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Apertura cassette di sicurezza: ultime sentenze

30 Novembre 2019
Apertura cassette di sicurezza: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: cointestazione delle cassette di sicurezza; consenso all’apertura della cassetta; intestazione di una cassetta di sicurezza; redazione dei verbali d’apertura delle cassette di sicurezza e la stesura dell’inventario del contenuto.

Servizio bancario delle cassette di sicurezza

La cointestazione delle cassette di sicurezza autorizza il cointestatario alla relativa apertura e prelievo, ma non attribuisce al cointestatario, che sia a conoscenza dell’appartenenza dei beni contenuti ad altri, il potere di disporre come proprietario dei beni ivi contenuti.

La cointestazione dei conti bancari autorizza il cointestatario ad eseguire tutte le operazioni consentite dalla cointestazione, ma non attribuisce al cointestatario, che sia consapevole dell’appartenenza ad altri delle somme affluite sui conti e dei relativi saldi, il potere di disporne come proprie.

Cassazione civile sez. II, 30/05/2013, n.13614

Apertura della cassetta di sicurezza

Nell’ipotesi di morte del fallito prima della dichiarazione di fallimento, va autorizzata l’apertura della cassetta di sicurezza di cui il fallito era intestatario, con la conseguente sottoscrizione a sigillo e quindi ad inventario dei beni ivi contenuti, prescindendo dal consenso all’apertura della cassetta da parte degli eredi del fallito, previsto in generale dall’art. 1840 comma 2 c.c.

Tribunale Roma, 28/02/1995

Intestazione di una cassetta di sicurezza a più persone

Dall’intestazione di una cassetta di sicurezza a più persone può desumersi la presunzione di comproprietà delle cose depositate, presunzione fondata sul diritto di entrambi all’apertura della cassetta di sicurezza.

Tribunale Parma, 20/05/1981

Apertura della cassetta di sucurezza: mancanza del consenso degli altri eredi

La banca non può rifiutare, in mancanza del consenso degli altri eredi, l’apertura della cassetta di sicurezza ad alcuni di essi qualora sia provato che solo a questi spetta il contenuto della cassetta.

Tribunale Pavia, 09/05/1980

Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico

Integra gli estremi del delitto di cui all’art. 483 c. p. il fatto del privato che falsamente dichiari l’esistenza in vita del cointestatario di cassetta di sicurezza, nella dichiarazione resa all’impiegato dell’istituto bancario ai sensi dell’art. 49, comma 5, d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 637.

Il dipendente dell’istituto bancario (sia privato sia pubblico) assume la qualità di pubblico ufficiale nel momento in cui compila e tiene il registro delle attestazioni di esistenza in vita dei cointestatari di cassette di sicurezza. Il registro contenente le dichiarazioni che gli intestatari di cassette di sicurezza debbono rendere in ordine all’esistenza in vita del cointestatario al momento dell’apertura della cassetta di sicurezza costituisce atto pubblico.

Pretura Torino, 25/05/1977

Comunicare l’esistenza di cassette di sicurezza

È legittimo il provvedimento con il quale il p.m., avvalendosi del disposto di cui all’art. 248 comma 2 c.p.p., richieda ad istituti di credito di comunicare l’esistenza di cassette di sicurezza in disponibilità di determinati soggetti, al fine della loro apertura ed eventuale sequestro di quanto in esso contenuto”, “previo blocco delle stesse”, disponendo nel contempo che la Guardia di finanza provveda “appena avutane notizia, all’immediata apertura delle cassette di sicurezza segnalate, ovvero alla immediata apposizione dei sigilli, onde cautelarne il contenuto”.

Posto, infatti, che l’adozione di un tale provvedimento presuppone che l’autorità giudiziaria non sia ancora in possesso di elementi atti a legittimare il sequestro previsto dall’art. 255 c.p.p., deve ritenersi che il provvedimento medesimo abbia finalità soltanto conoscitive e non ablatorie, sostanziandosi il cd. “blocco” in una richiesta di collaborazione rivolta all’istituto di credito perché non consenta l’apertura delle cassette se non in presenza della polizia giudiziaria, senza escludere che all’operazione possa partecipare volontariamente anche l’indagato, all’uopo invitato dalla stessa polizia giudiziaria.

