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Denuncia dei vizi: ultime sentenze

24 Novembre 2019
Denuncia dei vizi: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: denuncia dei vizi della cosa; onere del compratore; accertamento del giudice di merito; garanzia per vizi della cosa venduta; termine di decadenza per la denuncia dei vizi della cosa venduta.

Denuncia dei vizi della cosa: tempestività

In materia di garanzia per vizi della cosa venduta, incombe sul compratore l’onere della prova in ordine alla tempestività della denuncia dei vizi della cosa, e l’accertamento del giudice di merito circa tale tempestività è incensurabile in sede di legittimità, sempre che la motivazione su questo punto non sia inficiata dai difetti previsti dall’art. 360, n. 5, c.p.c.

Cassazione civile sez. II, 21/06/2019, n.16766

Denuncia dei vizi della cosa: tardività

In materia di garanzia per i vizi della cosa, in caso di tardività della denuncia rispetto alla consegna della merce, eccepita dal venditore, spetta all’acquirente l’onere della prova di aver denunciato i vizi entro il termine previsto dall’art. 1495 c.c. Tali termini si riferiscono alle azioni che spettano al compratore per vizi o mancanza di qualità della cosa pattuita, e quindi anche per il risarcimento dei danni. Nel caso di specie tale prova della tempestività della denuncia non è stata fornita.

Tribunale Firenze sez. III, 11/01/2019, n.86

A chi spetta provare la tempestività della denuncia dei vizi della cosa?

In tema di garanzia per i vizi della cosa venduta, eccepita dal venditore la tardività della denuncia rispetto alla data di consegna della merce, incombe sull’acquirente, trattandosi di condizione necessaria per l’esercizio dell’azione, l’onere della prova di aver denunziato i vizi nel termine di legge ex art. 1495 c.c.

Tribunale Livorno, 13/10/2016, n.1239

Garanzia per vizi della cosa venduta

La denuncia dei vizi della cosa venduta, ai sensi degli artt. 1492 e 1495 c.c., non richiede un’esposizione dettagliata, in quanto la finalità di avvisare il venditore sulle intenzioni del compratore e di consentirgli la tempestiva verifica della doglianza può essere assolta anche da una denuncia generica, purché essa renda il venditore edotto che il compratore ha riscontrato, sebbene in modo non ancora esauriente e completo, vizi che rendono la cosa inidonea all’uso cui è destinata o ne diminuiscono in modo apprezzabile il valore.

Cassazione civile sez. II, 11/12/2015, n.25027

Accertamento dell’entità e della causa dei vizi 

La denuncia dei vizi della cosa comprata ex art. 1495 cc, da un lato assolve allo scopo di rendere edotto il venditore dei vizi della cosa da lui ignorati, ma dall’altro consente l’accertamento dell’entità e della causa dei medesimi, così da fare in modo che anche il venditore sia messo nelle condizioni di rivalersi eventualmente contro il proprio fornitore.

Tribunale Nocera Inferiore sez. I, 30/10/2015, n.1454

Azione di risoluzione del preliminare

La consegna dell’immobile oggetto del contratto preliminare di vendita effettuata prima della stipula del definitivo non determina la decorrenza del termine di decadenza per opporre i vizi noti né comunque di quello di prescrizione, perché l’onere della tempestiva denuncia presuppone che sia avvenuto il trasferimento del diritto, ed il preliminare non produce tale effetto.

Ne consegue che, nel caso in cui il promissario acquirente sia stato immesso nella disponibilità materiale del bene prima della stipula del definitivo, la presenza di vizi nella cosa consegnata abilita il promissario acquirente — senza che sia necessario il rispetto del termine di decadenza di cui all’articolo 1495 c.c., per la denuncia dei vizi della cosa venduta — ad opporre la “exceptio inadimpleti contractus” al promittente venditore che gli chieda di aderire alla stipulazione del contratto definitivo e di pagare contestualmente il saldo del prezzo, e lo abilita, altresì, a chiedere, in via alternativa, la risoluzione del preliminare per inadempimento del promittente venditore, ovvero la condanna di quest’ultimo ad eliminare a proprie spese i vizi della cosa.

