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Imprenditore agricolo: ultime sentenze

30 Novembre 2019
Imprenditore agricolo: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: imprenditore agricolo; carattere dell’agrarietà; attività connesse; fallimento dell’imprenditore agricolo; equiparazione dell’imprenditore ittico all’imprenditore agricolo.

Imprenditore agricolo: nozione

In tema di impresa agricola, ai sensi del comma 1 dell’art. 2135 c.c., nel riprendere il contenuto del comma originario, dispone sì che è imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse, ma il secondo comma innovativamente dispone che per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.

In questo modo il carattere dell’agrarietà si è di molto ampliato ed il suo collegamento con il fondo ha assunto un ruolo puramente funzionale, connesso in modo unitario alla cura ed allo sviluppo anche soltanto di una fase del ciclo biologico, piuttosto che materiale ed avvinto nel suo fondamento immobiliare. Ne costituisce tangibile testimonianza l’evoluzione giurisprudenziale successiva, che ha posto in luce come tale nozione non richieda una dimensione quantitativa limitata, risultando perciò irrilevante – una volta accertata la natura agraria dell’attività svolta – la valutazione quantitativa od organizzativa connessa.

Tribunale Ravenna, 28/02/2019, n.232

Il riconoscimento della qualità di imprenditore agricolo 

Ai fini della prelazione agraria non solo il conduttore del fondo deve essere titolare di un valido contratto d’affitto, ma deve altresì trattarsi di affitto che abbia per oggetto fondi su cui si svolga attività di “coltivazione” in senso stretto, conformemente al requisito della coltivazione biennale posto dallo stesso comma 1 dell’art. 8. l. 590/1965. Ne consegue che restano esclusi dall’applicabilità della norma l’affitto di terreno pascolativo, di terreni boschivi o i contratti di vendita di erbe -così come non forniscono titolo per la prelazione la locazione di vasche per itticoltura o la soccida di pascolo.

Tribunale Reggio Emilia sez. II, 06/02/2019, n.217

Le attività connesse dell’imprenditore agricolo

Per essere riconducibili all’ambito agricolo, le attività connesse devono essere svolte dallo stesso imprenditore agricolo, così come definito dall’art. 2135 c.c., e devono riguardare prevalentemente prodotti propri.

Consiglio di Stato sez. III, 04/09/2019, n.6093

Espropriazione di suoli edificabili per pubblico interesse

In tema di espropriazione di suoli edificabili, l’art. 37, comma 9, del d.P.R. n. 327 del 2001, nel riconoscere il diritto alla cd. indennità aggiuntiva in favore dei soggetti che traggono i propri mezzi di sussistenza dalla coltivazione del suolo, ne condiziona la concreta erogazione, oltre che alla titolarità di uno dei rapporti agrari tipici, all’utilizzazione agraria del terreno, ravvisabile in tutte quelle ipotesi in cui la coltivazione del fondo da parte dell’istante avvenga con prevalenza del lavoro proprio e di persone della sua famiglia; è pertanto escluso dal novero dei soggetti aventi diritto a tale beneficio il terzo conduttore imprenditore agricolo – il quale esercita la coltivazione e produzione agricola con prevalenza del fattore capitale sul lavoro e con impegno prevalente di manodopera subordinata -, senza che tale esclusione possa ritenersi in contrasto con il principio di uguaglianza, avuto riguardo alla differenza esistente tra il predetto e i soggetti individuati dall’art. 17 della legge n. 865 del 1971.

Cassazione civile sez. I, 31/07/2019, n.20658

La costituzione di società fra imprenditori agricoli

La costituzione di una società semplice fra imprenditori agricoli per condurre l’attività agricola in terreni posseduti in comunione non recide il legame diretto fra imprenditore agricolo e terreno sul quale viene condotta l’attività agricola con l’effetto di non escludere il beneficio di agevolazione ICI. In conclusione, la costituzione di tale società fra imprenditori non esclude l’applicazione dell’agevolazione ICI.

Comm. trib. reg. Firenze, (Toscana) sez. IX, 12/04/2019, n.666

Fallimento dell’imprenditore agricolo

Poiché il reclamo ex art. 18 l.fall. è caratterizzato da un effetto devolutivo “pieno” il Giudice del reclamo deve esaminare in concreto l’atteggiarsi dell’attività d’impresa svolta dalla società fallita; nell’ipotesi di imprenditore agricolo, il giudice può quindi revocare la sentenza dichiarativa di fallimento qualora, avendo accertato il valore prevalente delle strutture produttive che si avvalgono della terra come strumento di supporto, faccia correttamente applicazione della nozione più ampia di “impresa agricola” ex art. 2135 c.c. novellato.

Corte appello Palermo, 13/03/2019

Società proprietaria di un fondo agricolo ceduto in comodato

Ai sensi della L.n. 266 del 23 dicembre 2005, art. 1, comma 423,« la produzione e la cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali, sino a 2.400.000 kWh anno, e fotovoltaiche, sino a 260.000 kWh anno, …..omissis…. costituiscono attività connesse ai sensi dell’ articolo 2135, terzo comma, del codice civile e si considerano produttive di reddito agrario »; pertanto, la società proprietaria di un fondo agricolo che, dopo aver ceduto il fondo in comodato per l’attività di coltivazione, continui a svolgervi attività di produzione di energia elettrica da fonti fotovoltaiche, non perde la qualifica di imprenditore agricolo per il solo fatto che l’attività di coltivazione sia svolta dal comodatario.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. II, 04/02/2019, n.89

Imprenditore agricolo: cessione di un terreno divenuto edificabile

La cessione, da parte di un imprenditore agricolo, di un terreno divenuto edificabile non rientra – avendo il suddetto terreno perduto la qualità di bene strumentale all’esercizio dell’impresa – tra le operazioni imponibili ex art. 1 del d.P.R. n.633 del 1972, sicché deve assoggettarsi all’imposta proporzionale di registro e non all’I.V.A., come peraltro sancito dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea nella sentenza del 15 settembre 2011 (in cause C-180/10 e C-181/10), sull’interpretazione dell’art. 4, nn. 1 e 2, della Sesta Direttiva n.77/388/CEE del 17 maggio 1977, nonché degli articoli 9, n. 1, 16 e 295, n. 1, punto 3, della Direttiva I.V.A.

Cassazione civile sez. trib., 24/01/2019, n.2017

L’imprenditore ittico

Avendo l’art. 2, comma 3, d.lg. n. 226 del 2001 disposto l’equiparazione dell’imprenditore ittico all’imprenditore agricolo – sul rilievo che l’imprenditore ittico, come quello agricolo, è comunque soggetto ai rischi connessi all’evoluzione del ciclo biologico dei prodotti naturali, sebbene non provveda alla relativa cura e sviluppo – non è possibile impedire al primo l’accesso a regimi di favore propri dell’imprenditore agricolo, quali quelli di carattere previdenziale.

Consiglio di Stato sez. V, 01/10/2018, n.5612

Imprenditore ittico: è assimilato all’imprenditore agricolo

Anche l’imprenditore ittico è soggetto ai rischi del ciclo biologico della natura e quindi può essere assimilato all’imprenditore agricolo.

Consiglio di Stato sez. V, 01/10/2018, n.5612


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