Cassazione penale sez. III, 03/07/1996, n.2911

Verbali d’apertura delle cassette di sicurezza

Per la redazione dei verbali d’apertura delle cassette di sicurezza e la stesura dell’inventario del contenuto delle medesime ai sensi dell’art. 48 comma 6 d.l. 31 ottobre 1990 n. 346 non è necessaria la delega del notaio da parte della A.G., poiché in tal caso l’inventario notarile è alternativo a quello redatto dal funzionario dell’amministrazione fiscale.

Pretura Torino, 21/03/1991

Redazione verbali di apertura delle cassette di sicurezza: occorre la delega al notaio?

Per la redazione dei verbali di apertura delle cassette di sicurezza previsti dall’art. 49 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 637 non è necessaria la delega al notaio da parte dell’autorità giudiziaria.

Tribunale Ferrara, 24/12/1982

Apertura di una cassetta di sicurezza: l’autorizzazione

A norma dell’art. 1399 c.c. la ratifica deve essere data nelle stesse forme stabilite per l’atto concluso da chi non aveva il potere di rappresentanza necessario per compierlo. Pertanto, qualora per l’apertura di una cassetta di sicurezza ad opera di un soggetto diverso dall’intestatario è prevista un’autorizzazione di quest’ultimo mediante atto scritto, l’apertura di tale cassetta, senza la prescritta autorizzazione, ad opera di terzo, non può ritenersi ratificata dal costante e prolungato comportamento inattivo dell’intestatario.

Cassazione civile sez. I, 13/05/1982, n.3000

Danno non patrimoniale

Anche quando il fatto illecito integra gli estremi del reato, la sussistenza del danno non patrimoniale può mai essere ritenuta “in re ipsa”, ma va sempre debitamente allegata e provata da chi lo invoca, anche attraverso presunzioni semplici (nella specie, relativa all’apertura di una cassetta bancaria di sicurezza, la Corte ha ritenuto illegittima la sentenza di merito nella parte in cui aveva riconosciuto il risarcimento del danno non patrimoniale in mancanza di apposita richiesta e prova di parte, accertamento e valutazione del giudice).

Cassazione civile sez. II, 12/10/2012, n.17490


4 Commenti

  1. POsso conservare i soldi contanti in una cassetta di sicurezza? La mia cassetta di sicurezza può essere oggetto di controlli fiscali dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza? Grazie mille

  2. Ah, mi sono scordato di aggiungere un ulteriore quesito a cui spero potrete rispondere. Cosa succede in caso di controllo della cassetta di sicurezza?

  3. Che succede alla cassetta di sicurezza se il titolare muore? In quali casi la cassetta può essere aperta se una persona è defunta? Il contenuto sarà dato ai miei eredi?

    1. La legge stabilisce che la cassetta può essere aperta solo alla presenza di un funzionario dell’amministrazione finanziaria o di un notaio. Uno di questi soggetti deve redigere l’inventario del contenuto, previa comunicazione da parte del concedente all’ufficio del registro, nella cui circoscrizione deve essere redatto l’inventario, del giorno e dell’ora dell’apertura.Secondo una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, l’apertura ha lo scopo di assolvere a una funzione fiscale, per tassare la successione accertando l’esatta consistenza dei beni presenti nella cassetta e trasmessi agli eredi.Secondo la giurisprudenza, non costituisce accettazione tacita dell’eredità e, quindi, non inficia la rinuncia all’eredità compiuta dai chiamati all’eredità, subito dopo il ricevimento della notifica di avviso di accertamento, l’avere in precedenza aperto una cassetta di sicurezza bancaria prelevandone, da parte del cointestatario, la metà dell’importo contenuto e neppure l’avere risposto a questionario in qualità di “erede” del contribuente così come avere ricevuto notifica dell’avviso di accertamento, indirizzato agli “eredi” del contribuente.

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