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Truffe telefoniche ad anziani: sgominata organizzazione

8 Novembre 2019
Truffe telefoniche ad anziani: sgominata organizzazione

Il business illecito fruttava 200 mila euro a settimana: vittime anziani raggirati da telefonate truffaldine, indotti a versare soldi e a consegnare gioielli.

51 arresti tra Napoli e Milano eseguiti oggi dai Carabinieri nell’ambito di una maxi operazione diretta dalla Procura di Napoli. Così è stata scoperta e sgominata l’organizzazione facente capo al clan camorristico dei Contini.

L’indagine culminata oggi con le misure cautelari eseguite era nata nel 2015 a seguito di alcune denunce di truffe subite da anziani, raggirati con delle telefonate nelle quali veniva rappresentata la necessità di pagare urgentemente per far fronte alle spese legate ad incidenti, mai avvenuti, nei quali erano coinvolti familiari.

Una di queste articolazioni operava in Spagna, dove era stata realizzata una centrale telefonica dalla quale partivano le telefonate agli anziani. Gran parte dei “call center” utilizzati per raggiungere telefonicamente gli anziani era invece situata a Napoli: le indagini, iniziate nel 2015 a seguito di una serie di denunce, si sono concentrate proprio sull’individuazione delle celle telefoniche.

Ecco come funzionava il sistema, riportato dalla nostra agenzia stampa Adnkronos. Il telefonista, italiano, parlava fluentemente e con il suo eloquio era capace di intrattenere al telefono la vittima convincendola della necessità di pagare dei soldi per aiutare un familiare coinvolto in un incidente.

Le schede utilizzate per le telefonate venivano gettate dopo un solo giorno. La truffa era pensata in ogni suo particolare: per convincere la vittima che la telefonata arrivava da una caserma dei Carabinieri o da una stazione di Polizia, il telefonista si avvaleva di un finto sottofondo di sirene di auto delle forze dell’ordine.

Anche quando la vittima, per diffidenza, interrompeva la conversazione per telefonare al 112 o al 113, in realtà il telefonista manteneva la comunicazione attiva, rispondendo egli stesso alla seconda chiamata.

I truffatori erano ben organizzati anche per sviare le indagini: oltre al trucco delle schede utilizzate nell’arco di una sola giornata, era stato ideato un sistema di noleggio delle automobili che servivano per compiere le truffe in trasferta utilizzando sempre una società di noleggio diversa, anche se tutte erano dislocate sul territorio campano.

L’unica “falla” era nell’utilizzo dello stesso avvocato per tutti i singoli truffatori arrestati in giro per l’Italia, destinati a processi per direttissima e spesso immediatamente scarcerati. Anche da questo aspetto gli investigatori sono partiti per individuare una mente unica dietro al sistema delle truffe che, inizialmente, appariva come polverizzato e frutto dell’iniziativa di singoli truffatori spregiudicati anziché di un’unica organizzazione, come è stato accertato.

Il business truffaldino poteva fruttare anche 200mila euro a settimana, come spiegato da uno degli indagati in un’intercettazione telefonica. Quello delle truffe agli anziani si è rivelato essere un vero e proprio comparto produttivo per il clan camorristico.

Secondo gli investigatori, per il clan Contini le truffe agli anziani erano diventate “una fabbrica di denaro senza fine”. Gli anziani venivano privati di soldi ma anche, qualora non fossero immediatamente disponibili contanti, spesso erano anche disposti a privarsi di gioielli di famiglia.

Così il Gip, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto anche il sequestro di una gioielleria, sita a Napoli in corso Garibaldi, che veniva utilizzata per reimmettere sul mercato i gioielli che venivano raccolti con questo meccanismo. Nell’ordinanza sono state ricostruite centinaia di truffe, molte delle quali consumate, altre fortunatamente solo tentate.

Per approfondire il tema leggi anche truffe telefoniche agli anziani: come difendersi.


1 Commento

  1. Perché non provano a chiamare me???… Non che mi ritenga essere più furbo o “attento” di altri, ma – come càpita ormai da tempo inenarrabile quasi quotidianamente con altri tentativi estorsivi di contratti (luce, gas, tel) – ai malcapitati che ci si volessero cimentare come minimo gli faccio venire l’orticaria sotto la lingua… Volete il mio numero, FARABUTTI???… Girate la ruota e comprate una vocale!!! In ogni caso devo spezzare una lancia in favore della giustizia che NON provvede A PRIORI a mettere questi individui nella condizione di non nuocere. Lo so, non è facile, i farabutti cambiano pelle a ogni refolo di vento, ma i controllori che cosa controllano visto che arrivano sempre a… babbo morto???…

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