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Riduzione donazione: ultime sentenze

8 Giugno 2022
Riduzione donazione: ultime sentenze

Posizione dell’erede legittimario; distinzione tra azione di simulazione volta alla riduzione della donazione e quella diretta all’acquisizione del bene alla massa ereditaria. 

Azione di riduzione di donazione lesiva di legittima

La competenza territoriale esclusiva del giudice del luogo ove si è aperta la successione, di cui all’art. 22, n. 1, c.p.c., riguarda unicamente le cause di divisione dell’universalità dei rapporti giuridici facenti capo ad un comune “de cuius”, tornando ad applicarsi, nelle altre ipotesi, le regole generali, con la conseguenza che non rientra nel campo applicativo della citata disposizione l’azione di riduzione di una donazione per lesione di legittima, salvo che sia proposta cumulativamente con la domanda di divisione, né, tanto meno, la domanda restitutoria delle somme che il convenuto avrebbe prelevato, quale cointestatario, da un conto corrente del “de cuius” durante la vita di questi, non essendo qualificabile tale domanda come petizione ereditaria, che consente all’erede di reclamare soltanto i beni nei quali egli sia succeduto “mortis causa” al defunto e che, dunque, al tempo dell’apertura della successione, erano compresi nell’asse ereditario.

Cassazione civile sez. VI, 12/04/2022, n.11879

Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario

La preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario – richiesta dall’articolo 564 del Cc per la proposizione dell’azione di riduzione delle donazioni e dei legati – non è richiesta per chi sia stato totalmente estromesso dall’eredità, neppure nel caso in cui abbia ricevuto beni dal “de cuius” a titolo di donazione, ovvero si sia impossessato, dopo la sua morte, di beni ereditari, potendo acquisire la qualità di erede soltanto a seguito del favorevole esercizio dell’azione di riduzione e del passaggio in giudicato della relativa sentenza. Ove pertanto impugni per simulazione un atto compiuto dal “de cuius”, a tutela del proprio diritto alla reintegrazione della quota di legittima, agisce, sia nella successione testamentaria che in quella “ab intestato”, in qualità di terzo e non in veste di erede, come tale, non è tenuto agli adempimenti prescritti dall’articolo 564 del Cc, né vi è tenuto quando agisca per far valere una simulazione assoluta o anche relativa, ma finalizzata a far accertare la nullità del negozio dissimulato.

Cassazione civile sez. II, 11/02/2022, n.4528

Parenti collaterali ed azione di riduzione

I parenti collaterali, fratelli e nipoti (figli dei germani) del de cuius non vantano un interesse giuridico concreto ed attuale ad ottenere una dichiarazione di una simulazione di un atto di cessione di un bene a titolo oneroso dal soggetto deceduto ad uno degli eredi, non rientrando i collaterali tra gli eredi legittimi, di cui all’art. 536 c.c., e pertanto non legittimati a procedere ad un’azione di riduzione con la quale colpire la donazione fatta in vita per farla rientrare nell’asse ereditario.

Tribunale Benevento sez. II, 02/02/2022, n.238

Donazione rimuneratoria e liberalità d’uso in occasione di servizi resi

La donazione remuneratoria, la quale consiste nella liberalità fatta per riconoscenza o in considerazione dei meriti del donatario ovvero per speciale remunerazione, è una donazione vera e propria, perciò assoggettata alla disciplina della reintegrazione di quanto spetta ai legittimari ed all’azione di riduzione; al contrario, affinché si realizzi una liberalità in occasione di servizi resi, non implicante gli effetti normali della donazione, occorre, da un lato, che l’attribuzione venga effettuata in funzione di corrispettivo o in adempimento di un’obbligazione derivante dalla legge ovvero in osservanza di un dovere nascente dalle comuni norme morali e sociali e, dall’altro, che sussista una qual certa equivalenza economica fra il suo valore e quello dei servizi ricevuti dal disponente. Allorché l’elargizione da parte del donante sia diretta anche al soddisfacimento di prestazioni ricevute, infine, l’intero rapporto è regolato in base al criterio della prevalenza, ricercando quale dei due cennati intenti si sia voluto principalmente perseguire.

