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Estinguere il fondo patrimoniale se ci sono minori: chiusura senza autorizzazione del Tribunale

15 luglio 2013


Estinguere il fondo patrimoniale se ci sono minori: chiusura senza autorizzazione del Tribunale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 luglio 2013



Basta il consenso dei coniugi e l’atto del notaio: la presenza dei minori non incide sulla libertà di vendere l’immobile inserito nel fondo patrimoniale senza autorizzazione del Tribunale.

Anche in presenza di minori, il fondo patrimoniale può essere sciolto da entrambi i coniugi con il semplice consenso, senza bisogno di chiedere autorizzazioni al Tribunale.

A dirlo è il Tribunale di Milano in una recente sentenza [1].

La vicenda

Una coppia di coniugi, con due figli minori, aveva chiesto l’autorizzazione del Tribunale a vendere l’unico immobile che, in precedenza, era stato inserito nel fondo patrimoniale. I due chiarivano di voler, col ricavato dalla vendita, acquistare un altro immobile da adibire a propria abitazione, senza però inserirlo nuovamente nel fondo. Dunque, di fatto, si trattava di una domanda di estinzione definitiva del fondo stesso (poiché un fondo senza beni dentro è inammissibile).

Il tribunale ha chiarito che, anche in presenza di figli minori, è non c’è bisogno di autorizzazione del giudice per la cessazione del fondo patrimoniale, ma essa richiede comunque il consenso di entrambi i coniugi e deve sempre avvenire con un atto pubblico, attraverso quindi il notaio [2].

Bisogna dire, comunque, che la questione della ammissibilità della risoluzione consensuale del fondo patrimoniale è dibattuta. Abbiamo trattato la problematica in un precedente e più ampio articolo (leggi l’articolo indicato qui sotto nel box “Approfondimenti”). Rinviamo in nota per ulteriori approfondimenti [3].

note

[1] Trib. Milano, sent. del 6.03.2013.

[2] Ossia nelle forme di cui all’art. 163 cod. civ.

[3] Nel senso della ammissibilità dello scioglimento, a fronte di richiesta di autorizzazione, si veda anche il decreto del Tribunale per i minorenni di Trento, 27 dicembre 2007, in www.dejure.it. Con riferimento all’ipotesi di figli maggiorenni, Trib. Roma, 14 marzo 2002, in leggiditaliaprofessionale.it. Contra, Trib. Savona 24 aprile 2003, in Fam. dir., 2004, 67, con commento di Capecchi, con la motivazione che uno svincolo dei beni al di fuori dei casi previsti dall’art. 171 c.c. attribuirebbe al fondo patrimoniale una ‘flessibilità’ che ne altererebbe completamente la funzione, trasformandolo in un istituto tramite il quale il debitore potrebbe agevolmente sottrarre i beni ai propri creditori, salvo poi poterne nuovamente disporre al momento opportuno. Nel commento di Capecchi viene anche ripercorso l’orientamento giurisprudenziale che ipotizza la sussistenza di un obbligo di reimpiego del corrispettivo della vendita in beni con i quali reintegrare il fondo patrimoniale e le relative obiezioni avanzate in merito dalla dottrina.

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