Cronaca | News

Isis: forse la morte del capo è falsa

11 Novembre 2019
Isis: forse la morte del capo è falsa

Il presidente della Siria ha dubbi sull’uccisione del capo dell’Isis Al Baghdadi: perché non lo hanno fatto vedere? E accusa gli Usa: era in contatto con loro.

Arrivano dubbi sulla morte del leader dell’Isis Abu Bakr Al-Baghdadi: non sarebbe morto ucciso il 27 ottobre scorso, come sostengono gli Stati Uniti. Le perplessità sulla ricostruzione ufficiale dell’accaduto (leggila in ucciso Al Baghdadi: è finito l’Isis?) arrivano oggi dalla Siria per bocca del suo presidente Bashar al-Assad che le ha espresse ad un canale russo. Ce le riferisce l’agenzia stampa Adnkronos.

Secondo il presidente Siriano, il capo dell’Isis «Era nelle prigioni Usa sotto la loro supervisione e sono stati gli americani a rilasciarlo, non lo avrebbero rilasciato senza un ruolo. È stato addestrato dagli statunitensi per giocare il suo ruolo e non crediamo alla storia recente sulla sua morte. Forse è morto, ma non come è stato detto».

Perché allora inventare tutto? Assad ritiene che «tutta la storia serviva per ripulire la mano americana e per non far vedere che è stata in contatto con i terroristi non solo negli ultimi anni, ma negli ultimi decenni».

Sono dichiarazioni molto pesanti, ma Assad insiste e aggiunge: «È come nei film di fantascienza quando ti cancellano la memoria. Vogliono cancellare la memoria dell’opinione pubblica sul fatto che hanno avuto un collegamento diretto con i terroristi, soprattutto con al-Qaeda, l’Isis e il Fronte al-Nusra».

Ed ecco l’affondo che per Assad dimostrerebbe che la notizia dell’uccisione è falsa: «Hanno mostrato Saddam quando è stato catturato. L’esecuzione quando lo hanno giustiziato. Quando hanno ucciso i suoi figli ne hanno mostrato i corpi. Lo stesso è stato per Muammar Gheddafi. Perché – ha ribadito – non hanno mostrato il corpo di Bin Laden? Perché non hanno mostrato il corpo di Al-Baghdadi?».



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