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Una coppia omosessuale può avere un figlio?

18 Novembre 2019 | Autore:
Una coppia omosessuale può avere un figlio?

La Corte costituzionale si è pronunciata sulla possibilità per una coppia formata da due donne di ricorrere alla procreazione assistita.

Quando le questioni etiche e quelle legali si mescolano, spesso nascono dei conflitti destinati ad aprire dei dibattiti infiniti. Un esempio è quello del diritto di una coppia omosessuale ad avere un figlio tramite il ricorso alla fecondazione assistita. Su questa delicata questione si è occupata recentemente la Corte costituzionale [1] sul caso di due donne che rivendicavano questa possibilità. Che cosa ha stabilito la Consulta? Una coppia omosessuale può avere un figlio?

No, secondo i giudici. Ed il perché si basa su due aspetti che approfondiamo di seguito, contenuti nella legge sulla procreazione medicalmente assistita (Pma) [2]. Il primo: il ricorso alla Pma non nasce da un problema di infertilità o di sterilità, come prevede la normativa. Il secondo: la legge stabilisce che possono procreare grazie a queste tecniche solo i nuclei familiari in cui sono presenti una madre ed un padre. Pertanto, secondo la Corte, è legittimo impedire ad una coppia omosessuale formata da sole donne, per quanto essa abbia un ingiudicabile desiderio di maternità, di avere un figlio attraverso la procreazione medicalmente assistita.

In sostanza, la Consulta – tenendo conto di quanto disposto dalla legge e dell’interesse del nascituro – ha voluto rispondere a questa domanda: è giusto rivendicare il diritto a procreare con metodi diversi da quello naturale (cioè l’atto sessuale)? Detto in altre parole: il diritto ad essere genitori è difendibile sempre e comunque e, quindi, anche per le coppie omosessuali?

Vediamo come ha giustificato la Consulta la sua decisione.

Procreazione assistita e infertilità

Il primo aspetto segnalato nella sentenza con cui la Consulta ha stabilito che una coppia omosessuale non può avere un figlio attraverso la procreazione medicalmente assistita, è quello che riguarda il motivo per cui due persone ricorrono a questa tecnica. La Corte ricorda che la legge sulla Pma circoscrive il ricorso a questa tecnica come rimedio alla sterilità o all’infertilità umana per cause patologiche. Ciò esclude la procreazione assistita come soluzione alternativa ed equivalente al concepimento naturale per soddisfare un desiderio di genitorialità.

Di conseguenza, per la Corte costituzionale l’infertilità fisiologica di una coppia omosessuale formata da due donne non è omologabile o equivalente a quella assoluta e irreversibile di una coppia eterosessuale che soffra di un impedimento riproduttivo patologico. Insomma, non si può mettere sullo stesso piano – secondo la Consulta – il non poter avere un figlio per un problema fisico (come quello di un uomo e una donna che non riescono a procreare) o per un problema fisiologico, cioè la mancata possibilità di avere un bambino perché tra due donne non può esistere un rapporto sessuale che lo consenta.

A questo punto, concludono i giudici, non esistono incongruenze di legge o discriminazioni imputate all’orientamento sessuale delle persone.

Procreazione assistita e modello di famiglia

Per quanto le cose siano cambiate negli ultimi tempi, con una maggiore apertura anche da un punto di vista legale verso le coppie omosessuali, la legge stabilisce che l’accesso alla procreazione medicalmente assistita resta riservato esclusivamente alle coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile ed entrambe viventi. La normativa, infatti – come sottolinea la Consulta nella sentenza in commento –, mira a garantire che il nucleo familiare proponga il modello di famiglia in cui ci sono un padre e una madre.

Chi non rispetta queste regole è passibile di sanzioni piuttosto elevate: chi applica la Pma ad una coppia omosessuale viene punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 200mila a 400mila euro. Lo stesso vale per chi dice sì ad una coppia in cui una delle due persone non sia vivente oppure minorenne o, ancora, non sposata o non convivente. Chi esercita una professione sanitaria ed acconsente a questa pratica nei casi vietati dalla legge può essere sospeso da 1 a 3 anni, mentre la struttura in cui viene praticata illegalmente la Pma rischia la revoca dell’autorizzazione.

Coppie omosessuali: possono adottare dei figli?

Appurato che una coppia omosessuale non può avere un figlio grazie alla procreazione assistita, è possibile per due uomini o per due donne adottare un bambino? Su questo punto, la giurisprudenza ritiene ammissibile l’adozione non legittimante in favore del partner dello stesso sesso del genitore biologico del minore. Ad esempio, in favore della donna legata sentimentalmente ad un’altra donna che ha avuto un figlio da una precedente relazione eterosessuale.

La Cassazione, ad esempio, ha sancito che l’orientamento sessuale di una coppia non abbia alcuna influenza sulla sua idoneità alla responsabilità genitoriale [3].

Sempre la Suprema Corte ha ammesso la possibilità di trascrivere nel registro dello stato civile italiano un atto straniero da cui risulti la nascita di un figlio da due donne tramite la procreazione assistita frutto della donazione dell’ovulo da parte di una delle donne e la gestazione nell’utero dell’altra utilizzando il gamete maschile di una terza persona [4].

Ad ogni modo, la stessa Cassazione rileva una differenza tra l’adozione e la procreazione medicalmente assistita. La prima consente non tanto nel dare un figlio ad una coppia quanto di dare una famiglia ad un bambino già nato. Viceversa, la Pma consiste proprio nel dare un figlio non ancora concepito ad una coppia. La Corte, quindi, ritiene ragionevole che il legislatore garantisca al nascituro le migliori condizioni di vita tenendo conto di quelli che, secondo lui, sono i criteri più adeguati da un punto di vista sociale.


note

[1] Corte cost. sent. n. 221/2019.

[2] Legge n. 40/2004.

[3] Cass. sent. n. 12962/2016 del 22.06.2016.

[4] Cass. sent. n. 19599/2016 del 30.09.2016.


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