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Contravvenzioni: pagamento della multa in misura ridotta

15 luglio 2013


Contravvenzioni: pagamento della multa in misura ridotta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 luglio 2013



Con il pagamento in misura ridotta, il trasgressore della multa ammette la propria responsabilità, rinunciando a impugnare la multa e accedendo a una serie di benefici tra cui il pagamento rateizzato e la possibilità, comunque, di impugnare la sanzione accessoria.

Il pagamento della contravvenzione “in misura ridotta” costituisce una modalità di estinzione dell’obbligazione pecuniaria conseguente alla violazione del codice della strada e determina la chiusura del procedimento relativo alla sanzione principale.

Si tratta di un adempimento volontario (anche detto “conciliazione“), una facoltà riconosciuta all’interessato che può ritenere preferibile versare subito una somma di denaro, e liberarsi della sanzione, anziché ottenere, eventualmente, più tardi, il riconoscimento facendo ricorso al giudice.

Il pagamento in misura ridotta chiude definitivamente il rapporto con l’amministrazione. È una sorta di transazione, sicché il soggetto che ha pagato non può rimettere in discussione la legittimità dell’accertamento e non può chiedere il rimborso né il risarcimento del danno. Egli infatti, col pagamento in misura ridotta, accetta la sanzione e riconosce la propria responsabilità, scelta che è poi irrevocabile [1].

Soggetti

Possono pagare la multa in misura ridotta il trasgressore sono sia il trasgressore e le persone solidalmente obbligate. Si ritiene, tuttavia, che il pagamento possa essere effettuato anche da un terzo [2].

Il pagamento effettuato da un debitore solidale, estingue il debito nei confronti degli altri responsabili, anche se per questi altri sia già trascorso il relativo termine, ma non nei confronti degli eventuali concorrenti nella violazione amministrativa.

Termine di pagamento

Il pagamento volontario deve essere effettuato entro il termine perentorio di 60 giorni (calcolato, quindi, a giorni e non a mesi), decorrente dalla data di contestazione o notifica della violazione, a pena di decadenza dalla facoltà.

Per calcolare tale termine non si deve contare il giorno iniziale, mentre si calcola il giorno finale.

Quanto si paga

L’importo della somma da versare in misura ridotta corrisponde al minimo della sanzione prevista (indicata nel verbale), oltre le eventuali spese di notifica.

Casi di esclusione

Il pagamento in misura ridotta non è consentito nei seguenti casi:

– quando il comportamento del trasgressore sia stato contrario ad una manifesta volontà di accettare la contestazione (per esempio, se il trasgressore non abbia ottemperato all’invito di fermarsi, o si sia rifiutato di esibire i documenti di circolazione);

– se le norme del codice prevedono, oltre alla sanzione amministrativa, la sanzione accessoria della confisca del veicolo o del fermo (per il dettaglio di tali condotte, controlla l’elenco in nota [3]).

Modalità di pagamento

Il trasgressore può provvedere al pagamento mediante:

– corresponsione della somma direttamente presso l’Ufficio o Comando dal quale dipende l’agente accertatore, che deve rilasciare apposita quietanza;

– versamento dell’importo dovuto, su conto corrente postale o se l’amministrazione lo preveda, su conto corrente bancario, il cui numero è indicato nel verbale, la cui ricevuta di versamento ha valore di quietanza.

Pagamento per strada, direttamente all’Agente

Il codice della strada non riconosce la possibilità di effettuare il pagamento su strada, al momento della contestazione, direttamente nelle mani dell’accertatore.

È comunque allo studio una normativa che munisca gli Agenti accertato ti di POS per consentire il pagamento immediato all’atto della contestazione su strada

Solo in due casi è consentito il pagamento in misura ridotta direttamente all’Agente, previo rilascio di ricevuta da parte di quest’ultimo:

1 – nel caso di violazione commessa con un veicolo immatricolato all’estero o munito di targa EE.

2 – in caso di eccesso di velocità di oltre 40 km/h, sorpasso vietato, eccedenze del carico, inosservanza dei periodi di riposo del conducente, equipaggio e mancanza dell’orario di servizio, al conducente titolare di patente di guida di categoria superiore nell’esercizio dell’attività di autotrasporto (cosiddetti mezzi pesanti) [4].

Tuttavia, nel caso in cui il trasgressore non si avvalga di quella, che è definita una “facoltà”, è tenuto a versare all’agente accertatore una “cauzione” per una somma pari alla metà del massimo edittale della sanzione; in caso di mancato versamento anche della cauzione, poi, viene disposto il fermo amministrativo del veicolo fino a un massimo di 60 giorni.

Il ricorso al Giudice o al Prefetto

Il pagamento della sanzione in misura ridotta è alternativo alla tutela in sede amministrativa (Prefetto) o giurisdizionale (Giudice di Pace). Pertanto, l’eventuale ricorso proposto dopo l’avvenuto pagamento in misura ridotta, è improcedibile e quindi viene rigettato.

Il pagamento beneficato implica necessariamente l’accettazione della sanzione e, quindi, il riconoscimento da parte dell’autore della violazione, della propria responsabilità e, conseguentemente, la rinuncia ad esercitare la garanzia difensiva.

