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Contestare bollo auto pagato

10 Novembre 2019
Contestare bollo auto pagato

Avvisi di accertamento, autotutela e contestazioni; spunta anche il nuovo servizio Aci per verificare pagamenti o altre problematiche relative al bollo auto. 

Hai ricevuto un avviso di accertamento con cui la Regione ti intima il pagamento del bollo auto, ma la lettera si riferisce a un’annualità che hai già regolarizzato? Il postino ti ha consegnato una cartella esattoriale per importi non dovuti? Devi correre ai ripari e, soprattutto, devi farlo subito: se, infatti, non ti opponi entro 60 giorni, l’atto diventa definitivo e sarai tenuto a pagare ciò che non devi. A tal fine, ti serve quindi sapere come contestare il bollo auto pagato.

Qui di seguito, voglio illustrarti quali sono i tuoi diritti previsti dalla legge e cosa fare, in termini pratici, per opporti alla richiesta di pagamento illegittima. 

Hai pagato il bollo auto ma hai perso le ricevute?

Prima di spiegarti come contestare il bollo auto pagato, voglio darti un suggerimento che troverai utile. Succede spesso di avere la convinzione di aver pagato, ma di perdere le ricevute consegnate dall’ufficio. Succede a chi è poco ordinato con la propria contabilità. Qui, corre in tuo aiuto la cosiddetta prescrizione. Se, infatti, la richiesta di pagamento del bollo dovesse rifarsi ad annualità anteriori a tre anni, potresti ugualmente ignorarle perché ormai “fuori termine”. Il che significa che non sei tenuto a dimostrare di aver già pagato visto che il debito è comunque prescritto.

A tal fine, devi sapere che:

  • la prescrizione del bollo auto si compie dopo tre anni: il termine inizia a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento e scade, quindi, alla mezzanotte del 31 dicembre del terzo anno successivo (ad esempio, il bollo auto da pagare nel 2017 si prescrive dalla prima ora del 1° gennaio 2021). In tale arco di tempo dei tre anni, però, non devi aver ricevuto alcun sollecito, intimazione di pagamento o cartella esattoriale: diversamente, il termine si interrompe e inizia a decorrere, nuovamente da capo, a partire dal giorno successivo a tale intimazione;
  • l’avviso di accertamento o la cartella esattoriale con cui ti viene chiesto il pagamento del bollo auto caduto in prescrizione va comunque contestata in uno dei modi che ti diremo a breve, poiché altrimenti anch’essa diventa definitiva e va corrisposta. 

Hai pagato il bollo auto e ha conservato le ricevute di pagamento

Se, invece, hai conservato le prove del pagamento del bollo auto, puoi contestare qualsiasi richiesta della Regione senza dover sperare che decorrano tre anni ai fini della prescrizione. 

Come ti ho anticipato in premessa, però, non puoi far finta di nulla, ma devi opporti formalmente all’intimazione di pagamento. Diversamente, l’atto diverrebbe definitivo e non più contestabile in un successivo momento. Così, se non impugni la richiesta di pagamento di un bollo auto non dovuto, potresti subìre la notifica di una cartella esattoriale e il successivo pignoramento. 

Ma come fare per contestare il bollo auto già pagato? Molto facile. Ci sono diverse vie che cambiano a seconda del tipo di atto che hai ricevuto. Te le suggerirò qui di seguito.

Richiesta di pagamento del bollo da parte della Regione o Agenzia Entrate

Se hai ricevuto una richiesta di pagamento del bollo auto da parte della Regione, della Provincia Autonoma o dell’Agenzia delle Entrate, la prima cosa che puoi fare è un ricorso in autotutela con richiesta di annullamento dell’atto. In alternativa o in aggiunta, puoi fare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. Esiste, infine, una terza e nuova via: il ricorso all’Aci. 

Vediamo meglio questi tre rimedi.

