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Come funziona nell’appalto la garanzia per i vizi?

16 Novembre 2019
Come funziona nell’appalto la garanzia per i vizi?

Un cliente della mia ditta mi chiede i danni per alcuni vizi riscontrati nell’appartamento in cui anni fa furono eseguiti dei lavori di ristrutturazione.

Sono tenuto a risarcirlo? Come funziona la garanzia in questi casi?

Al di là degli aspetti tecnici della vicenda (che non rientrano nelle competenze di un avvocato), la risposta da fornire al suo cliente si può basare sui seguenti punti:

  • innanzitutto in materia di vizi e difformità riscontrati a seguito dell’esecuzione di lavori nell’ambito di contratti di appalto di opere (o di servizi) le norme da tenere presenti sono gli articoli 1667 e 1668 del Codice civile (a condizione che i vizi e le difformità non siano talmente gravi da rendere l’opera totalmente inadatta alla sua funzione);
  • in base a queste norme l’appaltatore è tenuto alla garanzia per le difformità ed i vizi dell’opera a meno che il committente non abbia accettato l’opera e le difformità e i vizi fossero da lui conosciuti o riconoscibili: se, quindi, nel suo caso specifico il suo cliente accettò l’opera ed era a conoscenza dell’esistenza del vizio che oggi contesta (oppure il vizio era facilmente riconoscibile), la sua ditta non è tenuta oggi ad alcuna garanzia;
  • se, invece, il vizio oggi contestato non era conosciuto né era riconoscibile dal suo cliente all’epoca in cui l’opera fu ultimata, allora la sua ditta è obbligata a fornire la garanzia prevista dagli articoli 1667 e 1668 del Codice civile a condizione che il vizio sia stato contestato dal cliente entro sessanta giorni da quando è stato da lui scoperto (successivamente occorre anche che un’eventuale causa davanti al giudice sia avviata dal suo cliente entro due anni dal giorno in cui il vizio è stato scoperto);
  • se i vizi e i difetti contestati sono occulti (cioè non conosciuti dal cliente e né da lui facilmente riconoscibili), tocca alla sua ditta dimostrare (in un eventuale causa) che il committente non ha rispettato il termine di sessanta giorni dalla scoperta per fare denuncia (cioè per contestarli alla sua ditta);
  • se il danno subìto dal cliente è stato causato esclusivamente o in parte anche dalla condotta di altri soggetti (ad esempio del direttore dei lavori), è chiaro che ne risponderà esclusivamente o in parte anche il direttore dei lavori (che dovrà essere chiamato in un’eventuale causa o dal cliente o dalla sua ditta se si ritiene che il difetto riscontrato sia stato causato solamente o anche in parte dalla condotta del direttore dei lavori); occorre evidenziare che se ci fosse un concorso di colpa del direttore dei lavori e della ditta appaltatrice, ditta e direttore dei lavori sarebbero tenuti in solido nei confronti del committente, cioè del cliente (questo vuol dire che il cliente, anche se fosse riconosciuta la responsabilità sia della ditta appaltatrice che del direttore dei lavori, può pretendere l’intero risarcimento del danno, nonché l’eliminazione dei difetti, soltanto dal cliente oppure soltanto dal direttore dei lavori, salvo poi il diritto del soggetto che avesse per intero risarcito il cliente di agire nei confronti dell’altro responsabile per il rimborso).
  • sono fatti comunque salvi gli ordinari termini di prescrizione (cioè dieci anni) se il committente dovesse contestarle i vizi e richiederle un risarcimento in base non alle regole generali in tema di appalto che le ho appena indicato, ma in base ad eventuali clausole contenenti specifiche garanzie presenti nel capitolato d’appalto.

Articolo tratto da consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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