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Sintomi tumore all’ano

13 Novembre 2019 | Autore:
Sintomi tumore all’ano

Tumore dell’ano: sintomi, fattori di rischio, cause, tipologie, cure e prevenzione. Quali sono i diritti di chi soffre di tumore? Per scoprirlo, leggi il mio articolo.

Tra le numerose forme di neoplasie che possono colpire un individuo, vi è il tumore dell’ano. E’ possibile prevenirlo? Quali sono le cause? Quali sono le terapie consigliate? Prima di addentrarci in questo argomento, devo farti alcune importanti premesse. Partiamo, innanzitutto, dall’analisi della zona interessata dal tumore. E’ risaputo che l’ano collega l’intestino con l’esterno. Non tutti sanno, però, che nella sua parte interna, il canale anale (lungo circa 4 cm) è rivestito da una mucosa composta da diverse tipologie di cellule che possono trasformarsi in cellule tumorali. Oltre al canale anale, il tumore può avere anche origine nell’apertura anale o nelle ghiandole connesse al canale anale, le quali producono muco al fine di favorire il passaggio delle feci.

Tra i principali fattori di rischio del tumore dell’ano vi è l’infezione da Papilloma virus umano (HPV), responsabile anche di altri tumori, come quello della cervice uterina. L’HPV si contrae soprattutto mediante rapporti sessuali con partner infetti. Una delle strategie per prevenire l’infezione e, di conseguenza, la comparsa del tumore è limitare il numero dei partner sessuali e utilizzare il preservativo nel caso di rapporti anali. Tuttavia, l’uso del preservativo non garantisce una protezione completa dall’infezione, in quanto per essere contagiati è sufficiente il semplice contatto con l’area infetta. In questo quadro, si aggiunge però uno studio, il quale ha dimostrato che un uso corretto del preservativo può ridurre del 70% il rischio di contagio.

Quali sono i soggetti maggiormente colpiti? I soggetti che rischiano di ammalarsi di tumore dell’ano sono: i fumatori; coloro che, nel corso della vita, hanno un numero elevato di partner sessuali; chi ha un sistema immunitario debole; chi ha una storia clinica con lesioni benigne frequenti all’ano e al retto (emorroidi, verruche, ascessi) e chi ha avuto precedenti diagnosi di altri tumori (cervice, vagina, vulva, pene) legati al virus HPV. Inoltre, il rischio di sviluppare il tumore dell’ano aumenta con l’avanzare dell’età.

C’è da dire che non tutti i tumori che colpiscono l’ano sono maligni, infatti, tra le forme benigne, è possibile annoverare i polipi (a livello della mucosa del canale anale) o i condilomi (appena al di fuori dell’apertura anale o nella parte più bassa del canale anale, anch’essi causati dal Papilloma virus umano).

Quali sono le diverse forme di cancro dell’ano? I carcinomi a cellule squamose, che rappresentano circa l’80% dei tumori anali; gli adenocarcinomi, che si sviluppano nella parte superiore dell’ano (vicino al retto o nelle ghiandole del canale anale); i melanomi, che riguardano le cellule dell’ano che producono melanina; i carcinomi a cellule basali, che si sviluppano dalle cellule epiteliali che circondano l’apertura anale.

Quali sono i sintomi del tumore all’ano? Talvolta, questa forma di tumore è del tutto asintomatica per lungo tempo e alcuni sintomi sono gli stessi che si riscontrano in presenza di ragadi ed emorroidi, ecco perché è importante rivolgersi al proprio medico curante per fugare ogni dubbio. Per saperne di più, prosegui nella lettura del mio articolo. Per fornirti maggiori informazioni sul tumore dell’ano, abbiamo intervistato il dr. Carlo Pastore, chirurgo specialista in oncologia medica, perfezionato in ipertermia oncologica. Qui di seguito, troverai l’intervista; dopodiché, ti spiegherò quali sono i diritti dei malati oncologici.

Tumore dell’ano: da cosa è caratterizzata questa patologia?

