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Contratto di mutuo: ultime sentenze

28 Novembre 2019
Contratto di mutuo: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: perfezionamento del contratto di mutuo; tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario; superamento del tasso soglia antiusura in un contratto di mutuo; prova della conclusione di un contratto di mutuo.

Contratto di mutuo: quando si perfeziona?

Ai fini del perfezionamento del contratto di mutuo, avente natura reale ed efficacia obbligatoria, l’uscita del denaro dal patrimonio dell’istituto di credito mutuante, e l’acquisizione dello stesso al patrimonio del mutuatario, costituisce effettiva erogazione dei fondi, anche se parte delle somme sia versata dalla banca  su un deposito cauzionale infruttifero, destinato ad essere svincolato in conseguenza dell’adempimento  degli obblighi e delle condizioni contrattuali.

Tribunale Palermo sez. IV, 03/10/2019, n.4303

Prova dell’esistenza del mutuo

Non costituisce prova sufficiente dell’esistenza del contratto di mutuo, posto a fondamento della domanda di restituzione di capitale e interessi, la consegna di assegni bancari o somme di danaro perché i primi sono un mezzo per adempiere ad un’obbligazione preesistente e non per concedere un prestito e le seconde possono realizzare il mutuo, ma altresì anch’esse estinguere un debito e pertanto spetta all’attore provare, mediante altri fatti, lo scopo di tale consegna.

Tribunale Roma sez. XVII, 01/08/2019, n.15948

Mutuo e tasso di interessi

Nei contratti di mutuo, ove il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell’usura, come determinata in base alle disposizioni della legge n. 108 del 1996, non si verifica la nullità o l’inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all’entrata in vigore della predetta legge o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula, né la pretesa del mutuante, di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato, può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di detta soglia, contraria al dovere di buona fede nell’esecuzione del contratto.

Tribunale Napoli sez. II, 24/07/2019, n.7453

Patto di interessi moratori convenzionali

In tema di tassi di interesse applicati al contratto di mutuo, è nullo il patto con il quale si convengano interessi convenzionali moratori che, alla data della stipula, eccedano il tasso soglia di cui all’art. 2 della l. n. 108 del 1996, relativo al tipo di operazione cui accede il patto di interessi moratori convenzionali e calcolato senza maggiorazioni o incrementi.

Tribunale Roma sez. XVII, 11/06/2019, n.12254

Mutuo: la verifica del rispetto del tasso soglia 

In tema di contratto di mutuo, la verifica del rispetto della soglia, da individuarsi alla data della pattuizione, deve avere ad oggetto il tasso effettivo annuo del credito erogato (tasso di rendimento finanziario dell’operazione creditizia), da verificarsi ex ante sia nell’ipotesi di un pieno rispetto del piano di ammortamento convenuto, sia nell’ipotesi in cui, a seguito della chiusura anticipata del conto, si modifichi il piano di ammortamento e, di conseguenza, si modifichi il tasso soglia annuo del credito erogato.

Corte appello Bari sez. II, 22/07/2019

Superamento del tasso soglia antiusura

Ai fini del superamento del tasso soglia antiusura in un contratto di mutuo, non si possono sommare gli interessi moratori e quelli corrispettivi, attesa la diversa funzione assolta dalle due tipologie di interessi: gli uni costituiscono il corrispettivo del diritto del mutuatario per essersi privato di una somma per lungo tempo che gli verrà restituita in conformità con il piano di rimborso graduale, gli altri rappresentando la liquidazione anticipata e forfettaria del danno causato al mutuante all’inadempimento o dal ritardato adempimento del mutuatario.

Tribunale Roma sez. XVII, 18/07/2019, n.15082

Usura sopravvenuta e validità della clausola di pattuizione degli interessi

In tema di contratto di mutuo, qualora il tasso degli interessi concordato nel corso dello svolgimento del rapporto oltrepassi la soglia dell’usura, come determinata in base alle disposizioni della legge n. 108 del 1996, non si verifica la nullità o l’inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all’entrata in vigore della predetta legge o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula, né la pretesa del creditore di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato, può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di detta soglia, contraria al dovere di buona fede nell’esecuzione del contratto.

Tribunale Mantova sez. II, 18/06/2019

Tasso soglia antiusura: gli interessi moratori e corrispettivi

In tema di contratto di mutuo, l’art. 1 l. n. 108/1996, che prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che quelli moratori. Tuttavia, il tasso di mora ha una funzione autonoma e distinta rispetto agli interessi corrispettivi, e dunque la verifica della usurarietà degli interessi moratori va effettuata in modo distinto ed autonomo da quella relativa agli interessi corrispettivi, con esclusione della loro sommatoria.

