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Contratto di mediazione: ultime sentenze

28 Novembre 2019
Contratto di mediazione: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: contratto di mediazione; conferimento dell’incarico; diritto alla provvigione; inadempimento grave a carico del mediatore; annullamento del contratto di mediazione; mancata conclusione dell’affare. 

Contratto di mediazione

Nel contratto di mediazione, il diritto alla provvigione di cui all’art. 1755 c.c. sorge nel momento in cui può ritenersi intervenuta la conclusione di un affare, ossia quando fra le parti messe in contatto dal mediatore si sia costituito un vincolo giuridico che abiliti ciascuna ad agire per l’esecuzione (o risoluzione) del contratto stesso.

(Nel caso di specie , con la formulazione e l’accettazione della proposta di acquisto, le parti si impegnavano alla stipula del preliminare e del definitivo di compravendita, entro determinati tempi, sicché la instaurazione tra gli stessi di un vincolo giuridico legittimante la richiesta di compenso da parte dell’attrice).

Tribunale Arezzo, 05/12/2017, n.1387

Compenso del mediatore

L’espressione «il compenso non sarà dovuto in caso di mancata vendita», contenuta in un contratto di mediazione immobiliare, deve essere interpretata secondo i principi di buona fede e correttezza, intesi quale impegno ed obbligo di solidarietà che impone alle parti di tenere comportamenti idonei a preservare gli interessi dell’altra parte; sicché la mancata vendita deve essere intesa quale mancata conclusione dell’affare.

Cassazione civile sez. VI, 18/09/2017, n.21575

Mediatore: cosa deve comunicare?

E’ sussistente un inadempimento grave a carico del mediatore, in funzione della mancata comunicazione al potenziale acquirente di un atto di fondamentale importanza quale l’atto di donazione, in funzione dell’obbligo nascente dal contratto di mediazione di comunicare ai sensi dell’art. 1759 e 1176 c.c. alle parti le circostanze note o che avrebbero dovuto conoscere con l’uso dell’ordinaria diligenza anche in ordine alla convenienza e sicurezza dell’affare. L’art. 1759 c.c. affida al mediatore il compito di “comunicare” alle parti le circostanze “note”, ovvero quelle di cui sia a conoscenza, senza alcun obbligo di indagare per apprendere circostanze diverse da quelle conosciute.

Corte appello Catanzaro sez. III, 20/02/2017, n.264

Mediazione: diritto alla provvigione sulla vendita

Il mediatore ha diritto alla provvigione anche se la vendita viene conclusa direttamente dal venditore, dopo la disdetta del contratto di mediazione, all’acquirente che ha visionato l’immobile per il tramite dell’agenzia immobiliare prima della scadenza del contratto.

Tribunale Roma sez. X, 02/12/2016, n.22466

Condizioni per la spettanza della provvigione

Nel contratto di mediazione, il mediatore deve porre in essere un’attività finalizzata a mettere in contatto le parti, al fine di far loro concludere un contratto e, solo se il contratto viene concluso grazie all’opera del mediatore, questi può esigere un compenso. Tra il contratto stipulato e l’attività di mediazione deve sussistere un nesso causale, seppur minimo, come la semplice indicazione dell’altro contraente.

Tribunale Modena sez. I, 19/01/2016, n.107

Mediazione: rassicurazioni date dall’agente immobiliare

Non può essere accolta la domanda attorea con la quale si chiede l’annullamento del contratto di mediazione volto all’acquisto di un appartamento – e conseguente condanna alla restituzione della somma versata a titolo di provvigione ed al risarcimento dei danni patiti – motivata dal fatto che nonostante le rassicurazioni più volte date dall’agenzia di mediazione – sia stato costruito un autoparco non ricoperto da uno spazio verde, in quanto lo stesso non incide in maniera rilevante sulla godibilità del bene acquistato in ogni casi in una zona già di per sé popolata e trafficata della città.

Tribunale Roma sez. X, 01/12/2016, n.22413

Rapporto mediatorio e diritto al compenso

Da un medesimo rapporto mediatorio – sia esso nascente da un contratto di mediazione proprio, in cui il mediatore si ponga in posizione di terzietà tra le parti, sia da un contratto di mandato (mediazione impropria) – non può che nascere il diritto a un solo compenso.