Cassazione civile sez. II, 24/12/2021, n.41480

Domanda di riduzione della donazione dissimulata

Ai fini della prova della simulazione di un contratto di vendita posto in essere dal de cuius per dissimulare una donazione, l’erede può essere considerato terzo ed, in quanto tale, beneficiare delle agevolazioni probatorie previste dall’art. 1415 c.c. (dunque dare la prova della simulazione per testimoni – artt. 2724 e 2725 c.c. – e/o per presunzioni – art. 2729 comma 2 c.c.). Ciò a condizione che contestualmente all’azione di simulazione venga proposta domanda di riduzione della donazione dissimulata, in quanto l’erede legittimo che miri semplicemente a far rientrare nella massa ereditaria un bene che assume solo apparentemente uscito dal patrimonio del de cuius non lamenta lesione dei diritti successori a lui riconosciuti, ma fa valere nella sua sola qualità di successore universale subentrato nei rapporti facenti capo al de cuius, un diritto ricompreso nel patrimonio di quest’ultimo. Come tale, egli assume, rispetto al contratto simulato, veste di parte contraente, con tutte le limitazioni probatorie del caso.

Tribunale Brescia sez. III, 18/11/2021, n.2812

Contraenti della donazione dissimulata

L’erede legittimario che chieda la dichiarazione di simulazione di una vendita compiuta dal de cuius siccome celante una donazione, assume la qualità di terzo rispetto ai contraenti – con conseguente ammissibilità della prova testimoniale o presuntiva senza limiti o restrizioni – quando agisca a tutela del diritto, riconosciutogli dalla legge, all’intangibilità della quota di riserva, proponendo in concreto una domanda di riduzione, nullità o inefficacia della donazione dissimulata. In tale situazione, infatti, la lesione della quota di riserva assurge a causa petendi accanto al fatto della simulazione e il legittimario – benché successore del defunto – non può essere assoggettato ai vincoli probatori previsti per le parti dall’articolo 1417 c.c.

Né assume rilievo il fatto che egli – oltre all’effetto di reintegrazione – riceva, in quanto sia anche erede legittimo, un beneficio dal recupero di un bene al patrimonio ereditario, non potendo applicarsi, rispetto a un unico atto simulato, per una parte una regola probatoria e per un’altra una regola diversa.

Cassazione civile sez. II, 08/09/2021, n.24178

Azione di riduzione ereditaria: obblighi dell’attore

L’azione di riduzione ha carattere personale, essendo finalizzata a rendere inefficaci nei confronti dell’attore le disposizioni ereditarie e di donazione che abbiano comportato una lesione della quota di legittima. Il legittimario che propone l’azione, però, è tenuto a determinare con esattezza il valore della massa ereditaria e la lesione della quota di riserva al fine di consentire al giudice di procedere alla reintegrazione.

Tribunale Nocera Inferiore sez. I, 16/07/2021, n.996

Prova della simulazione della vendita posta in essere dal de cuius per dissimulare una donazione

Per principio generale la simulazione può essere provata senza limiti (dunque anche per testimoni e per presunzioni) se ad agire siano i creditori o i terzi, mentre le parti stipulanti possono provare la natura simulata dell’atto dalle stesse concluso soltanto mediante la produzione della contro dichiarazione attestante la simulazione assoluta o la simulazione relativa. Nella specifica ipotesi di una simulazione di compravendita posta in essere dal de cuius per dissimulare una donazione, l’erede legittimario può ritenersi terzo, rispetto agli atti impugnati, con conseguente ammissibilità senza limiti della prova della simulazione solo se contestualmente all’azione di simulazione proponga anche una domanda di riduzione della donazione dissimulata, facendo valere la sua qualità di erede legittimario.

Tribunale Lanusei sez. I, 14/06/2021, n.131

Domanda giudiziale di riduzione

In tema di domanda giudiziale di riduzione, colui che possiede un bene in virtù di un atto a titolo gratuito o di una disposizione testamentaria, possiede in virtù di un titolo idoneo a trasferire il dominio, il quale è originariamente valido e tale rimane fino a che non sia esercitata l’azione di riduzione, il cui accoglimento ne determina appunto l’inefficacia, con effetto dalla data della domanda giudiziale. La norma del secondo comma dell’art 561 cod. civ. costituisce un’applicazione del suddetto principio e, pertanto, in ogni caso di disposizione testamentaria o di donazioni, soggette a riduzione, i frutti dei beni da restituire sono dovuti al legittimario con decorrenza dalla domanda giudiziale. Quindi, dal momento della notifica della domanda giudiziale di riduzione della donazione per lesione di legittima, che la presunzione del possesso di buona fede cessa di caratterizzare il possesso del donatario sui beni ricevuti, sicché anche in tale prospettiva non sarebbe giustificato anticipare la debenza dei frutti alla data dell’apertura della successione.

