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Obbligo di reperibilità: ultime sentenze

30 Novembre 2019
Obbligo di reperibilità: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: visite fiscali; obbligo di reperibilità; obbligo di comunicazione preventiva di assenza; licenziamento per giusta causa; allontanamento dal domicilio durante le fasce di reperibilità.

Visite fiscali: obbligo di reperibilità

In tema di visite fiscali, gli obblighi di buona fede e correttezza correlati all’osservanza dell’obbligo di reperibilità durante gli orari di visita fiscale non prescindono dall’obbligo di comunicazione preventiva di assenza alla visita fiscale; l’obbligo del lavoratore di comunicare preventivamente le assenze alle visite fiscali consente all’azienda di controllare l’effettività dello stato morboso; se il dipendente risulta più volte assente alle visite fiscali senza addurre valide giustificazioni e senza preventiva comunicazione, non rileva, ai fini dell’inadempimento dell’obbligo di comunicazione preventiva dell’assenza dal domicilio, il fatto che il medico curante abbia successivamente confermato la malattia diagnosticata con la relativa prognosi; e anche quando sussistono motivi urgenti ed indifferibili l’assenza dall’abitazione durante gli orari di reperibilità va prima comunicata al datore di lavoro e all’Inps; la preventiva comunicazione può essere evitata solo in presenza di gravi ed indifferibili ragioni, ed il lavoratore ha l’onere di dimostrare l’impossibilità di avvisare il datore di lavoro della repentina uscita di casa.

Tribunale Bari sez. lav., 10/10/2019, n.4072

Visita domiciliare di controllo

Ai sensi dell’art. 5, comma 14, d.l. n. 463 del 1983, conv. con l. n. 638 del 1983, il giustificato motivo di esonero del lavoratore in stato di malattia dall’obbligo di reperibilità a visita domiciliare di controllo non ricorre solo nelle ipotesi di forza maggiore, ma corrisponde ad ogni fatto che, alla stregua del giudizio medio e della comune esperienza, può rendere plausibile l’allontanamento del lavoratore dal proprio domicilio, senza potersi peraltro ravvisare in qualsiasi motivo di convenienza od opportunità, dovendo pur sempre consistere in un’improvvisa e cogente situazione di necessità che renda indifferibile la presenza del lavoratore in luogo diverso dal proprio domicilio durante le fasce orarie di reperibilità.

(Nella specie, relativa all’allontanamento dal proprio domicilio di un lavoratore in malattia che aveva accompagnato il figlio al pronto soccorso, la sentenza ha escluso il nesso tra il momento dell’urgenza, effettivamente sussistente in orario notturno al primo accesso al Pronto soccorso, ma non sussistente al tempo della visita fiscale avvenuta in tarda mattinata, quando nessuna urgenza era stata dimostrata dal lavoratore idonea a giustificare l’allontanamento dal domicilio durante le fasce di reperibilità nonché il mancato previo avviso di allontanamento al proprio datore di lavoro).

Cassazione civile sez. lav., 01/10/2019, n.24492

L’assenza dalla propria casa nel periodo di malattia

L’assenza del lavoratore dalla propria abitazione durante la malattia – oltre a dar luogo a sanzioni comminate per violazione dell’obbligo di reperibilità durante le fasce orarie può integrare anche un inadempimento sanzionabile con licenziamento disciplinare ex art. 7 legge n. 300 del 1970, ove la condotta del dipendente comporti anche la violazione di obblighi derivanti da contratto di lavoro.

Cassazione civile sez. lav., 07/10/2016, n.20210

Obbligo di reperibilità ai fini delle visita medica Inps

L’obbligo di reperibilità alla visita medica di controllo dell’Inps comporta che l’allontanamento dall’abitazione, indicata all’ente previdenziale quale luogo di permanenza durante la malattia sia giustificato solo quando tempestivamente comunicato agli organi di controllo.

Cassazione civile sez. lav., 19/02/2016, n.3294

Mancato rispetto dell’obbligo di reperibilità

Per giustificare il mancato rispetto dell’obbligo di reperibilità in determinati orari non è richiesta l’assoluta indifferibilità della prestazione sanitaria da effettuare, ma è sufficiente un serio e fondato motivo che giustifichi l’allontanamento dal proprio domicilio.

Cassazione civile sez. lav., 21/10/2010, n.21621

Violazione dell’obbligo di reperibilità

Per giustificare la violazione dell’obbligo di reperibilità in determinati orari non è richiesta l’assoluta indifferibilità della prestazione sanitaria da effettuare durante le cosiddette fasce orarie, ma basta un serio e fondato motivo che giustifichi l’allontanamento da essa.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto giustificata l’assenza del lavoratore allontanatosi dal domicilio per l’effettuazione di un elettrocardiogramma e di una visita cardiologica, anche perché il differimento dell’appuntamento avrebbe comportato il rischio di un rinvio molto lungo, “stante le ben note difficoltà in cui versa il servizio sanitario”).

