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Testamento olografo in stampatello

11 Novembre 2019
Testamento olografo in stampatello

È necessario il corsivo per scrivere un testamento “in casa”? Cosa prevede la legge in merito alla grafia e al tipo di scrittura?

La legge consente a ciascun cittadino di scrivere il testamento da solo, avendo cura di conservare il documento in casa propria o presso terzi che, al momento opportuno, ne informino gli eredi. 

La scrittura del testamento – che in questo caso viene detto olografo per distinguerlo da quello «pubblico», redatto cioè dal notaio e da questi custodito – deve avvenire per mano del diretto interessato. Questi non può avvalersi di strumenti meccanici come un computer e una stampante. Né può limitarsi a creare un file Word lasciandolo all’interno del proprio hard disk.

Ciò che caratterizza il testamento olografo è, infatti, l’essere scritto “di pugno” dal testatore, con foglio di carta e inchiostro (preferibilmente di colore nero o blu perché più resistente al tempo). In buona sostanza, la mano che dirige la penna non può essere quella di un terzo. Non è concesso, ad esempio, a un familiare, di venire in soccorso dell’anziano parente ormai malato e con il polso tremulo. Nell’ipotesi di impossibilità a scrivere il testamento, bisogna per forza avvalersi del notaio.

Che ruolo ha, in tutto questo, la grafia? Si può redigere un testamento olografo in stampatello oppure è obbligatorio scrivere in corsivo? 

Su tale delicato aspetto è intervenuta la Cassazione: a più riprese, i giudici supremi hanno spiegato che validità ha un tipo di scrittura piuttosto che un’altra. Ecco, dunque, i chiarimenti del caso.

Testamento olografo: quale tipo di scrittura

Non importa tanto il tipo di scrittura o di grafia usata dal testatore, quanto la sua diretta riferibilità a quest’ultimo e la comprensibilità del testo. Non devono sorgere dubbi in merito all’identità dell’autore del documento. Ecco perché è richiesta una scrittura “di proprio pugno”, senza strumenti informatici che, al contrario, potrebbero essere alterati. Né è sufficiente la sola firma su un documento scritto al computer e poi stampato: la scrittura olografa deve riguardare l’intero testo.

Testamento in stampatello: è valido?

Si ritiene spesso che la scrittura in stampatello sia più anonima e meno personale di quella in corsivo. Non è un’affermazione del tutto vera. Qualsiasi gesto della mano su un foglio ha elementi di soggettività difficilmente riproducibili da terzi. Le perizie calligrafiche riescono a scovare particolari che sfuggono all’occhio umano (finanche il peso impresso alla penna sul foglio).

Il Codice civile richiede, come requisito necessario e sufficiente alla validità del testamento olografo, l’«autografia»: il testamento cioè deve essere scritto «per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore».

Ci si riferisce alla scrittura abituale del testatore. Ciò implica, secondo alcuni, che non è ammessa la scrittura in stampatello, a meno che il testatore non la utilizzi abitualmente. 

A riguardo, però, proprio di recente, la Cassazione [1] ha dichiarato valido il testamento scritto in stampatello se la parte che ne contesta l’autenticità non dimostra per quali ragioni il documento debba ritenersi falso. Alla luce di ciò potrebbe essere ritenuto valido il testamento in parte scritto in corsivo e in parte in stampatello. 

Come già avevano detto le Sezioni Unite [2], la parte che contesti l’autenticità del testamento olografo deve agire in giudizio per chiedere al giudice di accertare la provenienza della scrittura, fornendo le prove sulla non autenticità dello stesso. Tale prova non può basarsi solo sul fatto che l’autore abbia usato lo stampatello. 

Di certo, il fatto che una persona scriva sempre in un determinato modo può assumere un forte valore di indizio: è inverosimile infatti che chi, di norma, usa il corsivo decida poi di adottare lo stampatello per un atto così importante come il testamento. Ma una cosa sono gli indizi, un’altra i divieti della legge. Nessuna norma impedisce di scrivere un testamento in stampatello. Tale situazione però potrebbe rendere più facilmente contestabile il testamento se il suo autore non è abituato ad usare tale tipo di scrittura. 

La Corte d’Appello di Torino ha poi precisato che «Nel testamento olografo redatto in stampatello, il requisito dell’abitualità della scrittura risulta soddisfatto allorquando sia accertato l’utilizzo, da parte del testatore, oltre che del consueto carattere corsivo, anche di quello stampatello (nella specie si è accertato che la testatrice, sebbene solita scrivere in corsivo, usava talvolta il carattere in stampatello» [3].

In definitiva, il testamento in stampatello è valido, ma chi non usa mai questo tipo di scrittura farà meglio ad usare il corsivo per evitare che, dopo la sua morte, qualcuno avanzi contestazioni e metta in discussione l’autenticità del documento.


note

[1] Cass. sent. n. 31457/2018.

[2] Cass. S.U. sent. n. 15161/2010 e n. 26242/2014.

[3] C. App. Torino, sent. Del 19.12.2000.

Autore immagine https://depositphotos.com testamento


2 Commenti

  1. Buongiorno,

    Sono un lettore dei vostri interessanti articoli.
    Però noto che da qualche tempo non funziona più la funzionalità:
    “Download PDF articolo”

    Sarebbe molto interessante, e apprezzerei, se fosse possibile ripristinare quella funzionalità.

    Grazie dell’assistenza.
    Cordiali saluti.
    Enrico Impallomeni.

    1. Enrico riprova adesso. Dovresti riuscire a scaricare il pdf dei nostri articoli. Ti ringraziamo. Continua a seguire il nostro portale di informazione giuridica. Ogni giorno, su La Legge per Tutti, puoi trovare tantissime news e articoli sempre aggiornati.

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