Nella disciplina della mediazione propria tale principio è espresso dall’articolo 1758 del Cc che ripartisce per quote la provvigione dovuta in caso l’affare sia concluso per l’intervento di più mediatori. Residua, peraltro, un’ipotesi in cui può coesistere un diritto alla provvigione – in dipendenza dell’espletamento fattivo e con esito positivo di una intermediazione – e, per lo stesso affare, un diritto a percepire una somma comunque parametrata al valore della cessione oggetto di mandato.

È l’ipotesi in cui nel negozio di conferimento dell’incarico (mediatorio o di mandato) sia espressamente pattuito di porre a carico del cliente – non accettante una proposta conforme alle istruzioni date – una penale corrispondente alla provvigione o comunque a essa proporzionata.

Cassazione civile sez. II, 27/10/2016, n.21758

Mediazione: conclusione di un affare

Nel contratto di mediazione, il diritto alla provvigione di cui all’art. 1755 c.c. sorge nel momento in cui può ritenersi intervenuta la conclusione di un affare, ossia quando fra le parti messe in contatto dal mediatore si sia costituito un vincolo giuridico che abiliti ciascuna ad agire per l’esecuzione (o risoluzione) del contratto stesso; il mediatore ha diritto al pagamento della provvigione in tutti i casi in cui le parti, per effetto del suo intervento, abbiano concluso un “affare”, a nulla rilevando che, successivamente, le parti stesse decidano concordemente di modificare i termini nell’accordo o di sottoporre lo stesso a condizione sospensiva.

Tribunale Livorno, 03/10/2016, n.1193

Mediazione: le proposte

Dall’esame della documentazione prodotta non risulta alcun contratto di mediazione, né autorizzazione rilasciata, Né le proposte di acquisto tra le parti contraenti la permuta consentono di poter desumere l’esistenza di un’attività di mediazione svolta dalla società, laddove tali proposte sono redatte su fogli provenienti dalle parti contraenti, in alcun modo riconducibile alla società attrice.

Normalmente, invece, le proposte, in presenza di un incarico di mediazione, sono redatte su moduli degli stessi intermediari. Dunque, non risulta acquisita alcuna prova dell’esistenza dell’incarico di mediazione.

Tribunale Salerno sez. II, 24/02/2016, n.858

Mediatore: come può adempiere il suo compito?

In tema di diritto o meno alla provvigione da parte del mediatore, ai fini della riconduzione della conclusione dell’affare a fatto del mediatore, quest’ultimo potrà assolvere il suo compito sia secondo il modello della “mediazione di contratto” (favorendo cioè l’utile contatto tra le parti) sia attraverso fattispecie mediatizie che non presuppongono un formale accordo tra le parti e si caratterizzano per la loro atipicità negoziale, sì da doversi ritenere non esaustivo il sintagma “contratto di mediazione”.

Tribunale Cassino, 02/02/2016, n.147

Mediazione: il consenso per la conclusione del contratto

Il consenso necessario per ritenere concluso il contratto di mediazione ove non sia frutto di uno specifico incarico conferito, può essere manifestato validamente anche per facta concludentia come quando la parte si avvalga consapevolmente dell’opera del mediatore ai fini della conclusione dell’affare, tenuto conto che presupposto essenziale del diritto alla percezione della provvigione non è il conferimento espresso dell’incarico quanto piuttosto la circostanza che il mediatore abbia di fatto svolto un’attività utile per la conclusione dell’affare, che di tale attività le parti fossero consapevoli e che da essa abbiano tratto vantaggio.

Corte appello Ancona, 28/11/2014, n.979

Mancato consenso alla vendita dei comproprietari

Qualora il contratto di mediazione preveda, da un lato, che il compenso deve essere corrisposto alla stipula del compromesso e, dall’altro, che il mandante si impegna a ottenere il consenso degli altri comproprietari del bene per il perfezionamento della vendita, e – concluso il preliminare – sia mancato il consenso alla vendita da parte dei comproprietari, il mediatore ha titolo per richiedere il pagamento della provvigione, ma non può pretendere la penale – prevista nello stesso contratto – per la revoca dell’incarico prima della scadenza del mandato o di rinuncia a vendere alle condizioni pattuite.

Cassazione civile sez. II, 02/01/2014, n.3


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