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Ripetizione indebito: ultime sentenze

24 Novembre 2019
Ripetizione indebito: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: ripetizione dell’indebito oggettivo; somme indebitamente versate; restituzione della somma versata aumentata degli interessi; accertamento della prescrizione dell’azione di ripetizione dell’indebito oggettivo.

Ripetizione dell’indebito oggettivo: la decorrenza degli interessi

In tema di ripetizione dell’indebito oggettivo, ai fini del decorso degli interessi sulla somma oggetto di restituzione, l’espressione dal giorno della “domanda”, contenuta nell’art. 2033 c.c., non va intesa come riferita esclusivamente alla domanda giudiziale, ma comprende anche gli atti stragiudiziali aventi valore di costituzione in mora ai sensi dell’art. 1219 c.c.

Cassazione civile sez. un., 13/06/2019, n.15895

Diritto al ristoro dell’intera diminuzione patrimoniale

Allorquando ricorre l’ipotesi di somme indebitamente versate in forza di una sentenza provvisoriamente esecutiva, successivamente cassata, non si applica la disciplina della ripetizione dell’indebito oggettivo di cui all’art. 2033 cc, dovendosi riconoscere all’interessato il diritto di essere reintegrato dall’accipiens dell’intera diminuzione patrimoniale subita, con restituzione della somma versata aumentata degli interessi ovvero, se di maggior misura, della rivalutazione, con decorrenza dal giorno del pagamento non dovuto .

Il ristoro dell’intera diminuzione patrimoniale subita comporta quindi l’obbligo di restituzione della somma erogata al lordo, a prescindere dalla circostanza che una quota del relativo importo sia stata materialmente versata all’Erario, in adempimento di un obbligo di legge.

Corte appello Torino sez. lav., 08/05/2019, n.257

Ripetizione dell’indebito oggettivo: l’errore del solvens

Ai fini della ripetizione dell’indebito oggettivo, non è necessario che il “solvens” versi in errore circa l’esistenza dell’obbligazione, posto che, diversamente dall’indebito soggettivo “ex persona debitoris”, in cui l’errore scusabile è previsto dalla legge come condizione della ripetibilità, ricorrendo l’esigenza di tutelare l’affidamento dell'”accipiens” – il quale riceve ciò che gli spetta sia pure da persona diversa dal vero debitore -, nell’ipotesi di cui all’art. 2033 c.c. non vi è un affidamento da tutelare, in quanto l'”accipiens” non ha alcun diritto di conseguire, né dal “solvens” né da altri, la prestazione ricevuta e la sua buona o mala fede rileva solo ai fini della decorrenza degli interessi.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto sussistente il diritto di una regione alla restituzione del contributo comunitario di cui al Regolamento CE n. 2081 del 1993 indebitamente versato per un progetto di opere in assenza dei requisiti di legge, nonostante alla stessa amministrazione risultasse che alla data della domanda il richiedente non aveva ancora ottenuto la concessione edilizia).

Cassazione civile sez. VI, 12/03/2019, n.7066

Ripetizione di indebito oggettivo: il debito dell’accipiens

Nella ripetizione dell’indebito oggettivo ex art. 2033 c.c., il debito dell’accipiens, a meno che egli non sia in mala fede, produce interessi solo a seguito della proposizione di un’apposita domanda giudiziale, atteso che all’indebito si applica la tutela prevista per il possessore in buona fede in senso soggettivo dell’art. 1148 c.c., a norma del quale questi è obbligato a restituire i frutti soltanto dalla domanda giudiziale, secondo il principio per il quale gli effetti della sentenza retroagiscono al momento della proposizione della domanda.

Corte appello Lecce, 08/02/2019, n.94

Indebito bancario e natura ripristinatoria delle rimesse

In tema di contratto di conto corrente, soltanto quando il conto corrente sia assistito da affidamento regolato mediante contratto di apertura di credito e il conto sia passivo, ma non anche quando il contratto di conto corrente non sia assistito da apertura di credito. In tal caso, infatti, le rimesse hanno sempre funzione solutoria. E poichè il contratto di conto corrente bancario può essere o meno assistito da apertura di credito, compete al cliente che agisce con l’azione di ripetizione dell’indebito oggettivo, una volta che la banca abbia proposto eccezione di prescrizione, dimostrare che il rapporto fosse affidato con apertura di credito e quale fosse il limite dell’affidamento.