Effetti sulle sanzioni accessorie

L’estinzione dell’obbligazione a seguito di adempimento volontario non elimina le eventuali sanzioni accessorie collegate alla multa principale. Questo però vuol dire che il trasgressore resta libero, in caso di pagamento in misura ridotta, di proporre il ricorso al Prefetto o l’opposizione al giudice ordinario rispetto alle sanzioni accessorie [5].

Pagamento rateale

In caso di violazioni accertate contestualmente con uno stesso verbale, per un importo superiore a 200 euro, il soggetto che versi in condizioni economiche disagiate – titolare di reddito non superiore a euro 10.628,16, elevato di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi – può chiedere la ripartizione del pagamento fino a un massimo di 12 rate (di importo non inferiore a euro 100 ciascuna), se la somma dovuta non supera euro 2.000, fino ad un massimo di 24, se non supera euro 5.000, e fino ad un massimo di 60, se supera i 5.000 euro, oltre gli interessi pari al 4,5% annuo.

La presentazione dell’istanza, che implica la rinuncia ad avvalersi della facoltà di ricorso al Prefetto e al giudice di pace, deve essere effettuata all’organo rappresentativo dell’ente cui spettano i proventi delle sanzioni, entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione della violazione. Entro i successivi 90 giorni, l’autorità adotta il provvedimento di accoglimento o di rigetto; decorso inutilmente tale termine, l’istanza deve intendersi respinta.

Il provvedimento, con la determinazione delle modalità e dei tempi della rateazione in caso di accoglimento, deve essere notificato. Allo stesso modo deve essere notificata la comunicazione della decorrenza del termine di 90 giorni dalla presentazione dell’istanza e del derivato respingimento dell’istanza.

Conseguentemente, in caso di accoglimento dell’istanza, il comando da cui dipende l’organo accertatore, cui è stato comunicato l’esito del provvedimento, provvede a verificare il corretto adempimento nel pagamento delle rate: in caso di mancato pagamento della prima o, successivamente, di due rate, il debitore decade automaticamente dal beneficio e il verbale diventa titolo esecutivo per una somma pari a metà del massimo della sanzione edittale.

note

[1] Cass. sent. n. 18345 del 25.10.2012.

[2] Art. 1180 cod. civ.

[3] Le condotte illecite per le quali non è consentito il pagamento in misura ridotta sono inoltre:

– utilizzo come mezzo di trasporto ad uso proprio un veicolo non provvisto delle necessarie abilitazioni (art. 83, comma C.d.S.);

– utilizzo come mezzo di trasporto per conto terzi un veicolo non provvisto delle necessarie abilitazioni (art. 88, comma 3, C.d.S.);

– abusiva fabbricazione e vendita dei contrassegni di identificazione per ciclomotori e circolazione con ciclomotore munito di contrassegno contraffatto o alterato (art. 97, comma 9, C.d.S.);

– circolazione con veicolo munito di targa non propria o contraffatta (art. 100, comma 12, C.d.S.);

– circolazione su strada con macchine agricole e operatrici semoventi prive delle prescritte targhe di riconoscimento, ripetitrici e di immatricolazione (art. 113, comma 5, C.d.S.);

– circolazione su strada con macchine agricole e operatrici semoventi non provviste di tutti i requisiti necessari (art. 114, comma 7, C.d.S.);

– guida senza patente di veicoli, ormai ripenalizzato dal D.L. 117/2007, convertito (art. 116, comma 13, C.d.S.);

– guida senza patente di macchine agricole o operatrici (art. 124, comma 4, C.d.S.);

– guida con patente rilasciata da Stato estero, per la quale non sia stata richiesta la conversione, quando sia trascorso un anno dall’acquisizione della residenza in Italia, ormai ripenalizzato dalla L. 120/2010 (art. 136, comma 6, C.d.S.);

– trasporto di merci pericolose senza la prescritta autorizzazione o in difformità dalle prescrizioni imposte (art. 168, comma 8, C.d.S.);

– violazione del divieto, sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli delle autostrade e delle strade extraurbane principali, di invertire il senso di marcia, attraversare lo spartitraffico, e di percorrere la carreggiata nel senso opposto a quello consentito (art. 176, comma 19, C.d.S.);

– abusiva circolazione durante il periodo in cui sia stata ritirata la carta di circolazione o la patente di guida (art. 216, comma 6, C.d.S.);

– abusiva circolazione durante il periodo in cui sia stata sospesa la carta di circolazione (art. 217, comma 6, C.d.S.);

– abusiva circolazione durante il periodo in cui sia stata sospesa la validità della patente (art. 218, comma 6, C.d.S.).

In tali casi, in deroga alla procedura ordinaria, il verbale di accertamento della violazione verrà trasmesso, entro 10 gg., al Prefetto, il quale procederà ad emettere l’ordinanza-ingiunzione irrogativa della sanzione.

[4] Art. 202, commi 2-bis, 2-ter e 2-quater, C.d.S., introdotti dalla L. 120/2010.

[5] Cass. Sez. Un. sent. n. 20544 del 29.7.2008.


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1 Commento

  1. in questi giorni mi e arrivata una multa del 2009 .la posso pagare? o devo aspettare la cartela da equitalia?

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