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Denuncia per tradimento coniugale

11 Novembre 2019 | Autore:
Denuncia per tradimento coniugale

Quando l’infedeltà diventa reato? L’adulterio può essere punito penalmente? Quali possono essere le conseguenze di un tradimento?

Dal matrimonio deriva una serie di obblighi che entrambi i coniugi sono tenuti a rispettare, pena la possibilità per l’altro di chiedere la separazione e, in determinati casi, perfino il risarcimento del danno. Ad esempio, marito e moglie, nel momento in cui convolano a nozze, si impegnano a vivere insieme, ad essere fedeli l’uno all’altra, a sostenersi reciprocamente, sia materialmente che moralmente. La violazione di uno di questi doveri può avere, come detto, conseguenze importanti, talvolta che sfociano perfino nel penale. Si può fare una denuncia per tradimento coniugale?

È quello che vorrei spiegarti con questo articolo; in pratica, vorrei illustrarti i casi in cui l’infedeltà coniugale può costituire reato e, dunque, legittima il deposito di una denuncia/querela presso le autorità competenti. Se ne vuoi sapere di più, prosegui nella lettura: in pochi minuti saprai quando è possibile fare denuncia per tradimento coniugale.

Obbligo di fedeltà: cos’è?

Come anticipato nell’introduzione, dal matrimonio discende una serie di obblighi reciproci tra i coniugi; tra questi, uno dei più importanti è quello alla fedeltà [1]. Ma cosa si intende per fedeltà coniugale?

Come ti ho spiegato anche nell’articolo dedicato all’obbligo di fedeltà nel matrimonio,  la fedeltà di cui parla la legge non si riferisce solamente alla sfera sessuale, ma si inserisce all’interno di una più ampia cornice fatta di lealtà e rispetto reciproci.

Non ci sono dubbi che il coniuge sia fedele se non tradisce il suo partner intrattenendo una relazione sessuale con un’altra persona: pertanto, possiamo pacificamente asserire che il coniuge fedifrago sicuramente viola l’obbligo reciproco di fedeltà.

Tuttavia, la fedeltà può essere infranta anche intrecciando con persona diversa dal coniuge un forte legame sentimentale: secondo la giurisprudenza, anche un’infedeltà solamente platonica giustifica la richiesta di separazione con addebito [2]. Anche una relazione non consumata può sortire effetti devastanti per l’unità matrimoniale, tanto da giustificare l’addebito della separazione.

Secondo altra pronuncia, le conseguenze legali sono sempre le stesse anche nel caso in cui l’adulterio sia stato tentato ma non sia riuscito a causa del rifiuto da parte del terzo. In buona sostanza, l´infedeltà di uno dei coniugi può integrare da sola violazione dei doveri nascenti dal matrimonio ancorché sia rimasta allo stadio di mero tentativo [3].

Violazione fedeltà coniugale: cosa succede?

Chi si rende infedele, anche solo platonicamente, rischia di incorrere in serie conseguenze, le più importanti delle quali sono:

  • l’addebito della separazione, con perdita del diritto al mantenimento e dei diritti successori;
  • la richiesta di risarcimento dei danni, nel caso in cui l’infedeltà si sia esternata in forme altamente irrispettose della dignità del coniuge tradito. È il caso dell’uomo che conduce con un’altra donna una vita parallela rispetto a quella che ha con la moglie, giungendo perfino a formare due famiglie separate;
  • la denuncia per il reato di maltrattamenti. Approfondiamo quest’ultimo aspetto.

Quando si può denunciare il tradimento?

Sebbene rappresenti un’ipotesi limite, è possibile che la violazione dell’obbligo di fedeltà possa avere anche risvolti di tipo penale.

Secondo la Corte di Cassazione [4], quando le modalità del tradimento sono tali da risultare gravemente umilianti e lesive della dignità del coniuge, può integrarsi il reato di maltrattamenti contro un proprio familiare [5].

Perché scatti il delitto, però, non è sufficiente una singola condotta adulterina: occorre che l’infedeltà sia reiterata nel tempo e fatta con la consapevolezza (dolo) di arrecare al coniuge una grave sofferenza morale. Facciamo un esempio pratico di quanto l’infedeltà diventa reato.

Tizio, nonostante sia sposato da anni con Caia, non si fa scrupoli di corteggiare altre donne e di tradire la moglie avendo rapporti occasionali. In più occasioni, poi, ha portato a casa donne con le quali ha intrattenuto una breve relazione sentimentale. Caia, non avendo parenti né un’altra casa ove andare, essendo anche madre di una bambina piccola, è costretta a sopportare i tradimenti del marito, nonostante la grave sofferenza interiore.

In un caso come quello appena esposto ricorrono sicuramente gli estremi per poter denunciare il tradimento coniugale, con conseguente diritto a chiedere anche il risarcimento dei danni patiti.


note

[1] Art. 143 cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 15557/2008.

[3] Cass., sent. n. 9472 del 07.09.1999.

[4] Cass., sent. n. 48224 del 15.11.2016.

[5] Art. 572 cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com


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