Tribunale Lucca, 21/12/2018, n.1931

Ripetizione dell’indebito oggettivo: la prescrizione

Al fine dell’accertamento della prescrizione dell’azione di ripetizione dell’indebito oggettivo ex art. 2033 c.c. occorre distinguere tra rimesse solutorie e rimesse ripristinatorie, deve in ogni caso rilevarsi che parte convenuta non ha assolto in alcun modo il proprio onere di indicazione delle rimesse specifiche, aventi natura solutoria e, in quanto tali, costituenti il dies a quo di decorrenza del termine ordinario di prescrizione dell’azione di ripetizione delle somme indebitamente versate.

In tal senso si richiama, altresì, la giurisprudenza di legittimità più recente, la quale ha statuito che “i versamenti eseguiti su conto corrente, in corso di rapporto hanno normalmente funzione ripristinatoria della provvista e non determinano uno spostamento patrimoniale dal solvens all’accipiens. Tale funzione corrisponde allo schema causale tipico del contratto.

Una diversa finalizzazione dei singoli versamenti (o di alcuni di essi) deve essere in concreto provata da parte di chi intende far decorrere la prescrizione dalle singole annotazioni delle poste relative agli interessi passivi anatocistici.

Tribunale Larino, 04/03/2018, n.76

Quando non si applica la disciplina della ripetizione di indebito?

L’obbligo di restituire somme di danaro corrisposte in virtù di sentenza riformate costituisce un mero effetto della riforma della sentenza impugnata e non deve costituire oggetto di apposita domanda da parte dell’interessato con il gravame nel quale chiede la riforma della sentenza, né tale effetto sussiste solo in presenza di una espressa statuizione del giudice.

In caso di somme indebitamente versate in forza di una sentenza provvisoriamente esecutiva successivamente riformata, non si applica la disciplina della ripetizione dell’indebito oggettivo di cui all’art. 2033 c.c., dovendosi riconoscere all’interessato il diritto di essere reintegrato dall'”accipiens” dell’intera diminuzione patrimoniale subita, con restituzione della somma versata aumentata degli interessi con decorrenza dal giorno del pagamento non dovuto.

Tribunale Roma sez. lav., 07/09/2016, n.7307

La ripetizione dell’indebito oggettivo in conto corrente 

In tema di controversie in materia di rapporti bancari, la ripetizione dell’indebito oggettivo postula un pagamento che, avuto riguardo alle modalità di funzionamento del rapporto di conto corrente, si rende configurabile soltanto all’atto della chiusura del conto. Può ritenersi indebito, con conseguente diritto alla ripetizione, solo un pagamento in senso stretto, definito come l’esecuzione di una prestazione da parte di un soggetto con contestuale spostamento patrimoniale in favore di un altro soggetto.

Tribunale Bari, 12/02/2016, n.787

Prescrizione decennale del credito

In materia di ripetizione dell’indebito oggettivo vale la prescrizione decennale, in virtù del combinato disposto degli artt. 2033 2946 c.c..

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 31/08/2015, n.10968

Atti compiuti dal rappresentante

Gli atti compiuti dal rappresentante producono effetto direttamente nella sfera giuridica del rappresentato (v. articolo 1388 cc.), senza che tale diretta efficacia richieda alcuna ulteriore espressione oltre alla cd. contemplatio domini.

Non a caso, la giurisprudenza ha ritenuto che il rappresentante sia privo di legittimazione passiva persino nel caso in cui venga promossa un’azione di ripetizione dell’indebito oggettivo in relazione a somme che egli abbia incassato in nome e per conto del dominus

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. II, 22/07/2015, n.1762

Giurisdizione 

Qualora l’Amministrazione Finanziaria abbia formalmente riconosciuto il diritto del contribuente al rimborso delle imposte e la quantificazione delle somme dovute non ricorrono i presupposti per l’applicabilità della riserva della giurisdizione tributaria con conseguente esperibilità dell’ordinaria azione di ripetizione dell’indebito oggettivo ex art. 2033 c.c. e devoluzione della controversia alla giurisdizione del g.o.

Tribunale Salerno sez. II, 31/10/2014, n.5136



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