Cassazione civile sez. II, 16/02/2015, n.3028

Denuncia dei vizi effettuata al rappresentante del venditore

La denuncia dei vizi della cosa venduta effettuata al rappresentante del venditore, il quale abbia stipulato la compravendita in nome e per conto dell’alienante, è valida solo nella ipotesi in cui risulti la permanenza dei suoi poteri rappresentativi anche nel tempo successivo alla stipulazione dell’atto di vendita e fino al momento della denuncia dei vizi.

Cassazione civile sez. II, 14/05/2008, n.12130

Denuncia dei vizi della cosa acquistata: mancata dimostrazione della tempestività

In mancanza della dimostrazione della tempestività della denuncia dei vizi della cosa acquistata, ai sensi dell’art. 1495, c.c., eccepita dal venditore, la relativa domanda proposta dall’acquirente del bene va dichiarata improponibile.

Tribunale Trani, 27/08/2007, n.626

Decadenza del diritto alla garanzia

La mancata o intempestiva denuncia dei vizi della cosa venduta nel termine di otto giorni dalla scoperta, è configurata dalla legge come una causa di decadenza del diritto del compratore alla garanzia, già sorto in suo favore con la correlativa obbligazione del venditore, per effetto immediato e diretto del perfezionamento del contratto, ed essa, pertanto, come fatto impeditivo o estintivo del diritto fatto valere, deve essere espressamente eccepita dal venditore convenuto per la risoluzione del contratto o per la riduzione del prezzo.

Da ciò deriva, in applicazione delle ordinarie regole sull’incidenza dell’onere della prova, che al compratore che agisce basta provare l’esistenza del vizio, quale solo presupposto necessario per l’esercizio del diritto, mentre incombe al venditore che eccepisce la decadenza di dimostrare il fondamento dell’eccezione, vale a dire il fatto (scoperta del vizio, ricevimento della cosa) dal cui compimento la legge fa decorrere il termine di decadenza, e l’avvenuto decorso di detto termine al momento della denuncia o della citazione, e solo in tal caso spetterà al compratore dare la prova contraria, di avere cioè denunciato in precedenza ed in tempo utile il vizio.

Tribunale Bari sez. III, 30/06/2006, n.1824

Termine di decadenza per la denuncia dei vizi della cosa venduta

Il termine di decadenza per la denuncia dei vizi della cosa venduta decorre dal momento dell’acquisita certezza dell’esistenza di essi ed è posto nell’interesse del compratore, sì che questi può rilevare la mancanza di qualità promesse all’atto del ritiro della cosa, pur se a tale momento ha soltanto il sospetto dell’inutilizzabilità concreta – nella specie veicolo di dimensioni diverse da quelle pattuite per custodirlo in garage – mentre l’immediatezza della denuncia al venditore – volta a consentirgli di rimediare con sollecitudine – comporta che questi, ove destinatario del suddetto rilievo anticipato, risulti tutelato ancor più sollecitamente e pertanto è irrilevante che la successiva verifica, da parte del compratore, della fondatezza del dubbio, sia tardiva.

Cassazione civile sez. II, 08/05/1998, n.4657

Quando il promissario acquirente non deve osservare i termini di decadenza per la denuncia?

Il promissario acquirente non è tenuto ad osservare i termini di decadenza di cui all’art. 1495 c.c. per la denuncia dei vizi della cosa venduta. Vertendosi in ipotesi di contratto preliminare di vendita caratterizzato dalla mancanza dell’effetto traslativo non trovano applicazione le norme sulla garanzia della cosa venduta, che hanno come presupposto l’avvenuto trasferimento della proprietà del bene. Sussiste l’inadempimento grave nel caso in cui i vizi dell’immobile siano tali da rendere il bene offerto del tutto difforme rispetto a quello promesso in vendita ed inidoneo ad essere utilizzato come abitazione.

Tribunale Nola, 15/09/2004



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