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Ripartizione delle spese condominiali: ultime sentenze

1 Dicembre 2019
Ripartizione delle spese condominiali: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: ripartizione delle spese condominiali; illegittimità della ripartizione; tabelle millesimali; la delibera di modifica dei criteri legali di ripartizione delle spese condominiali.

Ripartizione delle spese condominiali

Le norme del codice del consumo sono applicabili alle convenzioni di ripartizione delle spese condominiali predisposte dal costruttore, o dall’originario unico proprietario dell’edificio condominiale, in quanto oggettivamente ricollegabili all’esercizio dell’attività imprenditoriale o professionale da quello svolta, e sempre che il condomino acquirente dell’unità immobiliare di proprietà esclusiva rivesta lo status di consumatore, agendo per soddisfare esigenze di natura personale, non legate allo svolgimento di attività imprenditoriale o professionale.

(Nella specie, la Corte ha escluso che la vessatorietà della clausola potesse essere fatta valere nei confronti della società, la quale era soggetto beneficiario dell’esonero dalle spese ma non allo stesso tempo venditore degli immobili in questione).

Cassazione civile sez. II, 23/07/2019, n.19832

Impugnazione della ripartizione delle spese condominiali

Nel caso il cui il singolo condomino censuri la legittimità della ripartizione delle spese, il suo interesse ad agire per far accertare l’eventuale illegittimità della ripartizione è correlato all’importo che lo stesso sarebbe tenuto a corrispondere in ragione della ripartizione deliberata.

Cassazione civile sez. VI, 28/08/2018, n.21227

Riparto delle spese e tabelle millesimali 

In tema di condominio di edifici, qualora le tabelle millesimali allegate al regolamento condominiale contrattuale non abbiano formato oggetto di modifica con il consenso unanime di tutti i condomini, ovvero con sentenza del giudice ex art. 69 disp. att. c.c., nonostante le variazioni di consistenza o di destinazione delle singole unità immobiliari, la ripartizione delle spese condominiali va effettuata in conformità alle tabelle stesse, salva la facoltà del condomino, richiesto del pagamento della quota di pertinenza, di proporre domanda, anche riconvenzionale, di revisione o modifica delle tabelle ai sensi del citato art. 69 nei confronti di tutti i condomini.

Tribunale Milano sez. XIII, 24/07/2018, n.8279

Modifica del criterio legale di ripartizione delle spese

Nell’assemblea condominiale, la comproprietaria dell’immobile non ha il potere di approvare, per conto degli altri compartecipi alla comunione, senza un’espressa delega degli stessi, il regolamento e le tabelle millesimali esercitando i poteri di cui all’art. 1105 c.c., qualora tale delibera comporti la modifica del criterio legale di ripartizione delle spese condominiali, essendo necessario, ai fini di tale modifica, una manifestazione di volontà intesa a stipulare un negozio dispositivo dei relativi diritti

Tribunale Matera, 24/04/2018, n.406

Ripartizione delle spese condominiali: principio di proporzionalità

In tema di condominio e ripartizione delle spese, sono le c.d. tabelle d’uso che altro non fanno che dare applicazione concreta al precetto normativo del secondo comma dell’art. 1123 c.c. 2, tabelle millesimali pertanto consentono l’applicazione di quel principio di proporzionalità più volte richiamato. L’art. 68, primo comma, disp. att. c.c. (novellato dalla riforma del condominio) specifica che ove non precisato dal titolo ai sensi dell’articolo 1118, per gli effetti indicati dagli articoli 1123, 1124, 1126 e 1136 del codice, il valore proporzionale di ciascuna unità immobiliare è espresso in millesimi in apposita tabella allegata al regolamento di condominio.

Tribunale Velletri sez. I, 11/04/2018, n.896

Conduttore: il diritto di votare in luogo del proprietario

L’art. 10 della L. n. 392 del 1978 prevede il diritto del conduttore di intervenire in luogo del proprietario nelle delibere dell’assemblea condominiale relative alle spese e modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento dell’aria. Trattasi di norma eccezionale, in quanto prevede un’ipotesi di sostituzione legale del conduttore al proprietario nelle assemblee dei condomini convocate per deliberare su specifici punti dell’ordine del giorno (e cioè le spese e modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d’aria).

