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Investigatore privato: prove del tradimento sono valide?

11 Novembre 2019 | Autore:
Investigatore privato: prove del tradimento sono valide?

Si possono portare in tribunale le prove dell’infedeltà raccolte dal detective privato? L’investigatore può testimoniare? Come provare un tradimento?

In amore e in guerra tutto è lecito, soprattutto se il conflitto deflagra tra i coniugi. Ci vuole poco affinché l’amore si tramuti in odio e si faccia di tutto per rovinare il partner, in special modo quando questi è un fedifrago senza scrupoli. Per il coniuge tradito giunge allora il momento di vendicarsi, magari raccogliendo tutte le prove possibili e immaginabili che possano inchiodare l’altro alla propria responsabilità. A volte, però, le proprie forze non bastano e occorre avvalersi dell’ausilio di qualcun altro; è qui che entra in gioco l’argomento di cui vorrei parlarti: le prove del tradimento raccolte dall’investigatore privato sono valide?

Mettiamo il caso che tu ti sia affidato a un’agenzia investigativa per trovare le prove dell’infedeltà del tuo partner. Le foto, i filmati e le registrazioni fatte dall’investigatore privato possono essere portate in tribunale? Sono valide? Se hai cinque minuti di tempo e deciderai di proseguire nella lettura, è quello che scopriremo insieme con questo articolo.

Come provare un tradimento?

In linea di massima, un’infedeltà coniugale può essere provata con ogni mezzo: saranno pertanto valide le foto, le registrazioni vocali di dialoghi o di telefonate, le testimonianze, i filmati, ecc. Il problema, però, riguarda le modalità con cui queste prove vengono raccolte: mettere una “cimice” nell’auto del presunto traditore oppure mettergli sotto controllo il cellulare possono costituire illeciti gravi, perfino reati.

Il problema è ancor di maggior rilievo se si pensa che, nel nostro caso, le prove devono essere raccolte da un soggetto terzo al rapporto di coniugio, cioè dall’investigatore privato a cui è stato dato incarico di smascherare l’infedeltà.

Le prove raccolte da un investigatore privato sono valide?

Le prove raccolte da un detective sono valide [1], a meno che non vengano contestate. Mi spiego meglio. Nel processo civile vige il principio secondo cui i fatti sostenuti da una parte sono dati per veri a meno che non vengano contestati, in modo specifico, dalla controparte.

Lo stesso vale per le prove: chi ad esempio produce una scrittura privata sottoscritta dalla controparte potrà beneficiarne, a meno che la controparte stessa non contesti la veridicità della firma. Stesso ragionamento per le registrazioni vocali: se porti in tribunale una conversazione telefonica registrata mentre parlavi con la controparte, questa potrà minarne la credibilità contestandola.

La contestazione, però, deve essere dettagliata e specifica, nel senso che deve precisare per bene i motivi per cui la prova di controparte non è attendibile. Una contestazione generica è priva di pregio giuridico.

Tutto ciò significa che le eventuali fotografie, riprese e registrazione vocali fornite dall’investigatore privato potranno essere smentite dalla parte contro cui sono state prodotte, purché la contestazione sia a sua volta credibile.

Ad esempio, se la moglie porta in giudizio il marito ritenendo di essere stata tradita e produce, come prova a sostegno della propria tesi, una fotografia che ritrae suo marito in compagnia di una donna, l’uomo potrà contestare la foto dicendo che è stata modificata digitalmente (“photoshoppata”, insomma), oppure che l’immagine non certifica la data in cui il fatto è avvenuto.

Le intercettazioni del detective sono prove valide del tradimento?

Posto che, in linea di massima, le prove del tradimento fornite dall’investigatore privato sono validamente utilizzabili in tribunale, vediamo cosa succede nel caso in cui tali prove siano raccolte violando la legge. Facciamo un esempio.

Mevio, investigatore privato incaricato da Tizio di scoprire le prove dell’infedeltà della moglie, piazza all’interno dell’autovettura personale di quest’ultima un microfono in grado di registrare le conversazioni. Allo stesso modo, riesce a mettere sotto controllo il cellulare della signora, in modo da intercettarne le chiamate.

In un caso come quello esposto, il detective privato commette un vero e proprio reato: quello di interferenze illecite nella vita privata [2]. Le intercettazioni di conversazioni o di telefonate che avvengono tra persone non presenti, infatti, può essere disposta solamente dall’autorità giudiziaria e soltanto al ricorrere di determinati, gravi reati. Inoltre, è possibile utilizzare solamente l’attrezzatura che è a disposizione della polizia giudiziaria o della Procura della Repubblica.

Le prove del tradimento coniugale raccolte dall’investigatore privato in violazione di norme di legge sono valide? Ebbene, nel processo civile possono essere utilizzate anche le prove raccolte illecitamente, cioè violando i diritti altrui oppure la legge; il “peso” di tali prove, però, è rimesso al prudente apprezzamento del giudice, il quale sarà libero di valutarne l’attendibilità.

Insomma: una prova illecitamente raccolta non può avere valore legale, nel senso che non può obbligare il giudice a prestarle fede.

Al contrario, nel processo penale ogni prova raccolta illecitamente è inutilizzabile nella maniera più assoluta.

Lo stesso dicasi per le prove raccolte violando la privacy del coniuge, ad esempio accedendo ai suoi profili personali di internet oppure violando la posta elettronica: il giudice civile sarà libero di valutare la portata delle prove ottenute illecitamente, mentre per il giudice penale esse saranno assolutamente inutilizzabili.

Tradimento: si può far testimoniare il detective?

Quando le prove del tradimento raccolte dall’investigatore privato possono sembrare insufficienti oppure sono fortemente contestate dalla controparte, è possibile chiamare a deporre quale testimone il detective stesso.

In altre parole, per avvalorare le prove portate in giudizio dall’investigatore, si potrà chiamare a testimoniare proprio colui che le ha raccolte. Ad esempio, se c’è una foto ritraente uno dei coniugi tra le braccia dell’amante, ma l’immagine è contestata dalla controparte in quanto non vengono specificati né il luogo né la data, l’investigatore che ha immortalato gli amanti potrà testimoniare e dire di aver visto la coppia con i propri occhi prima di scattare la foto.


note

[1] Cass., sent. n. 11516 del 23/05/2014.

[2] Art. 615 cod. pec.

Autore immagine: 123rf.com


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