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Contanti e spese condominiali: cosa cambierà?

10 Novembre 2019 | Autore:
Contanti e spese condominiali: cosa cambierà?

Proprietari ed inquilini saranno tenuti a fare dei pagamenti tracciabili? Quando è possibile versare le quote a rate per non raggiungere il limite?

Come sicuramente sai già, nella politica che il Governo vuole attuale per combattere l’evasione fiscale è stata inserita la norma che dal 1° luglio 2020 vieta l’uso dei contanti sopra i 2.000 euro, limite che passerà a 1.000 euro dal 1° gennaio 2022. Un colpo al «nero» la cui efficacia giudicherà il tempo. Intanto, i comuni cittadini devono cominciare ad organizzarsi ed a rivedere le loro abitudini. Sarà necessario, ad esempio, lasciare traccia di un prestito di denaro al proprio figlio o di un qualsiasi pagamento che superi quella cifra. Lo stesso succederà quando entrerà in vigore il nuovo limite per l’uso dei contanti con le spese condominiali: cosa cambierà?

Tutto dipende da quel che è stato deciso a monte, cioè quando hai comprato la casa o sei entrato a vivere come inquilino. In alcune realtà, le spese condominiali non arrivano ai 2.000 euro l’anno quindi, in teoria, il problema non si porrà per loro il 1° luglio prossimo. Sorgerà per la maggior parte dei condòmini e degli inquilini, invece, un anno e mezzo dopo, quando il limite per l’uso dei contanti verrà abbassato a 1.000 euro. Cifra molto facile non solo da raggiungere ma anche da superare ogni anno con le spese condominiali. A questo punto, cosa cambierà rispetto ad oggi? Vediamo.

Contanti: come cambiano i limiti

È bene ricordare, innanzitutto, come cambieranno esattamente i limiti dell’uso dei contanti così com’è stato deciso dal Governo nell’ultima manovra economica.

Fino ad oggi, e dal 1° gennaio 2016, è possibile scambiare del denaro in contanti senza dare alcuna spiegazione al Fisco fino alla cifra di 2.999,99 euro. Dai 3.000 euro in su occorre lasciare una traccia del pagamento effettuato attraverso un bonifico, un assegno o mediante l’utilizzo della moneta elettronica, cioè carta di credito o Bancomat. Tale soglia resta in vigore fino al 30 giugno 2020.

Dal giorno dopo, cioè dal 1° luglio 2020, chi vuole o deve spendere almeno 2.000 euro dovrà farlo attraverso uno dei sistemi di pagamento tracciabili che abbiamo appena citato. Significa che il passaggio di denaro contante di mano in mano può avvenire fino a 1.999,999 euro.

Sarà così fino al 31 dicembre 2021. Il tempo di fare gli auguri per il nuovo anno ed ecco che il limite dei contanti scenderà ancora di altri 1.000 euro. Vuol dire, dunque, che dal 1° gennaio 2022 potrai pagare in contanti solo fino a 999,99 euro. Dai 1.000 euro in poi, tocca fare bonifico, assegno, ecc.

Bada bene, perché il Governo ha pensato a questa norma in modo tale da scansare la fregatura. Dove per fregatura si intende non il fatto che si continui a far girare dei rotoli di banconote sottobanco (sarà dura interrompere del tutto una pratica che molti hanno nel proprio Dna). Piuttosto, si vuole evitare di legalizzare una pratica che aggirerebbe il problema: quella di frazionare il pagamento in piccole cifre che non raggiungono la soglia massima stabilita per l’uso dei contanti, in modo da non lasciare traccia dei versamenti. Questa soluzione non è ammessa, tranne in qualche caso. Vuoi vedere che l’eccezione riguarda proprio il pagamento delle spese di condominio?

Contanti: cambierà qualcosa sulle spese di condominio?

Dal 1° luglio 2020, cioè da quando entrerà in vigore il nuovo limite dei contanti a 2.000 euro, cambierà qualcosa sulle spese di condominio? Sostanzialmente sì, per chi possiede un immobile in un edificio (o per chi ci abita in affitto) le cui spese superino quella cifra e vengano pagate in un’unica soluzione. La platea degli interessati aumenterà in modo esponenziale dal 1° gennaio 2022, quando la soglia dei contanti scenderà a 1.000 euro, cifra che praticamente tutti raggiungono ogni anno.

Questo significa che se oggi si pagano le spese condominiali in contanti all’amministratore del condominio, dalle date che abbiamo indicato occorrerà fare un assegno oppure un bonifico bancario o un Mav direttamente sul conto del condominio stesso. Pratica alla quale dovrà abituarsi chi per anni e anni è abituato a mettere i soldi in una busta da consegnare a chi di dovere, come ad esempio i proprietari o gli inquilini più anziani.

Va sottolineato che la norma sull’uso dei contanti riguarda il trasferimento di denaro tra soggetti diversi «costituenti distinti centri di interesse», come ha precisato la Guardia di Finanza. Poiché il proprietario o l’inquilino di un appartamento ed il condominio sono due soggetti distinti, ecco che il limite all’uso dei contanti viene applicato anche per quanto riguarda le spese condominiali.

Contanti: le spese di condominio si possono pagare a rate?

Dicevamo prima che la legge vieta l’uso dei contanti anche mediante frazionamenti artificiosi mirati ad escludere il ricorso a strumenti di tracciabilità (bonifici, assegni, moneta elettronica, ecc.).

Nel caso delle spese condominiali, però, nulla vieta ad un condomino di pagare una quota ogni mese sempre che così sia previsto dall’assemblea tramite una delibera di approvazione. In altre parole: se le spese di condominio ordinarie sono pari o superiori a 2.000 euro (oppure a 1.000 euro dopo il 1° gennaio 2022) e l’assemblea ha deciso che possono essere suddivise in 12 quote mensili, il proprietario o l’inquilino può versare in contanti ogni 30 giorni il dodicesimo che gli spetta e che, sicuramente, non supererà il limite stabilito. Si tratta, in buona sostanza, di un dilazionamento delle spese condominiali ordinarie e non di un frazionamento artificioso.

Contanti: cambia qualcosa sulle spese straordinarie?

Mettiamo il caso che il condominio abbia bisogno di un intervento di manutenzione straordinaria non previsto nelle spese condominiali ordinarie. In questo caso, l’abbassamento della soglia dei contanti influisce in qualche modo sulla modalità di pagamento?

Dipende dalla cifra che ciascun condomino deve versare. Se, ad esempio, i lavori di ristrutturazione ammontano a 8.000 euro e ci sono 10 condomini nell’edificio, ciascuno di loro dovrà pagare (sempre che abbiano le stesse quote di proprietà) 800 euro. Significa che non viene raggiunta la cifra di 1.000 euro, pertanto anche dopo il 1° gennaio 2022 potranno pagare la loro quota in contanti all’amministratore. Sarà quest’ultimo a versare il totale dei soldi all’impresa appaltatrice tramite un bonifico parlante in modo che tutti i condòmini possano usufruire delle relative detrazioni fiscali.



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