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Chi può ricevere una donazione?

10 Novembre 2019
Chi può ricevere una donazione?

Legittimazione a ricevere una donazione: la capacità di accettare l’atto. I minori, i soggetti non ancora nati, gli incapaci e le società.

Vuoi intestare una casa a tuo figlio, ma è ancora minorenne e non sai se si può fare. Vuoi esprimere la tua gratitudine a un amico che ti è stato vicino nel momento del bisogno donando a suo nipote dei soldi, ma quest’ultimo è ancora nella pancia della mamma. Oppure, più semplicemente, vuoi regalare a tuo fratello, molto più giovane di te, un terreno di cui sei proprietario, ma lui è disabile e non sai se può firmare il rogito notarile. 

In tutti questi casi, potresti porti lo stesso problema: chi può ricevere una donazione? Per poter accettare una donazione bisogna essere necessariamente già nati, maggiorenni e nel pieno delle proprie capacità mentali? 

Piuttosto che chiedere a un avvocato o ad un notaio, che potrebbe farti pagare per la consulenza fornita, preferisci informarti da solo su internet, salvo poi approfondire la questione con un esperto del settore. Così hai digitato sul motore di ricerca proprio il tuo quesito: a chi si può fare una donazione? 

I risultati che ti sono apparsi contengono parole difficilmente comprensibili. Si parla spesso di capacità giuridica ad accettare la donazione, termini che il tuo vocabolario di “non addetto ai lavori” non conosce bene. Ti serve una guida che ti spieghi, in modo pratico e semplice, chi può ricevere una donazione. Ed eccoti nel posto giusto. Qui di seguito, troverai tutti i chiarimenti che fanno al caso tuo.

Non voglio dilungarmi oltre e ti lascio alla spiegazione pratica. 

Chi può donare?

La legge regola diversamente la capacità di donare e quella di ricevere la donazione. Nel primo caso, infatti, viene richiesta maggiore cautela visto che l’atto comporta una riduzione del patrimonio del donante e non può più essere revocato. Nel secondo caso, invece, l’atto si risolve in un incremento del patrimonio, sicché, come vedrai a breve, non sono presenti molti limiti. 

Il Codice civile stabilisce che non possono donare coloro che non hanno la piena capacità di disporre dei propri beni (la cosiddetta «capacità d’agire» che spetta di norma dopo i 18 anni). Parliamo, quindi, dei minorenni, del fallito, degli interdetti e degli inabilitati. Costoro non possono donare i propri beni a nessuno. 

Le persone giuridiche – ad esempio, le società – possono invece donare. Questo almeno è l’attuale orientamento della giurisprudenza. 

È ammessa la donazione per il beneficiario dell’amministrazione di sostegno. La sua capacità può essere esclusa solo in presenza di una specifica limitazione nel decreto di nomina dell’amministratore.

Chi può ricevere una donazione?

Al contrario, il donatario – colui che ricevere la donazione – non ha bisogno della piena capacità di disporre dei propri beni ossia della capacità d’agire. È sufficiente la «capacità giuridica», ossia di assumere la titolarità di un rapporto giuridico, cosa che di norma scatta già con la nascita. 

Donazione a un bambino non ancora nato

È possibile donare a un bambino ancora nel grembo della madre, ossia concepito ma non nato (è il cosiddetto «nascituro concepito», ossia che sta per nascere). La donazione è, tuttavia, valida solo se accettata dai genitori con l’autorizzazione del giudice tutelare. In tal caso, la donazione diventa efficace solo nel momento della nascita e non prima (quindi, la sua efficacia è sospesa). Nel frattempo, l’amministrazione dei beni donati, salvo diversa disposizione, compete al donante o ai suoi eredi che possono essere obbligati a prestare idonea garanzia. 

È possibile anche donare al nascituro non ancora concepito figlio di una determinata persona vivente al tempo della donazione. Ad esempio, è il caso di Mario che, alle nozze del figlio, dona la propria casa al nipote che eventualmente un giorno dovesse nascere dal suddetto matrimonio. Anche in tal caso la donazione è valida, ma deve essere accettata dai genitori con l’autorizzazione del giudice tutelare.

La donazione è subordinata, anche qui, alla futura nascita del figlio. Il bene resta nella disponibilità del donante che lo amministra. L’unico effetto della donazione è allora quello di rendere irrevocabile la donazione. 

La donazione in favore di un concepito è valida ove il concepimento sia avvenuto e che, di conseguenza, la nascita avvenga entro trecento giorni dal perfezionamento della donazione. Se così non fosse, la donazione dovrebbe considerarsi nulla per difetto di uno dei soggetti del contratto. 

Al contrario, per la validità della donazione al nascituro non ancora concepito è necessario che il soggetto, o i soggetti, indicati dal donante quali le persone da cui il nascituro potrà essere concepito, siano viventi al tempo della donazione. Al riguardo, la legge non fissa limiti di età; pertanto, il genitore del donatario può essere tanto un neonato quanto una persona avanti negli anni, purché ancora in grado di avere figli. Il donante non deve necessariamente stabilire un termine entro il quale la nascita del donatario deve avvenire.

Donazione a un minorenne

Per quanto riguarda coloro che non hanno ancora compiuto 18 anni, è possibile donare un bene a un minorenne; la donazione deve, però, essere accettata dai genitori con l’autorizzazione del giudice tutelare. Se i genitori non vogliono o non possono accettare la donazione, il tribunale può nominare al figlio un curatore speciale, il quale a sua volta dovrà chiedere l’autorizzazione al giudice tutelare per compiere l’atto in nome e per conto del minore. 

Per il minore emancipato, occorrerà l’assistenza del curatore e l’autorizzazione del giudice tutelare; ugualmente è a dirsi per l’inabilitato. 

Donazione a incapaci

L’interdetto può accettare una donazione solo se l’accettazione avviene per il tramite del tutore a sua volta autorizzato dal giudice tutelare. Stesso discorso per l’inabilitato: la donazione richiede il consenso del curatore e l’autorizzazione del giudice tutelare.

È possibile donare al beneficiario di un’amministrazione di sostegno. La donazione richiede il consenso dell’amministratore e l’autorizzazione del giudice tutelare; se l’amministratore ha funzione di rappresentanza spetta a lui accettare la donazione.

È, invece, nulla quella donazione fatta a favore del tutore o del protutore. Il divieto si riferisce al minore divenuto maggiorenne o all’interdetto cui sia stata revocata l’interdizione, atteso che, se sussiste uno stato di incapacità non c’è proprio la possibilità di effettuare la donazione. La motivazione del divieto viene rinvenuta nella particolare situazione di debolezza psicologica e di inferiorità nella quale si trovano gli ex minori ed ex interdetti nei confronti dell’ex tutore (o protutore). 

Donazione a società

Si può donare a una società con scopo di lucro (ad esempio, una Srl, una Spa, una Snc, ecc.), alle società cooperative, alle associazioni senza scopo di lucro e, infine, anche agli enti pubblici. 

Donazione a notaio

È nulla la donazione fatta a favore del notaio rogante e dei testimoni che hanno partecipato all’atto.



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