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Appalti pubblici: regole per il collaudo

26 Febbraio 2014
Appalti pubblici: regole per il collaudo

Verifica di conformità e collaudo in caso di gare d’appalto: direttore dei lavori e dell’esecuzione, responsabile del procedimento, conto finale e tutto ciò che c’è da sapere in materia.

Quando un ente pubblico, di qualsiasi, grado effettua un gara d’appalto per una fornitura deve, secondo il Codice degli appalti, effettuare una verifica di conformità, o collaudo. Vediamo dunque quali sono le modalità prescritte per eseguire questa verifica.

La normativa che attiene al collaudo dei contratti pubblici [1] stabilisce che le operazioni di collaudo iniziano con la fissazione, da parte dell’organo di collaudo, del giorno per la visita di collaudo. Di ciò va data informazione al responsabile del procedimento e al direttore dei lavori o dell’esecuzione; questi ultimi ne danno tempestivo avviso all’esecutore, al personale incaricato della sorveglianza e della contabilità dei lavori e, ove necessario, agli eventuali incaricati dell’assistenza giornaliera dei lavori, affinché intervengano alle visite di collaudo.

Per quanto riguarda la fornitura di beni e servizi, si parla di verifica della conformità.

Il collaudo o la verifica di conformità si conclude con l’emissione di un certificato, redatto dall’organo incaricato del collaudo per i lavori o dal direttore dell’esecuzione (De) per i servizi e le forniture. Esso fornisce il giudizio finale e discrezionale, in merito alla circostanza che l’opera realizzata, il servizio prestato o la fornitura esperita siano stati eseguiti a regola d’arte e nel rispetto degli accordi stabiliti nel contratto d’appalto. Tale certificato, dunque, non si risolve in un accertamento tecnico di parte, posto che il collaudatore ha il dovere di indicare, tra l’altro, nel certificato medesimo, anche l’esatto ammontare della somma dovuta all’appaltatore dalla stazione appaltante, dopo avere proceduto al conguaglio tra le somme cui questi abbia diritto (a qualsiasi titolo) e gli acconti già ricevuti.

Di norma, in seguito a una formale comunicazione dell’appaltatore dei lavori o del fornitore del bene o del servizio di intervenuta ultimazione dei lavori, il direttore dei lavori (Dl) o della fornitura o il direttore dell’esecuzione dei servizi e delle forniture (De) rilascia il certificato attestante l’avvenuta ultimazione.

Le norme riferite al direttore dei lavori, ai lavori, alle opere si applicano anche ai servizi e alle forniture, intendendosi sostituiti dal riferimento al direttore dell’esecuzione.

Successivamente, il Direttore dei lavori provvede alla redazione del conto finale (Cf) e alla trasmissione del Cf al responsabile unico del procedimento (Rup).

Quest’ultimo invita, poi, l’appaltatore a sottoscrivere il conto finale entro un termine non superiore a 30 giorni.

Nelle more, la Stazione appaltante, entro 30 giorni dalla data di ultimazione dei lavori, attribuisce l’incarico del collaudo [2]; l’attività di verifica, nei contratti di servizi e forniture, è effettuata direttamente dal direttore dell’esecuzione del contratto.

Il collaudo dei lavori deve avere luogo non oltre sei mesi dalla loro ultimazione o delle prestazioni di servizi o delle forniture, salvo estensione fino a un anno, e si conclude con l’emissione del certificato di collaudo provvisorio.

Nel caso di lavori di importo pari o inferiore a 500.000 euro, il certificato di collaudo è sostituito da quello di regolare esecuzione (Cre): per i lavori di importo superiore, ma non eccedente un milione di euro, è in facoltà della Stazione appaltante sostituire il certificato di collaudo con quello di regolare esecuzione; per i servizi e le forniture di importo inferiore alla soglia comunitaria (attualmente 207.000 euro), qualora la stazione appaltante non ritenga necessario conferire l’incarico di verifica di conformità, si dà luogo a un’attestazione di regolare esecuzione, emessa dal direttore dell’esecuzione e confermata dal responsabile del procedimento, non oltre 45 giorni dalla ultimazione dell’esecuzione.

Nei lavori, a differenza del certificato di collaudo, quello di regolare esecuzione è emesso dal Direttore dei Lavori entro 90 giorni dall’ultimazione dei lavori. Alla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio o del Cre, si provvede allo svincolo della cauzione definitiva e, previa garanzia fidejussoria, al pagamento della rata di saldo entro 90 giorni dall’emissione del certificato di collaudo.

Il termine di 90 giorni per il pagamento della rata di saldo – disposto previa garanzia – avviene con decorrenza dalla presentazione della garanzia stessa.

Il certificato di collaudo provvisorio assume carattere definitivo decorsi due anni dalla sua emissione. Decorso tale termine, il collaudo si intende tacitamente approvato, anche se l’atto formale di approvazione non sia intervenuto entro due mesi dalla scadenza del medesimo termine.

Qualora nel biennio dovessero emergere vizi o difetti dell’opera, il responsabile del procedimento provvederà a denunciare entro il medesimo periodo il vizio o il difetto, e ad accertare, sentiti il direttore dei lavori e l’organo di collaudo, e in contraddittorio con l’esecutore, se questi difetti derivino da carenze nella realizzazione dell’opera; in tal caso proporrà alla stazione appaltante di fare eseguire dall’esecutore, o in suo danno, i necessari interventi. Nell’arco di tale biennio l’esecutore è tenuto alla garanzia per le difformità e i vizi dell’opera, indipendentemente dalla intervenuta liquidazione del saldo.


note

Autore immagine: 123rf.com


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