Ricorso in autotutela

Puoi presentare una richiesta di annullamento dell’avviso di accertamento per il bollo auto inviando una raccomanda o una Pec all’ufficio tributi della Regione, della Provincia Autonoma o dell’Agenzia delle Entrate che ti ha spedito la richiesta di pagamento.

Tale attività non richiede l’avvocato, né formule particolari. L’importante è che tu alleghi la ricevuta di pagamento già eseguita e chiedi la cancellazione dell’atto illegittimo.

Tieni però conto che l’istanza in autotutela non sospende i termini per fare ricorso al giudice; poiché la risposta alla tua richiesta (seppur dovrebbe intervenire entro 30 giorni) non è obbligatoria, ti conviene, alla scadenza dei 60 giorni dalla notifica dell’atto, presentare anche il ricorso al giudice.

Ricorso al giudice (Commissione Tributaria Provinciale)

Nel caso in cui tu voglia avviare un giudizio, devi rivolgerti alla Commissione Tributaria Provinciale entro 60 giorni dalla notifica. 

Prima devi procedere con il cosiddetto reclamo-mediazione: si tratta di spedire il ricorso all’ente che ti ha inviato l’atto illegittimo e attendere 90 giorni per la risposta.

Anche se, fino a 3mila euro, puoi presentare ricorso senza l’assistenza di un professionista, ti consiglio di rivolgerti sempre a un avvocato o a un commercialista. 

Richiesta di riesame all’Aci

Esiste, infine, un nuovo metodo per chiedere la revisione di pagamenti illegittimi del bollo collegandoti a questa pagina dell’Automobile Club “Assistenza Bollo”. Se, infatti, hai ricevuto una comunicazione di pagamento da parte di una delle Regioni/Province Autonome indicate nella cartina presente sulla stessa pagina, ha la possibilità di inviare ad Aci una richiesta di riesame corredata di documentazione in formato elettronico (pdf). Quanto pervenuto sarà valutato dal personale Aci per la verifica e per la soluzione di eventuali disallineamenti d’archivio, pendenze tributarie e/o contenzioso a tuo carico in materia di tassa automobilistica. In particolare, potrai utilizzare il modulo di richiesta, allegando uno o più file nel seguente formato:

  • immagine (JPEG);
  • documento (PDF).

Questo servizio è per il momento disponibile solo per le seguenti regioni: 

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Campania;
  • Emilia Romagna;
  • Lazio;
  • Liguria;
  • Lombardia;
  • Prov. Aut. Bolzano;
  • Prov. Aut. Trento;
  • Puglia;
  • Sicilia;
  • Umbria.

Richiesta di pagamento del bollo da parte dell’Agente per la Riscossione Esattoriale

Se, invece, hai ricevuto una cartella di pagamento da parte di Agenzia Entrate Riscossione o da parte di una società privata per la riscossione dei tributi locali, puoi optare per le seguenti soluzioni.

Ricorso in autotutela

Anche in questo caso, puoi inviare un’istanza in autotutela sia all’esattore che all’Ente titolare del Credito (Regione, Provincia Autonoma, Agenzia Entrate). 

Ricorda che l’istanza non sospende i termini per il ricorso.

In essa, dovrai chiedere sia lo sgravio della cartella che la cancellazione del debito.

Ricorso al giudice (Commissione Tributaria Provinciale) 

Come nel caso di ricorso contro l’avviso della Regione, puoi rivolgerti al giudice. 

Ricordati però che se la cartella, riferita a un bollo già pagato, è stata emessa a fronte di un avviso di accertamento che non hai mai impugnato, per quanto illegittimo, la cartella è valida e va pagata. Questo perché, come ti avevo anticipato in premessa, l’atto nullo, se non contestato e annullato, diventa definitivo.



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1 Commento

  1. Buongiorno sono un disabile a 100 pur avendo il codice art.3 comma 3 mi trovo a pagare dei bolli auto perché l’agenzia dove ho fatto il passaggio no ha mandati i fogli all,’aci come posso fare per non pagare i bolli grazoe

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