Il canale anale è rappresentato dalla porzione terminale dell’intestino (circa 4 cm) che mette in comunicazione l’intestino stesso con l’ambiente esterno. Le cellule che rivestono questa struttura possono andare incontro a trasformazione in senso tumorale.

Tumore dell’ano: quali sono i sintomi?

Quando si è in presenza di lesioni di piccola dimensione, si può essere asintomatici. Quando le lesioni crescono di dimensione, i sintomi sono variabili ed in genere prurito, senso di peso, senso di presenza di un corpo estraneo, bruciore. Dolore, tenesmo ed emorragia (generalmente, non di entità rilevante) sono tipici della condizione di malattia più avanzata. Se la neoplasia è molto estesa, si può avere compromissione degli organi viciniori: nella donna, con fistolizzazione in vagina o in vescica, nell’uomo con disturbi urinari e, per infiltrazione dei plessi nervosi, impotenza. Le sindromi occlusive sono più rare poiché generalmente, prima che esse di presentino, si giunge alla diagnosi per la restante sintomatologia.

Tumore dell’ano: quali sono le cause?

I fattori di rischio per queste patologie sono l’esposizione ad agenti infettivi (in particolare HPV ed HIV), immunodepressione, il tabagismo, patologie infiammatorie croniche intestinali, precedente esposizione a raggi X, fattori ereditari.

Tumore dell’ano: quali sono i soggetti più a rischio?

L’incidenza della neoplasia aumenta con l’aumentare dell’età. L’età di maggiore incidenza è intorno ai 60 anni. La distribuzione nei due sessi è quasi paritaria; nelle donne predomina come incidenza la forma del canale anale, nell’uomo quella del margine anale.

Tumore dell’ano: quali sono le condizioni pre-cancerose? 

Le neoplasie intraepiteliali del canale anale e della cute perianale sono le più frequenti lesioni precancerose. Dobbiamo poi annoverare la leucoplachia, il condiloma acuminato e gigante, la papulosi bowenoide e la malattia di Paget perianale.

Quali sono le tipologie di tumore che interessano l’ano e con che frequenza si presentano?

Circa l’80% delle neoplasie del canale anale e del margine anale sono carcinomi squamosi; seguono adenocarcinomi. Raramente, si possono osservare dei melanomi.

Tumore dell’ano: come avviene la diagnosi?

La prima manovra diagnostica è l’esplorazione rettale che completa l’esame obiettivo. Per quanto riguarda la diagnostica strumentale, si possono variamente impiegare: l’ecografia transrettale, la TC con mezzo di contrasto, la RMN con mezzo di contrasto e, nelle fasi di studio dell’attività funzionale delle cellule neoplastiche pre e post terapia, anche la combinazione dell’esame PET con fluorodesossiglucosio alla TC. La diagnosi definitiva è poi istologica post prelievo bioptico.

Tumore dell’ano: è possibile prevenirlo? In che modo?

La miglior prevenzione, soprattutto nei soggetti a rischio, è una visita proctologica periodica per monitorare la comparsa di eventuali lesioni meritevoli di escissione o indagine bioptica.

Tumore dell’ano: come si cura?

La terapia di elezione è la combinazione di chemioterapia e radioterapia. Si può ottenere la remissione completa nella maggior parte delle condizioni cliniche. La resezione chirurgica, purtroppo assai demolitiva, è relegata alle forme molto avanzate con distruzione dello sfintere anale.

Tumore dell’ano: quando occorre intervenire chirurgicamente?

Occorre intervenire chirurgicamente nelle condizioni di malattia avanzata in cui esiste già la compromissione irreversibile dello sfintere anale. Inoltre, quando il trattamento combinato di chemioterapia e radioterapia non abbia sortito l’effetto di remissione completa.

Qual è la percentuale di sopravvivenza?

La sopravvivenza globale è molto buona; sommando tutte le varie condizioni supera l’80%.

Quali sono i diritti dei malati di tumore?

