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Chi può ricevere una raccomandata

10 Novembre 2019
Chi può ricevere una raccomandata

Notifiche: soggetti legittimati a ritirare lettere raccomandate e atti giudiziari: i familiari, gli affini, i conviventi e non, gli estranei o il portiere. 

Il postino non bussa mai due volte: se non sei a casa nel momento in cui il portalettere bussa al campanello per consegnarti una raccomandata, la busta viene depositata all’ufficio postale e lì rimane per 10 giorni in giacenza prima di essere restituita al mittente (i giorni sono 30 per gli atti giudiziari). Tuttavia, per evitare al destinatario l’incomodo di dover recarsi all’ufficio postale per ritirare la busta, il postino, prima di girare i tacchi, tenta sempre di affidarla alla persona di fiducia di questi che potrebbe consegnargliela. Chi sono queste persone di fiducia? Chi può ricevere una raccomandata? È quello che cercheremo di capire in questo articolo.

Soggetti legittimati a ricevere una raccomandata

Se, quando si tratta di ritirare la raccomandata all’ufficio postale, l’incarico può essere affidato a chiunque, previa delega firmata dal destinatario effettivo (a cui bisogna allegare copia del documento d’identità), non è così invece quando si tratta di ritirare la busta direttamente dalle mani del postino.

Il tuo vicino di casa, tanto per fare l’esempio, non avrebbe alcun potere di chiedere al portalettere la consegna dell’atto, dietro rassicurazione di consegnartelo al più presto. Sarebbe, oltre ad una violazione della privacy, una causa di nullità della notifica. Ragion per cui, qualsiasi sia il contenuto della raccomandata, questa si ritiene mai ricevuta dal destinatario.

La legge indica precisamente chi può ricevere una raccomandata al posto dell’effettivo destinatario. Vediamo allora qual è il contenuto di tale norma.

Norme che regolano la notifica di atti giudiziari e la consegna di raccomandate 

Sono due le disposizioni che vengono in rilievo. La prima è il Codice di procedura civile che, con riferimento alle notifiche degli atti giudiziari, indica solo alcuni soggetti legittimati a ritirare il plico al posto del destinatario qualora questi sia momentaneamente assente dalla propria dimora.

La norma dice: «Se il destinatario non viene trovato [nel Comune di residenza, nell’abitazione o dove lavora], l’ufficiale giudiziario consegna copia dell’atto a una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, purchè non minore di quattordici anni o non palesemente incapace».

In mancanza di tali persone, la raccomandata «è consegnata al portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda, e, quando anche il portiere manca, a un vicino di casa che accetti di riceverla».

«Se il destinatario vive abitualmente a bordo di una nave mercantile, l’atto può essere consegnato al capitano o a chi ne fa le veci».

La seconda disposizione che si occupa di chi può ricevere una raccomandata è inserita nella normativa che regola il funzionamento del servizio postale in merito a notificazioni di atti a mezzo posta [2]. Qui si afferma, specularmente al Codice di procedura civile, che la notifica può essere fatta a persona di famiglia che conviva anche temporaneamente con il destinatario dell’atto o addetta alla casa o al servizio del destinatario, purché il consegnatario non sia persona manifestamente affetta da malattia mentale o abbia età inferiore a quattordici anni.

Le due norme sono molto simili e sovrapponibili. Ragion per cui potremo trattarle congiuntamente.

Persona di famiglia 

Il primo gruppo di persone a cui il postino può consegnare la raccomandata in assenza del destinatario sono le persone di famiglia. 

Nel concetto di persona di famiglia si fanno rientrare, ad esempio, i figli, il coniuge, gli eventuali genitori conviventi, ma anche il partner della coppia di fatto per via della raggiunta equiparazione tra conviventi e coppie sposate. Non sarebbe tale, però, il collega di lavoro o di università con cui si divide l’appartamento: la raccomandata consegnata a costoro non potrebbe mai dirsi arrivata a destinazione.

Al concetto di parentela viene poi equiparato anche quello di affinità [1]. Gli affini sono i parenti del coniuge: quindi, il cognato, la suocera o il suocero, la nuora, ecc. 

La persona di famiglia non deve essere necessariamente un convivente stabile. L’importante è che la sua presenza in casa del destinatario non sia del tutto occasionale come nel caso della madre che, per un weekend, va a fare visita alla figlia residente in una città lontana ed è da quest’ultima ospitata. Non è neanche il caso della sorella che vive alla porta accanto perché non c’è condizione di convivenza. 

Insomma, ai fini della validità della notifica è sufficiente l’esistenza di un vincolo di parentela o di affinità che giustifichi la presunzione che la “persona di famiglia” consegnerà l’atto al destinatario stesso.

La persona di famiglia poi deve avere almeno 14 anni. Quindi, è legittima la consegna della raccomandata a un minorenne di 14, 15, 16 o 17 anni. Non lo è quella a un tredicenne. 

La persona di famiglia, infine, non deve essere palesemente incapace di intendere e volere. 

Resta, in ogni caso, a carico di colui che assume di non aver ricevuto l’atto, l’onere di provare il carattere del tutto occasionale della presenza del consegnatario in casa propria, senza che a tal fine rilevino le sole certificazioni anagrafiche del familiare medesimo.

Persona addetta alla casa

La persona addetta alla casa è tipicamente la colf, che un tempo veniva detta “domestica” o “donna dei servizi”. Al postino non spetta chiedere un contratto che leghi il/la coadiuvante al destinatario. Basta che sia quest’ultimo/a a qualificarsi come tale. Spetterà poi all’effettivo destinatario, in caso di contestazione, dimostrare il contrario.

Mario riceve una raccomandata con cui gli viene data disdetta dell’affitto. La lettera viene presa, però, da un operaio che, in quel momento, si trova in casa di Mario per dei lavori, mentre quest’ultimo era andato comprare le sigarette. Alla scadenza del contratto, Mario non va via dall’appartamento perché l’operaio dimentica di consegnargli la lettera. Il padrone di casa notifica a Mario una citazione in tribunale per lo sfratto. L’inquilino, però, deduce di non aver mai ricevuto la lettera di disdetta della locazione, sicché il contratto si è automaticamente rinnovato. Mario vincerà la causa perché la consegna della raccomandata non è stata fatta correttamente. 

Addetti sono tutti coloro che hanno un rapporto di solidarietà (ad esempio, il badante o il volontario non retribuito) e di collaborazione diretta col destinatario, purché tale collaborazione si svolga abitualmente nel luogo indicato per la consegna dell’atto. Vi rientra anche un collega di studio; l’amministratore dell’immobile; l’infermiera che assiste in modo continuo un familiare convivente col destinatario.

Portiere

Il portiere deve essere regolarmente assunto. Non può parlarsi, quindi, di portiere quando si tratti di soggetto che svolge tali mansioni di fatto (si pensi al precedente portiere, andato in pensione, che tuttavia resta all’interno dello stabile e saltuariamente svolge, ma senza formale assunzione, le mansioni prima assegnategli). 

Vicino di casa

In realtà, si tratta di un’ipotesi residuale. Non pochi giudici hanno ritenuto nulla la notifica consegnata all’estraneo, anche se convivente nello stesso edificio. Addirittura, ci sono state sentenze che hanno ritenuto nulla la notifica al familiare dimorante in un appartamento diverso rispetto al destinatario, ma inserito nello stesso stabile. 


note

[1] Cass. sent. n. 5729/2012.

[2] Art. 7 Legge n. 890/1982.


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