceduto in maniera indipendente, possono essere utilizzati senza preclusione.

Alla luce di ciò, possiamo quindi concludere affermando che il requisito maturato dalla consorziata, la quale ha agito indipendentemente dalla struttura del consorzio e dalle altre consorziate, può essere utilizzato in altre gare, a meno che non partecipi lo stesso consorzio (in quest’ultimo caso sarebbe alterata la par condicio).

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla



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