Dopo aver analizzato il tumore anale nell’intervista al dr. Carlo Pastore, a seguire ti parlerò dei diritti dei malati di tumore.

Il malato oncologico ha diritto a conoscere il proprio stato di salute e ad ottenere informazioni adeguate alle sue capacità cognitive e al suo livello socio-culturale. Cosa significa? Che i medici devono fornirgli tutte le informazioni necessarie a spiegare la malattia che gli è stata diagnosticata, gli accertamenti e gli esami richiesti; le diverse opzioni terapeutiche con i rispettivi pro e contro; gli eventuali effetti collaterali dei trattamenti (relativi alla sfera lavorativa, sessuale, ecc.). Inoltre, il malato dovrebbe essere informato sulla disponibilità di un sostegno psicologico.

La comunicazione della diagnosi, della cura e della prognosi deve essere quanto più chiara possibile. Dovranno essere indicati i nomi degli specialisti e dei collaboratori che lo prenderanno in cura; gli orari di reperibilità del medico di famiglia; dello specialista, dello psicologo e del personale di sostegno; i nomi dei collaboratori a cui rivolgersi nei giorni festivi e durante la notte.

Inoltre, è possibile richiedere un consulto medico esterno alla struttura in cui il malato è ricoverato al fine di ottenere una relazione medica dettagliata sulla sua situazione clinica, diagnostica e terapeutica. La cartella clinica può essere visionata dal malato e dal suo medico di fiducia durante il ricovero. Il malato o il suo delegato possono richiederne una copia integrale, che dovrà essere consegnata entro 30 giorni dalla richiesta o, in caso di urgenza documentata, nell’immediatezza.

Al momento delle dimissioni, su richiesta, i medici devono fornire una relazione scritta per il medico di fiducia e dovranno riportare ogni indicazione sullo stato di salute del paziente, specialmente sul decorso clinico, sui principali accertamenti effettuati e sui risultati, sulla diagnosi e sulla prognosi, sulle terapie effettuate e su quelle suggerite.

Tra i diritti dei malati oncologici vi sono:

  • l’esenzione dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami appropriati per la cura del tumore, per la riabilitazione e per la prevenzione di ulteriori aggravamenti;
  • la pensione di inabilità e l’assegno di invalidità civile: lo Stato assiste i malati oncologici che si trovano in particolari condizioni di disagio economico e di gravità della patologia mediante il riconoscimento dell’invalidità civile nelle seguenti percentuali: 11%, 70% e 100%. Se il grado di invalidità civile è compreso tra il 74% e il 99% o è del 100%, il malato ha diritto all’assegno di invalidità o alla pensione di inabilità;
  • l’indennità di accompagnamento: sussiste se a causa della malattia o delle terapie oncologiche è stata riconosciuta un’invalidità totale e permanente del 100% e il malato ha problemi di deambulazione o non è autonomo nello svolgimento delle normali attività della vita quotidiana;
  • l’indennità di frequenza: riconosciuta ai minori affetti da tumore che frequentano scuole di ogni ordine e grado (compresi gli asili nido), centri terapeutici, di riabilitazione, di formazione o di addestramento professionale. Non è compatibile con l’indennità di accompagnamento o con altre forme di ricovero. In parole più semplici, possono richiedere l’indennità di frequenza i minori che versano in condizioni meno gravi rispetto a quelle di coloro che hanno diritto all’indennità di accompagnamento;
  • i diritti dei caregiver oncologico: la patologia e le terapie tumorali, spesso, mettono a dura prova le famiglie anche dal punto di vista organizzativo, oltre che emotivo ed economico; pertanto, la legge prevede diversi strumenti a tutela del caregiver in modo da agevolare l’assistenza al malato. In base alle condizioni del paziente, il caregiver può avere diritto a: permessi lavorativi, congedo biennale, congedo straordinario (retribuito o no), esonero dal lavoro notturno, passaggio al lavoro a tempo parziale; scelta della sede di lavoro e trasferimento.


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