Tribunale Termini Imerese sez. I, 31/05/2021, n.567

Azione di divisione ereditaria e azione di riduzione: differenze

L’azione di divisione ereditaria e quella di riduzione sono fra loro sostanzialmente diverse, perché la prima presuppone l’esistenza di una comunione tra gli aventi diritto all’eredità che, invece, non sussiste nella seconda, ove il “de cuius” ha esaurito il suo patrimonio in favore di alcuni di tali aventi diritto, con esclusione degli altri, mediante atti di donazione o disposizioni testamentarie. Ne consegue che la domanda di riduzione, pur potendo essere proposta in via subordinata rispetto a quella di divisione, la quale ha, rispetto alla prima, carattere pregiudiziale, non è implicitamente inclusa in quest’ultima sicché, se presentata per la prima volta nel corso del giudizio di scioglimento della comunione, va considerata come domanda nuova, stante la diversità di “petitum” e “causa petendi”.

Cassazione civile sez. II, 04/09/2020, n.18468

Azione di riduzione: nozione, natura e finalità

La legge configura una successione necessaria, in forza della quale le disposizione del defunto lesive della quota di legittima, pur non essendo invalide, sono tuttavia soggette a riduzione, ossia suscettibili di essere private della loro efficacia giuridica nella misura necessaria e sufficiente a reintegrare il diritto del legittimario.

L’azione di riduzione si distingue dalle azioni dirette a impugnare il testamento o le donazioni per vizi di volontà o di forma e si configura propriamente come un’azione a carattere costitutivo, con la quale il legittimario, leso nel suo diritto di legittima dalle disposizioni testamentarie o dagli atti di donazione posti in essere dal “de cuius”, può ottenere la pronuncia di inefficacia, nei suoi confronti, delle disposizioni del defunto lesive della sua quota di riserva. Ciò posto, nel caso di specie, il Tribunale ha accolto la domanda dell’attore, il quale lamentava di essere stato illegittimamente pretermesso dalla madre che, con testamento, aveva disposto di tutto il proprio patrimonio in favore dei figli di seconde nozze.

Tribunale Pordenone, 13/08/2020, n.432

Domanda di riduzione della donazione del nipote

In tema di donazioni sono soggette a riduzione fino alla quota per la quale il defunto poteva disporre. (Nel caso di specie, si trattava della domanda di riduzione della donazione del nipote, quale erede in rappresentazione della nonna, legittimaria lesa nella successione ab intestato del marito).

Corte appello Catania sez. II, 27/03/2020, n.646

Prescrizione azione di riduzione

In tema di successione mortis causa, l’azione di riduzione, è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale. Se la lesione del legittimario deriva da donazione il termine di prescrizione decorre dalla data di apertura della successione. Solo da questo momento, infatti, può essere fatto valere, ai sensi dell’art. 2935 c.c., il diritto del legittimario a vedersi riconosciuta la propria quota di legittima. In ogni caos, il legittimario che agisce in giudizio in sede di azione di riduzione ha l’onere di allegare e provare entro quali limiti è stata lesa la legittima e l’inesistenza nel patrimonio del de cuius di altri beni oltre a quelli che formano oggetto dell’azione di riduzione.

Tribunale Latina, 31/01/2020, n.244

Lesione della quota di legittima

La sussistenza della lesione della quota di legittima si può valutare soltanto al momento della apertura della successione, potendo solo da questo momento esercitarsi l’azione di riduzione ed il relativo diritto può farsi valere, per cui solo da questo momento incomincia a decorrere contro il legittimario il possesso ad usucapionem e, ai sensi del collegato disposto degli artt. 2935,1165 e 456 c.c. l’azione di riduzione raffigura una delle ipotesi previste dalla legge, nelle quali l’usucapione non decorre se non dal giorno in cui il diritto può farsi valere.

Tribunale Grosseto, 28/01/2020, n.127

Vendita fatta dal de cuius per dissimulare una donazione 

Ai fini della prova della simulazione di una vendita posta in essere dal de cuius per dissimulare una donazione, l’erede legittimario può ritenersi terzo, rispetto agli atti impugnati, con conseguente ammissibilità senza limiti della prova della simulazione, solo quando contestualmente alla azione volta alla dichiarazione di simulazione, proponga anche una espressa domanda di riduzione della donazione dissimulata, facendo valere la sua qualità di legittimario e fondandosi sulla specifica premessa che l’atto dissimulato comporti una lesione del suo diritto personale alla integrità della quota di riserva spettantegli, in quanto solo in questo caso egli si pone come terzo, nei confronti della simulazione.

