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Precetto su accordo separazione omologato

30 Novembre 2019 | Autore:
Precetto su accordo separazione omologato

Come avviene l’omologazione dell’accordo di separazione? Cos’è un tutolo esecutivo? Cosa fare se il coniuge è inadempiente? Come difendersi dal precetto?

Quando la coppia scoppia occorre trovare una soluzione, soprattutto se si tratta di marito e moglie: la legge, infatti, non consente a una coppia sposata di potersi lasciare come se niente fosse, anche nel caso in cui non dovesse esserci prole. Per regolamentare la crisi, l’ordinamento giuridico mette a disposizione dei coniugi una serie di strumenti, ognuno dei quali è idoneo a essere portato ad esecuzione, anche coattivamente. È ciò che accade con il precetto su accordo di separazione omologato.

I coniugi che vogliano separarsi possono trovare un accordo da sottoporre all’attenzione del giudice: questi, se lo ritiene idoneo alle loro esigenze e, soprattutto, a quelle della prole (se c’è), lo omologa con proprio provvedimento. Così facendo, l’accordo di separazione omologato diventa titolo esecutivo idoneo a fondare una successiva esecuzione forzata in caso di inadempimento agli obblighi ivi contenuti.

Se vuoi sapere come dare esecuzione a un accordo di separazione omologato dal giudice, questo è l’articolo che fa per te.

Decreto omologazione separazione consensuale: cos’è?

Quando per i coniugi la convivenza è divenuta intollerabile, è possibile ricorrere al giudice affinché dichiari la separazione, consentendo così alle parti di poter vivere ciascun per conto proprio, liberi dall’obbligo di fedeltà reciproca.

Il ricorso al giudice può essere fatto consensualmente, cioè dietro accordo di entrambe le parti: in questo caso il giudice dovrà solamente valutare se le condizioni della separazione riportate all’interno dell’atto siano conformi a legge e rispettino i diritti dei figli. Se è tutto in regola, il tribunale provvede ad omologare l’accordo mediante emissione di un decreto; in caso contrario, invita le parti a effettuare le dovute modifiche al fine di ottenere l’omologazione.

Il decreto di omologazione della separazione consensuale, dunque, ha come scopo quello di dare efficacia definitiva alle condizioni previste nel ricorso fatto di comune accordo tra le parti.

Mancato rispetto condizioni separazione: cosa fare?

Mettiamo il caso che due coniugi si separino consensualmente e ottengano dal giudice l’omologazione dell’accordo in cui il marito si impegna, tra le altre cose, a versare mensilmente un assegno di mantenimento a favore della moglie. Dopo qualche mese dalla separazione, però, il marito smette di passare il mantenimento alla moglie. Cosa si può fare in casi del genere?

La risposta è molto semplice: la parte creditrice dovrà procedere come se dovesse far valere un qualsiasi altro diritto economico. Ciò significa che dovrà, innanzitutto, notificare il titolo esecutivo alla controparte e, successivamente, intimargli di adempiere mediante precetto. Se la parte inadempiente resta tale, si potrà procedere con il pignoramento. Approfondiamo questo argomento.

La notifica del decreto di omologa

Secondo il Codice di procedura civile [1], prima di iniziare l’esecuzione forzata contro il debitore occorre, a pena di nullità, notificargli il titolo esecutivo e, successivamente oppure contestualmente, l’atto di precetto. Cos’è il titolo esecutivo?

Il titolo esecutivo è quell’atto che sancisce in maniera formale il diritto del creditore e che legittima l’avvio di un’esecuzione forzata nel caso di mancato adempimento spontaneo del debitore. Secondo la legge [2], sono esempi di titoli esecutivi le sentenze e tutti gli altri provvedimenti del giudice, le cambiali e gli altri titoli di credito o gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli.

A questi esempi di titoli esecutivi vanno aggiunti altri: nel caso che qui ci interessa, l’accordo di separazione omologato dal giudice è idoneo titolo esecutivo.

Ciò significa che, se decidi di far rispettare l’accordo di separazione, dovrai innanzitutto notificarlo alla controparte a mezzo ufficiale giudiziario. Questo è il primo passo. Il secondo riguarda la notifica del precetto.

