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Sono in pensione anticipata: posso lavorare?

2 Dicembre 2019 | Autore:
Sono in pensione anticipata: posso lavorare?

Pensione anticipata ordinaria, contributiva, precoci, quota 100, professionisti: si può continuare a svolgere un’attività lavorativa?

Il divieto di cumulo tra redditi di lavoro e redditi di pensione è stato abolito diverso tempo fa [1], ma non per tutti: alcuni trattamenti, come le pensioni per invalidità e quelle di reversibilità o indirette, difatti, subiscono delle decurtazioni in base ai redditi prodotti dal beneficiario.

Per quanto riguarda le pensioni dirette, invece, solitamente, è prevista la piena cumulabilità del trattamento spettante con i redditi derivanti dall’attività lavorativa.

Quindi, se sono in pensione anticipata posso lavorare?

Non tutti coloro che beneficiano della pensione anticipata, o di anzianità, hanno la possibilità di lavorare: in alcuni casi, addirittura, il trattamento è totalmente non cumulabile con i redditi di lavoro, e lo svolgimento di un’attività lavorativa determina la sospensione della pensione.

Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire quali tipologie di pensione anticipata permettono di continuare a svolgere un’attività lavorativa, o di intraprendere una nuova attività.

Qual è la differenza tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia?

La pensione anticipata e la pensione di anzianità consentono l’uscita dal lavoro, nella generalità dei casi, prima del compimento dell’età pensionabile, cioè dell’età per la pensione di vecchiaia, pari a 67 anni sino al 31 dicembre 2022 in base a un recente decreto.

Quali tipi di pensione anticipata ci sono?

In particolare, la pensione anticipata ordinaria si può ottenere, sino al 31 dicembre 2026, con:

  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

Per aver diritto al trattamento è necessario attendere una finestra di 3 mesi, e non è necessario il rispetto di un’età minima.

Disoccupati di lungo corso, invalidi dal 74%, caregiver e addetti ai lavori gravosi e usuranti possono ottenere la pensione anticipata con soli 41 anni di contributi più una finestra di 3 mesi, se lavoratori precoci, cioè con almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del compimento del 19° anno di età. Qui la Guida alla pensione anticipata precoci. Sia la pensione anticipata ordinaria, che il trattamento per i lavoratori precoci, possono essere ottenuti attraverso il cumulo dei contributi, cioè sommando gratuitamente i contributi accreditati presso diverse casse. Con la totalizzazione, che consiste ugualmente nella possibilità di sommare gratis i versamenti presso casse differenti (sottoponendo però la pensione al ricalcolo contributivo, nella generalità dei casi), si può ottenere la pensione di anzianità con 41 anni di contributi e una finestra di attesa di 21 mesi.

La pensione anticipata contributiva può essere raggiunta, sino al 2022, con i seguenti requisiti:

  • almeno 64 annidi età;
  • non avere contributi al 31 dicembre 1995 o aver richiesto il computo presso la gestione separata Inps;
  • almeno 20 anni di contributi;
  • un assegno di pensione pari almeno a 2,8 volte l’assegno sociale.

La pensione anticipata con opzione Quota 100 si raggiunge, invece, con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi, più una finestra di 3 o 6 mesi, a seconda della categoria di appartenenza.

La pensione di anzianità con Opzione donna può essere ottenuta dalle nate sino al 31 dicembre 1961 (1960 se autonome) con almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2019 e una finestra di 12 mesi (18 per le autonome).

Un’ulteriore prestazione agevolata è la Pensione addetti ai lavori usuranti ed ai turni notturni. Questa pensione di anzianità si può raggiungere con un minimo di 35 anni di contributi e di 61 anni e 7 mesi di età. Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, i requisiti sono aumentati di un anno. Hanno diritto alla pensione d’anzianità anche i lavoratori adibiti a turni notturni, ma le quote sono differenti a seconda del numero di notti lavorate nell’anno.

Infine, vi sono le pensioni di anzianità previste dalle casse dei liberi professionisti, come la pensione di anzianità avvocati, che può essere ottenuta dal 1° gennaio 2020 con 62 anni di età e almeno 40 anni di contribuzione.

Per il diritto alla pensione anticipata bisogna smettere di lavorare?

È bene chiarire che l’Inps non liquida ai lavoratori dipendenti la pensione anticipata, o di anzianità, se prima non cessano l’attività lavorativa: quest’obbligo, non previsto per i lavoratori parasubordinati e autonomi, potrebbe forse essere abolito a breve dalla Corte Costituzionale.

Ad oggi, in assenza di licenziamento, dimissioni o risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, la pensione non spetta: questo, a prescindere dal fatto che il lavoratore possa poi rioccuparsi.

Posso lavorare con la pensione anticipata ordinaria?

Chi ha diritto alla pensione anticipata ordinaria, anche ottenuta in regime di cumulo, può svolgere sia lavoro dipendente, che autonomo o parasubordinato, senza temere decurtazioni o sospensione del trattamento. Lo stesso vale anche per la pensione anticipata contributiva a 64 anni, per la pensione di anzianità in totalizzazione, per la pensione degli addetti ai lavori usuranti e notturni e per l’Opzione donna.

Posso lavorare con la pensione anticipata precoci?

Con la pensione anticipata precoci non è, invece, possibile cumulare il trattamento pensionistico con i redditi di lavoro, dipendente o autonomo, per un periodo di tempo corrispondente alla differenza tra l’anzianità contributiva necessaria per la pensione anticipata ordinaria, cioè 42 anni e 10 mesi di contributi (o 41 anni e 10 mesi per le donne) e l’anzianità contributiva al momento del pensionamento con il requisito contributivo agevolato, pari a 41 anni di versamenti.

In pratica, se il lavoratore si pensiona con 41 anni di contributi non può lavorare per un anno e 10 mesi; se la lavoratrice si pensiona con 41 anni di contributi non può lavorare per 10 mesi. Ai fini del periodo di incumulabilità, non è considerata la finestra di 3 mesi.

Posso lavorare con la pensione quota 100?

La pensione quota 100 non consente di lavorare sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia ordinaria, pari a 67 anni sino al 2022. È consentito solo il lavoro autonomo occasionale, sino a 5mila euro annui. Lo svolgimento dell’attività lavorativa determina la sospensione della pensione nell’anno di produzione del reddito; se nell’anno il pensionato compie 67 anni, la sospensione opera sino al compimento dell’età pensionabile.

Posso lavorare con la pensione di anzianità dei professionisti?

Alcune casse professionali obbligano il professionista che richiede la pensione di anzianità alla cancellazione dall’albo: è il caso della Cassa Forense.

note

[1] Art. 19 Legge 133/2008.


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