(Correttamente, ha evidenziato la Suprema corte, il giudice del merito nel caso di specie non ha dato ingresso alla prova testimoniale e alla dichiarazione scritta di soggetto parte dell’atto simulato in veste di venditore unitamente al de cuius, in quanto, avendo i convenuti in riconvenzionale agito in qualità di eredi, al solo fine di recuperare il bene nell’asse ereditario, avrebbero dovuto provare la simulazione solo attraverso la controdichiarazione).

Cassazione civile sez. II, 07/01/2019, n.125

Scioglimento della comunione ereditaria 

In considerazione dell’autonomia e della diversità dell’azione di divisione ereditaria rispetto a quella di riduzione, il giudicato sullo scioglimento della comunione ereditaria in seguito all’apertura della successione legittima non comporta un giudicato implicito sulla insussistenza della lesione della quota di legittima, sicché ciascun coerede condividente, pur dopo la sentenza di divisione divenuta definitiva, può esperire l’azione di riduzione della donazione compiuta in vita dal “de cuius” in favore di altro coerede dispensato dalla collazione, chiedendo la reintegrazione della quota di riserva e le conseguenti restituzioni.

Cassazione civile sez. VI, 11/01/2018, n.536

Dichiarazione di simulazione di vendita

L’erede legittimario che chieda la dichiarazione di simulazione di una vendita fatta dal de cuius, diretta a dissimulare in realtà una donazione, agisce per la tutela di un proprio diritto ed è terzo rispetto alle parti contraenti, sicché la prova testimoniale e per presunzioni è ammissibile senza limiti quando, sulla premessa che l’atto simulato comporti una diminuzione della sua quota di riserva, proponga contestualmente all’azione di simulazione una domanda di riduzione della donazione dissimulata, diretta a far dichiarare che il bene fa parte dell’asse ereditario e che la quota a lui spettante va calcolata tenendo conto del bene stesso.

Cassazione civile sez. VI, 10/02/2017, n.3653

Azione di riduzione della donazione

In considerazione dell’autonomia e della diversità dell’azione di divisione ereditaria rispetto a quella di riduzione, il giudicato sullo scioglimento della comunione ereditaria in seguito all’apertura della successione legittima non comporta un giudicato implicito sull’insussistenza della lesione della quota di legittima, sicché ciascun coerede condividente, pur dopo la sentenza di divisione divenuta definitiva, può esperire l’azione di riduzione della donazione compiuta in vita dal de cuius in favore di altro coerede dispensato dalla collazione, chiedendo la reintegrazione della quota di riserva e le conseguenti restituzioni.

Il semplice riferimento all’idoneità delle donazioni a determinare la riduzione della quota indisponibile, deve essere inteso, in assenza di un’esplicita domanda di riduzione delle donazioni stesse, come riferibile alla possibilità di un successivo esperimento dell’azione di riduzione, ove il risultato della divisione non avesse assicurato al ricorrente il conseguimento di quanto dalla legge riconosciutogli, sulla base delle norme in materia di successione necessaria.

Cassazione civile sez. II, 26/07/2017, n.18579

Riduzione della donazione ai fini del reintegro della legittima 

Se la riduzione della donazione ai fini del reintegro della legittima interessa un bene immobile, la legge stabilisce all’art. 560 c.c. che la riduzione si fa separando dall’immobile medesimo la parte occorrente per integrare la quota riservata, se ciò può avvenire comodamente.

Corte appello Palermo sez. II, 20/02/2017, n.295

L’espressa istanza di conseguire la legittima

Il legittimario che propone l’azione di riduzione ha l’onere di indicare entro quali limiti è stata lesa la legittima determinando con esattezza il valore della massa ereditaria nonché il valore della quota di legittima violata dal testatore.

L’azione di riduzione, indipendentemente dall’uso di formule sacramentali, richiede, poi, oltre la deduzione della lesione della quota di riserva, l’espressa istanza di conseguire la legittima, previa determinazione di essa mediante il calcolo della disponibile e la susseguente riduzione della donazione posta in essere in vita dal “de cuius”.