Cassazione civile sez. lav., 21/07/2008, n.20080

Giustificato motivo di esonero del lavoratore dall’obbligo di reperibilità 

Il giustificato motivo di esonero del lavoratore in stato di malattia dall’obbligo di reperibilità a visita domiciliare di controllo, secondo la previsione dell’art. 5, comma 14 d.l. n. 463 del 1983, nel testo modificato dalla legge di conversione n. 638 del 1983, non si identifica con il concetto di forza maggiore (che postula un impedimento assoluto dovuto a causa ineluttabile) e ricorre in presenza di un ragionevole impedimento e di qualsivoglia serio motivo di assenza durante la “fascia oraria”, la cui rigorosa dimostrazione, pur essendo onere del lavoratore, non può essere oggetto di una deroga “in peius” derivante dalla contrattazione collettiva, con la previsione di un onere di comunicazione dell’assenza al datore di lavoro.

Consiglio di Stato sez. V, 28/12/2007, n.6785

Licenziamento per giusta causa

In un giudizio di impugnativa di un licenziamento per giusta causa intimato a lavoratore risultato assente a visita domiciliare di controllo, è affetta da vizio di motivazione, rilevante a norma dell’art. 360, comma 1 n. 5, c.p.c., la sentenza di merito che abbia ritenuto insussistente l’obbligo di reperibilità del lavoratore nel primo giorno di assenza, ancorché una disposizione del contratto collettivo stabilisse che il lavoratore è tenuto fin da quel giorno e per tutta la durata della malattia a trovarsi a disposizione nel domicilio comunicato al datore di lavoro, in orari prefissati, per l’accertamento del suo stato di salute, atteso che la disposizione contrattuale secondo la quale in caso di malattia il lavoratore deve avvertire l’azienda entro il primo giorno di assenza ed inviare il certificato medico entro due giorni non può essere interpretata nel senso che la possibilità di accertamento della malattia sia differita fino alla comunicazione della stessa, restando altrimenti priva di significato e rimessa alla volontà elusiva del dipendente la previsione contrattuale relativa all’obbligo di reperibilità. (Fattispecie relativa al c.c.n.l. dei metalmeccanici).

Cassazione civile sez. lav., 01/03/2004, n.4163

Licenziamento del lavoratore: quando è illegittimo?

È illegittimo il licenziamento del lavoratore intimato in ragione del rifiuto dello stesso di interrompere o sospendere il periodo feriale, con conseguente rientro al lavoro, per sopravvenute esigenze di servizio, non rilevando in alcun modo il richiamo da parte dell’amministrazione all’obbligo di reperibilità del dipendente.

Cassazione civile sez. lav., 03/12/2013, n.27057

Mancata reperibilità senza giustificato motivo

L’inadempimento dell’obbligo del lavoratore assente per malattia di rendersi reperibile per la visita medica di controllo in determinati orari integra una violazione sia dell’obbligo di fedeltà, in una accezione che va oltre i limiti dell’art. 2105 c.c. come osservanza dell’obbligo di esecuzione del contratto secondo buona fede, sia dell’obbligo generale di diligenza, obblighi questi sicuramente operanti anche durante la sospensione per malattia del rapporto di lavoro.

All’autonomo e strumentale obbligo di reperibilità all’interno delle fasce orarie è collegata la sanzione della decadenza dal trattamento economico in caso di mancata reperibilità senza giustificato motivo, indipendentemente dall’esito della visita ambulatoriale. L’irrogazione della sanzione è esclusa laddove il lavoratore dimostri l’esistenza di motivi indifferibili ed urgenti che lo hanno costretto ad assentarsi, nel senso di impossibilità di recarsi dal sanitario in orari diversi da quelli di reperibilità senza subire pregiudizio alla salute.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria), 25/11/2002, n.1781


1 Commento

  1. La legge per tutti è un sito molto attendibile a mio parere. Qui, leggo spesso temi attuali che rispondono alle mie esigenze. Ricordo tempo fa di aver letto un artiolo sugli orari di reperibilità per la visita fiscale. Potete ricordarmi in quali orari può passare il medico dell’Inps per accertare lo stato di malattia del lavoratore? Vorrei conoscere la risposta sia per quanto riguarda i dipendenti pubblici che privati, grazie mille in anticipo.

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