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Pagamento disoccupazione

10 Novembre 2019 | Autore:
Pagamento disoccupazione

Naspi, Dis-coll, disoccupazione agricola: importo dell’indennità di disoccupazione, date di pagamento.

Hanno diritto all’indennità di disoccupazione i lavoratori dipendenti ed i collaboratori in possesso di specifici requisiti, nell’ipotesi in cui perdano involontariamente il lavoro. L’indennità di disoccupazione non è uguale per tutti: la generalità dei lavoratori dipendenti ha diritto alla Naspi, i dipendenti del settore agricolo hanno diritto alla disoccupazione agricola, ed i collaboratori hanno diritto alla Dis-coll.

I requisiti richiesti per i tre trattamenti sono differenti, così come è diversa la determinazione dell’assegno spettante.

Ma quando avviene il pagamento disoccupazione?

Anche le date in cui avviene il pagamento delle indennità di disoccupazione sono diverse, e variano non solo in base alla tipologia di trattamento, ma anche a seconda della data in cui il trattamento è stato richiesto ed alla situazione personale. In particolare, per quanto riguarda la Naspi e la Dis-Coll, maggiori risultano i contributi versati, più a lungo dura la spettanza dell’indennità di disoccupazione.

La Naspi può essere, comunque, erogata sino a un massimo di 2 anni, la Dis-coll sino a 6 mesi, e la disoccupazione agricola è versata in un’unica soluzione. Ma procediamo con ordine e facciamo il punto sulle tre indennità di disoccupazione.

A chi spetta la Naspi?

La Naspi spetta alla generalità dei lavoratori dipendenti, esclusi gli agricoli ed i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, che:

  • Hanno perso involontariamente l’impiego e reso la Did, la dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro e alle attività di politica attiva; il beneficiario di Naspi deve inoltre firmare il patto di servizio presso il centro per l’impiego, contenente un progetto personalizzato per la reintroduzione nel mercato del lavoro;
  • possiedono almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni;
  • hanno lavorato per almeno 30 giornate nell’anno.

La durata della Naspi è pari alla metà delle settimane contribuite, sino a un massimo di 24 mesi.

Come si calcola la Naspi?

Per capire come determinare l’importo della disoccupazione Naspi bisogna:

  • sommare gli imponibili previdenziali (la voce “imponibile Inps” della busta paga) degli ultimi 4 anni, comprensivi degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive;
  • dividere il risultato per le settimane di contributi, indipendentemente dalla verifica del rispetto del minimale; nel calcolo sono considerate tutte le settimane, anche parzialmente retribuite;
  • moltiplicare il tutto per 4,33.

Se l’importo che si ottiene è pari o inferiore a 1.221,44 euro, l’indennità ammonta al 75% di questo importo; se è superiore si aggiunge anche il 25% della differenza tra l’imponibile e 1.221,44 euro. La Naspi non può mai superare, comunque, 1.328,76 euro mensili (valori 2019). L’indennità diminuisce del 3% al mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.

Qual è la decorrenza della Naspi?

La Naspi decorre dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda è stata presentata entro 8 giorni dalla cessazione stessa; in caso contrario, decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda. L’istanza, in ogni caso, deve essere inviata entro 68 giorni dalla perdita involontaria dell’impiego.

Quand’è pagata la Naspi?

Un conto è la data di decorrenza della Naspi, un conto la data di effettivo pagamento.

Per quanto riguarda il primo pagamento, la data dipende dalle tempistiche di lavorazione della pratica e dalla documentazione necessaria. Non sono rari i casi in cui l’Inps reputa insufficiente la documentazione in proprio possesso per gestire la domanda di disoccupazione: oltre agli eventuali moduli per la richiesta di assegni familiari, per il pagamento dell’assegno e per l’applicazione delle detrazioni per i familiari a carico, difatti, è opportuno allegare ulteriori documenti, talvolta non  specificati nelle istruzioni.

L’istruttoria relativa alla liquidazione della Naspi può richiedere anche dei mesi.

Dopo il primo pagamento, la cui data non è uguale per tutti, la Naspi è inviata mensilmente: non ci sono delle date fisse per il pagamento Naspi, ma l’Inps le comunica mensilmente.

Relativamente al mese di novembre 2019, i pagamenti Naspi avverranno dall’11 novembre (dal secondo rateo Naspi in poi, per il primo pagamento le date possono differire, come osservato). Il pagamento del bonus Renzi da 80 euro eventualmente spettante sulla Naspi avverrà il 29 o 30 novembre.

A chi spetta la Dis-coll?

La Dis-coll spetta ai collaboratori, iscritti in via esclusiva alla gestione Separata Inps e non pensionati, che possono fare valere almeno un mese di contributi nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno precedente la cessazione della collaborazione sino alla cessazione stessa (basta cioè l’accredito contributivo di una mensilità).

Per la precisione, il requisito contributivo di un mese (valido dal settembre 2019; in precedenza i mesi richiesti erano 3) viene riferito all’anno solare (dal 1° gennaio al 31 dicembre) precedente al termine del rapporto: si tratta di una stabilizzazione di quanto già previsto dalla normativa preesistente.

A quanto ammonta la Dis-coll?

Per calcolare la Dis-coll, è necessario:

  • determinare il reddito medio mensiledel collaboratore: questo è pari all’imponibile previdenziale relativo all’anno in corso ed all’anno precedente, diviso per il numero di mesi di contributi, o loro frazione;
  • determinare il 75% dell’imponibile, sino ad un massimo di 1.221,44 euro: questo ammontare corrisponde all’indennità spettante; oltre questa soglia, l’indennità va determinata incrementando l’imponibile del 25% della differenza tra quest’ultimo e la retribuzione media, sino ad un massimo di 1.328,76 euro.

L’indennità si riduce del 3% ogni mese a partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione (cioè dal 91° giorno di fruizione).

Quanto dura la Dis-coll?

La Dis-coll ha una durata pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell’anno solare precedente la fine del rapporto di collaborazione e il termine del rapporto stesso, sino a un massimo di 6 mesi.

I termini di pagamento sono gli stessi previsti per la Naspi.

A quanto ammonta la disoccupazione agricola?

La disoccupazione agricola è pari al 40% della retribuzione di riferimento del lavoratore, moltiplicata per il numero di giornate lavorate (al netto del contributo di solidarietà del 9%, per ogni giornata indennizzata, nel limite massimo di 150 giorni).

La disoccupazione agricola per gli operai a tempo indeterminato è pari al 30% del salario percepito nell’anno precedente dal lavoratore, moltiplicato per il numero di giornate lavorate; non è sottratto il contributo di solidarietà.

Esistono inoltre 2 massimali per la prestazione, resi noti annualmente dall’Inps tramite un’apposita circolare.

L’indennità spetta per un numero di giornate pari a quelle lavorate entro il limite massimo di 365 giorni (366 negli anni bisestili), dai quali vanno detratte:

  • le giornate di lavoro dipendente agricolo e non agricolo;
  • le giornate di lavoro in proprio agricolo e non agricolo;
  • le giornate indennizzate ad altro titolo, quali malattia, maternità e infortunio e quelle non indennizzabili (ad esempio per espatrio definitivo).

Com’è pagata la disoccupazione agricola?

L’indennità di disoccupazione agricola è riconosciuta in un’unica soluzione, dunque non in misura mensile come avviene per la disoccupazione non agricola.

La domanda di indennità di disoccupazione agricola deve essere presentata tra il 1° gennaio ed entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione, pena la decadenza dal diritto. Generalmente il pagamento avviene entro il mese di luglio.


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