Tribunale Roma sez. XVII, 17/06/2019, n.12786

Capacità contributiva e prova del contratto di mutuo

Nei casi di rettifica sintetica del reddito, la prova della conclusione di un contratto di mutuo, utilizzato per il finanziamento di investimenti patrimoniali, non esclude ma “diluisce” nel tempo la capacità contributiva. Ne consegue che, ai fini della determinazione del reddito complessivo, occorre detrarre dalla spesa accertata il capitale mutuato e considerare, per ogni annualità, il rateo del mutuo versato e maturato.

Cassazione civile sez. trib., 17/07/2019, n.19192

Mutuo: vale come titolo esecutivo?

Al fine di accertare se un contratto di mutuo possa essere utilizzato quale titolo esecutivo, ai sensi dell’art. 474 c.p.c., occorre verificare, attraverso l’interpretazione di esso integrata con quanto previsto nell’atto di erogazione e quietanza, se contenga pattuizioni volte a trasmettere con immediatezza la disponibilità giuridica della somma mutuata, e che entrambi gli atti, di mutuo e di erogazione, rispettino i requisiti di forma imposti dalla legge.

Tribunale Vallo Lucania, 23/07/2019

Mutuo: condizioni per la valenza di titolo esecutivo

Il disposto di cui all’art. 1813 c.c., nel prevedere che il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di denaro o di cose fungibili e l’altra si obbliga a restituire il tantundem, lo ascrive alla categoria dei c.d. contratti reali, in cui il contratto e la conseguente obbligazione restitutoria in carico al mutuatario si perfezionerebbero solo al momento della traditio del denaro.

Tuttavia affinché un contratto di mutuo possa esplicare la valenza di titolo esecutivo ex art. 474, comma 2 n. 3 c.p.c. in ordine all’obbligazione restitutoria di una somma di denaro mutuata, è necessario che abbia un contenuto descrittivo minimo idoneo a documentare in modo autosufficiente, senza il ricorso ad elementi estranei al testo dell’atto, non muniti di forma omologa, l’avvenuta erogazione della somma data a mutuo.

Di conseguenza è escluso che possa costituire titolo esecutivo il contratto di mutuo in cui l’erogazione della somma sia condizionata all’adempimento di una serie di formalità da parte del mutuatario, di cui non venga fornita la prova nella forma dell’atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge.

Tribunale Avezzano, 27/06/2019

La clausola del contratto di mutuo ipotecario 

La clausola del contratto di mutuo ipotecario che prevede che il credito sia espresso in valuta estera e il rimborso sia effettuato in euro è da considerarsi abusiva, perché non limita il rischio di cambio per il consumatore.

Pertanto, il giudice nazionale investito di una domanda di esecuzione forzata di un contratto di mutuo ipotecario, stipulato tra un professionista e un consumatore sotto forma di atto notarile direttamente esecutivo, deve poter accertare l’abusività delle clausole e sospendere l’esecuzione forzata.

Ad affermarlo è la Corte di giustizia dell’Unione europea che, interpretando la direttiva 93/13/CEE concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, amplia così la tutela del consumatore riconoscendo una sospensione degli effetti dell’esecuzione forzata e mettendolo al riparo dai cambi di valore della valuta.

Corte giustizia UE sez. VIII, 26/06/2019, n.407

Contratto condizionato di mutuo edilizio e mutuo: differenze

Il c.d. contratto condizionato di mutuo edilizio configura una operazione di finanziamento a lungo termine – rientrante, quindi, nel regime agevolato di cui agli art. 15 ss. dpr 29 settembre 1973 n. 601 – e costituisce, a differenza del contratto di mutuo (di natura reale ad efficacia obbligatoria), un contratto consensuale (c.d. contratto di finanziamento, o mutuo di scopo, legale o convenzionale), oneroso ed atipico, che assolve essenzialmente funzione creditizia (al pari dell’apertura di credito) e nel quale la consegna della somma – normalmente per stati di avanzamento con contestuale controllo della progressiva realizzazione dello scopo – rappresenta esecuzione dell’obbligazione principale e non elemento costitutivo del contratto.

Tribunale Roma sez. IV, 25/06/2019, n.13404


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