La notifica del precetto su accordo di separazione

Il precetto è quell’atto con cui si intima al debitore di adempiere all’obbligo statuito nel titolo esecutivo entro dieci giorni dalla notifica [3]. Scaduto questo termine, il creditore potrà procedere con l’espropriazione, cioè con l’esecuzione forzata che porterà il debitore a subire le ragioni dell’altra parte anche contro la proprio volontà.

Il precetto rappresenta dunque una sorta di ultimatum: o paghi entro dieci giorni, oppure si procederà con esecuzione forzata.

Il precetto può essere notificato successivamente al titolo esecutivo (che, nel nostro caso, è rappresentato dal provvedimento di omologa della separazione consensuale), oppure contestualmente a questo; solo nel primo caso, l’atto di precetto dovrà indicare, a pena di nullità, la data di avvenuta notificazione del titolo esecutivo.

Cosa fare dopo la notifica del precetto su accordo omologato?

Se, nonostante la notifica del titolo esecutivo e del precetto, il coniuge debitore continua a rimanere tale, allora non resterà che procedere con il pignoramento, cioè con l’atto che formalmente segna l’avvio dell’espropriazione forzata [4].

Spetterà al coniuge creditore scegliere la forma di pignoramento, cioè i beni da aggredire; si potrà pertanto avere un’esecuzione:

  • mobiliare, se ha ad oggetto denaro o altri beni mobili (elettrodomestici, soprammobili, gioielli, ecc.);
  • immobiliare, se ha ad oggetto beni immobili (l’abitazione o un terreno, ad esempio);
  • presso terzi, se ha ad oggetto crediti del debitore o altre cose mobili appartenenti al debitore ma nella disponibilità di terze persone (classico esempio è l’espropriazione che riguarda il conto corrente, lo stipendio oppure la pensione).

Precetto su accordo separazione omologato: come difendersi?

Mettiamoci ora dal lato del debitore, cioè del coniuge che non rispetta le condizioni omologate nell’accordo di separazione. Come può difendersi colui che riceve l’atto di precetto sull’accordo omologato? Ebbene, contro il precetto è possibile ricorrere a due rimedi, rappresentati dall’opposizione all’esecuzione e dall’opposizione agli atti esecutivi.

L’opposizione all’esecuzione

Con lo strumento dell’opposizione all’esecuzione [5] si contesta l’idoneità del titolo esecutivo stesso attraverso la negazione dell’esistenza del titolo fin dall’origine, o sopravvenuta, ovvero attraverso la negazione dell’idoneità soggettiva del titolo a fondare l’esecuzione, oppure per ragioni di merito.

Secondo la legge, l’opposizione all’esecuzione serve a contestare il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata quando questa non sia ancora iniziata. L’opposizione si propone con citazione davanti al giudice competente per l’esecuzione. Il giudice, ricorrendo gravi motivi, può anche sospendere su istanza di parte l’efficacia esecutiva del titolo.

Ad esempio, il marito che non paga il mantenimento alla moglie e ai figli potrà opporsi al precetto su accordo di separazione omologato e alla sua esecuzione nel caso in cui, successivamente all’omologa, sia stata stipulata tra le parti una convenzione con cui il marito stesso si liberava dell’obbligo del versamento periodico del mantenimento mediante corresponsione, in un’unica soluzione, di una ingente somma di danaro, ovvero del trasferimento della proprietà di un immobile.

L’opposizione agli atti esecutivi

Al contrario dell’opposizione all’esecuzione, l’opposizione agli atti esecutivi [6] consente al debitore di opporsi alla regolarità formale del precetto su accordo di separazione omologato: ad esempio, si potrà contestare l’assenza, all’interno del precetto, del riferimento alla data in cui è stata notificato il titolo esecutivo, oppure addirittura l’assenza della notificazione di quest’ultimo.


note

[1] Art. 479 cod. proc. civ.

[2] Art. 474 cod. proc. civ.

[3] Art. 480 cod. proc. civ.

[4] Art. 491 cod. proc. civ.

[5] Art. 615 cod. proc. civ.

[6] Art. 617 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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