Tribunale Massa, 08/06/2016, n.567

Estensione della collazione ereditaria ai beni trasferiti a titolo oneroso

I beni oggetto di trasferimento a titolo oneroso (anche se a favore del coerede) sono soggetti a collazione ereditaria solo se sia accertata la natura simulata del relativo atto dispositivo in accoglimento di un’apposita domanda formulata in tal senso dal coerede che chiede la divisione. In tal caso il “dies a quo” del termine di prescrizione dell’azione di simulazione varia in rapporto all’oggetto della domanda: se questa è proposta dall’erede quale legittimario, facendo valere il proprio diritto alla riduzione della donazione (che si asserisce dissimulata) lesiva della quota di riserva, il termine di prescrizione decorre dal momento dell’apertura della successione; mentre se l’azione sia esperita al solo scopo di acquisire il bene oggetto di donazione alla massa ereditaria per determinare le quote dei condividenti e senza addurre alcuna lesione di legittima, il termine di prescrizione decorre dal compimento dell’atto che si assume simulato, subentrando in tal caso l’erede, anche ai fini delle limitazioni probatorie ex art. 1417 c.c., nella medesima posizione del “de cuius”.

Cassazione civile sez. II, 29/02/2016, n.3932

Domanda di riduzione della donazione dissimulata

L’erede legittimario che chieda la dichiarazione di simulazione di una vendita fatta dal “de cuius”, diretta a dissimulare, in realtà, una donazione, agisce per la tutela di un proprio diritto ed è terzo rispetto alle parti contraenti, sicché la prova testimoniale e per presunzioni è ammissibile senza limiti quando, sulla premessa che l’atto simulato comporti una diminuzione della sua quota di riserva, proponga contestualmente all’azione di simulazione una domanda di riduzione della donazione dissimulata, diretta a far dichiarare che il bene fa parte dell’asse ereditario e che la quota a lui spettante va calcolata tenendo conto del bene stesso (Cfr. Cass. Sentenza n. 19912 del 22/09/2014).

Tribunale Siena, 04/05/2015, n.392

Diminuzione di valore del bene donato

In materia di donazione modale, l’imposizione di un onere in capo al donante – sebbene non presenti natura di corrispettivo, trasformando il titolo dell’attribuzione da gratuito in oneroso – comporta una diminuzione di valore della donazione stessa, incidendo sull’ammontare del trasferimento patrimoniale, della quale è necessario tenere conto ai fini della riunione fittizia conseguente alla riduzione della donazione ex art. 555 cod. civ.

Cassazione civile sez. II, 07/04/2015, n.6925

Prova testimoniale e per presunzioni

L’erede legittimario che chieda la dichiarazione di simulazione di una vendita fatta dal “de cuius”, diretta a dissimulare, in realtà, una donazione, agisce per la tutela di un proprio diritto ed è terzo rispetto alle parti contraenti, sicché la prova testimoniale e per presunzioni è ammissibile senza limiti quando, sulla premessa che l’atto simulato comporti una diminuzione della sua quota di riserva, proponga contestualmente all’azione di simulazione una domanda di riduzione della donazione dissimulata, diretta a far dichiarare che il bene fa parte dell’asse ereditario e che la quota a lui spettante va calcolata tenendo conto del bene stesso.

Cassazione civile sez. II, 22/09/2014, n.19912

Domanda di riduzione della donazione per lesione di legittima

In tema di azione di simulazione esercitata dall’erede, allorquando questi agisca per la nullità del contratto di compravendita stipulato dal “de cuius” perché dissimulante una donazione e per la ricostruzione del patrimonio ereditario ai fini della divisione dello stesso, tale azione è ammissibile solo se lo stesso erede faccia valere, rispetto all’atto impugnato, la lesione del suo diritto di legittimario, proponendo espressamente una domanda di riduzione della donazione per lesione di legittima, azione che trova la sua “causa petendi” nella deduzione della qualità di legittimario e nell’asserzione che la disposizione impugnata lede la quota di riserva.

Corte appello Roma sez. II, 15/03/2012, n.1442

Azione di riduzione di donazione lesiva della legittima: il giudicato

In considerazione dell’autonomia e della diversità dell’azione di divisione ereditaria rispetto a quella di riduzione, il giudicato sullo scioglimento della comunione ereditaria in seguito all’apertura della successione legittima non comporta un giudicato implicito sulla insussistenza della lesione della quota di legittima, sicché ciascun coerede condividente, pur dopo la sentenza di divisione divenuta definitiva, può esperire l’azione di riduzione della donazione compiuta in vita dal “de cuius” in favore di altro coerede dispensato dalla collazione, chiedendo la reintegrazione della quota di riserva e le conseguenti restituzioni.

Cassazione civile sez. II, 03/09/2013, n.20143



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