Fertilità maschile: ecco come può migliorare

8 Novembre 2019
Fertilità maschile: ecco come può migliorare

Uno studio dimostra l’efficacia della dieta mediterranea nel migliorare la fertilità maschile. I prodotti bio combattono gli effetti dell’inquinamento.

C’è una dieta in grado di migliorare significativamente la fertilità maschile: è la dieta mediterranea, in grado di migliorare la qualità del seme e di disintossicare dagli agenti inquinanti, come i metalli, che lo compromettono.

Lo dimostra una ricerca condotta da un team dell’Asl di Salerno, che ha effettuato lo studio Fast (Fertilità ambiente, stili di vita), un trial che fa parte del progetto multidisciplinare di biomonitoraggio umano, enominato EcoFoodFertility, finanziato dal ministero della Salute e che vede tra i suoi partner l’Istituto superiore di sanità, l’Università di Brescia, il Cnr, l’Enea e le Università di Milano e di Napoli Federico II.

I risultati dello studio, durato oltre due anni, sono stati presentati oggi al 3° Congresso nazionale della Siru in corso a Milano e riportati dall’agenzia Adnkronos Salute.

Lo studio ha esaminato circa 400 maschi sani adolescenti, non fumatori, omogenei per età (media 19 anni), massa corporea e stili di vita, residenti in tre aree d’Italia fortemente inquinate: Brescia – Caffaro, Valle del Sacco nelFrusinate, Terra dei Fuochi.

Sono state valutate, per ogni gruppo delle tre aree e confrontate fra loro la qualità del liquido seminale, parametri epigenetici, proteomici, stress ossidativo e alcuni tossici ambientali come i metalli pesanti, riscontrando diverse differenze statisticamente significative, in particolare per i tassi di contaminazione fra i soggetti nelle diverse aree con valori medi di concentrazione per area che differivano per alcuni metalli anche fino a 15 volte.

Lo studio sembra mettere un punto fermo sull’efficacia della dieta mediterranea per la fertilità e per disintossicarsi da un ambiente inquinato stando a tavola. I primi risultati hanno dimostrato come il gruppo che ha seguito per circa 4 mesi il modello della dieta mediterranea ricca di verdura, frutta, legumi e cerali provenienti in massima parte da coltivazione biologica, ha migliorato in maniera statisticamente significativa tutti i principali parametri del seme, come numero, motilità e morfologia rispetto al gruppo di controllo che, invece, non ha avuto questo beneficio. Anzi, il segno in questo caso era negativo, con modifiche anche della concentrazione dei metalli, per qualcuno fino al 70%.

«In sostanza – dichiara il capo team Luigi Montano, uroandrologo dell’Asl di Salerno, esperto in Patologia Ambientale e co-presidente della Società italiana riproduzione umana (Siru) – anche se questi sono i primi dati analizzati, sembrano abbastanza indicativi nel dimostrare non solo il ruolo protettivo della dieta mediterranea con prodotti bio sulla salute umana a partire dalla fertilità, ma anche come sia possibile, in attesa di azioni di risanamento ambientale, adottare misure di ‘resilienza’ individuali con stili di vita e alimentari corretti per controbilanciare gli effetti negativi dell’inquinamento».

Lo specialista aggiunge che «tali misure di prevenzione hanno tanto più efficacia se effettuate proprio nelle età di maggiore plasticità biologica e comportamentale come quella adolescenziale, età dove si acquisiscono più  facilmente stili di vita errati che possono compromettere la salute riproduttiva e la salute complessiva, favorendo lo sviluppo di patologie cronico-degenerative in età adulta e, tramite i cambiamenti dell’epigenoma spermatico, nella stessa progenie».


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