Pace fiscale: ecco gli importi e le date in cui pagare

11 Novembre 2019
Pace fiscale: ecco gli importi e le date in cui pagare

Chi non ha ricevuto la lettera potrà conoscere on line l’importo da pagare per il saldo e stralcio o per la definizione agevolata e stampare i bollettini.

L’Agenzia Entrate Riscossione ha messo in rete da oggi la comunicazione delle somme dovute per chi ha aderito alla pace fiscale e dovrà pagare la rata entro il 2 dicembre.

Questo interessa quasi 2 milioni di contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata delle cartelle di pagamento o al saldo e stralcio, ma non hanno ricevuto la comunicazione a casa o per posta, per assenza o perché il recapito non è andato a buon fine. Si trattava, infatti, di una lettera inviata per posta semplice, non con raccomandata e sarebbe dovuta arrivare entro il 31 ottobre scorso.

Da oggi, il prospetto che consente di sapere quanto bisogna pagare alla prossima scadenza si può richiedere sul sito internet dell’Agenzia Entrate Riscossione. Il servizio è abbinato alla nuova funzione “ContiTu”, che consente di selezionare quali degli avvisi o cartelle contenuti nella ‘Comunicazione’ si vogliono effettivamente pagare. Ad esempio, chi ha 7 cartelle, ma per ora vuole pagarne solo 4 potrà conoscere gli importi esatti di esse e stampare i bollettini.

Ricordiamo che il saldo e stralcio riguarda i contribuenti persone fisiche che versano in una situazione di difficoltà economica, con Isee del nucleo familiare inferiore a 20mila euro: chi ha aderito pagherà solo un importo compreso tra il 16 ed il 35% del debito dovuto, senza sanzioni e interessi. La definizione agevolata, invece, chiamata anche rottamazione ter, annulla le sanzioni e gli interessi, ma lascia intero il debito (qui le differenze tra rottamazione e saldo e stralcio).

L’Agenzia Entrate ha reso noto che la scadenza in arrivo il 2 dicembre riguarda 1 milione e 820mila contribuenti, dei quali 385mila hanno aderito al ‘saldo e stralcio’ e 267mila sono i ‘ritardatari‘ della rottamazione-ter, cioè coloro che hanno usufruito della riapertura dei termini fino al 31 luglio 2019 anziché presentare la domanda alla scadenza iniziale fissata al 30 aprile 2019.

In effetti, sono 1 milione e 170mila i contribuenti che avevano aderito alla rottamazione-ter entro il 30 aprile, ma molti di essi non avevano pagato la prima rata entro il termine, fissato allo scorso 31 luglio. Anche per loro vale la proroga: il Decreto fiscale ha stabilito che potranno rientrare nei benefici della rottamazione pagando la prima e la seconda rata entro il 2 dicembre. Chi, invece, ha già pagato la prima rata, a luglio dovrà versare la seconda, sempre entro il 2 dicembre.

Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento anche di una sola rata, oltre la soglia di tolleranza di cinque giorni prevista per legge, determina l’inefficacia della definizione agevolata: i benefici della rottamazione decadono, il debito non potrà essere più rateizzato e l’Agenzia della Riscossione intraprenderà le azioni coattive di recupero.



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