Proprio perché norma eccezionale, la stessa deve ritenersi applicabile solo all’ipotesi espressamente prevista senza possibilità di interpretazione estensiva. Pertanto la stessa non può trovare applicazione nel caso in cui la delibera abbia avuto ad oggetto non spese di gestione e modalità di gestione dei servizi di riscaldamento, bensì la mera ripartizione delle spese condominiali e tra queste quelle dei consumi relativi al riscaldamento condominiale.

Tribunale La Spezia, 27/02/2018, n.162

Ripartizione delle spese condominiali: la modifica dei citeri legali

È imposta a pena di nullità l’approvazione di tutti i condomini per le delibere dell’assemblea di condominio con le quali siano stabiliti i criteri di ripartizione delle spese in deroga a quelli dettati dall’articolo 1123 del Cc, oppure siano modificati i criteri fissati in precedenza in un regolamento contrattuale.

Cassazione civile sez. II, 04/08/2017, n.19651

Qual è il criterio per il riparto delle spese condominiali?

E’ lo stesso dato letterale dell’art. 1126 c.c., a stabilire che il criterio cardine, per la ripartizione delle spese è costituito dall’utilità e dal vantaggio tratto dai proprietari degli immobili cui il lastrico solare serve in quanto funge da copertura. Tale norma costituisce, peraltro, applicazione del più generale principio di cui all’art. 1123 c.c. che, in tema di ripartizione delle spese per la conservazione e il godimento delle cose comuni, ne stabilisce la ripartizione in proporzione all’uso che ciascuno può farne.

Corte appello Palermo sez. II, 15/06/2017, n.1151

Determinazione del valore proporzionale delle singole proprietà

In tema di condominio di edifici, qualora le tabelle millesimali allegate al regolamento condominiale contrattuale non abbiano formato oggetto di modifica con il consenso unanime di tutti i condomini, ovvero con sentenza del giudice ex art. 69 disp. att. c.c., nonostante le variazioni di consistenza o di destinazione delle singole unità immobiliari, la ripartizione delle spese condominiali va effettuata in conformità alle tabelle stesse, salva la facoltà del condomino, richiesto del pagamento della quota di pertinenza, di proporre domanda, anche riconvenzionale, di revisione o modifica delle tabelle ai sensi del citato art. 69 nei confronti di tutti i condomini.

Cassazione civile sez. II, 31/03/2017, n.8520

Ripartizione delle spese per le parti comuni tra venditore ed acquirente dell’immobile

In tema di ripartizione delle spese condominiali, l’espressione “anno in corso”, di cui al previgente art. 63, comma 2, disp. att. c.c. – ora, in seguito all’approvazione della l. n. 220 del 2012, art. 63, comma 4, disp. att. c.c. – va intesa, alla luce del principio della “dimensione annuale della gestione condominiale”, con riferimento al periodo annuale costituito dall’esercizio della gestione condominiale, il quale può anche non coincidere con l’anno solare.

Cassazione civile sez. VI, 22/03/2017, n.7395

Riparto delle spese condominiali: i poteri dell’assemblea

In tema di riparto di spese condominiali, ben può l’assemblea, in attesa dell’approvazione del bilancio preventivo, autorizzare l’amministratore a richiedere ai condomini pagamenti provvisori, con riserva di successivo conguaglio sulla base del bilancio approvato e tenuto conto dei valori millesimali attribuiti a ciascuna proprietà individuale.

Cassazione civile sez. II, 23/02/2017, n.4679

Ripartizione delle spese condominiali: le quote dei singoli condomini

In tema di condominio, la disciplina della ripartizione delle spese condominiali può essere oggetto di una convenzione modificatrice che può perfezionarsi anche per facta concludentia; la partecipazione con il voto favorevole alle reiterate delibere adottate dall’assemblea dei condomini di un edificio per ripartire le spese secondo un valore delle quote dei singoli condomini diverso da quello di cui all’art. 1123 c.c. o l’acquiescenza alla concreta applicazione di queste delibere possono assumere, infatti, il valore di unico comportamento rivelatore della volontà di applicazione di quel criterio di riparto da parte dei condomini sia quelli che hanno partecipato alle votazioni sia quelli hanno aderito ci accettato la differente suddivisione.

Tribunale Milano sez. XIII, 05/09/2014, n.10802


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